Baby prostituzione e pornopietà, anche dal giulivo Magalli

Per fortuna non vedo che pochissima tv e non sopporto Magalli quindi lo evito accuratamente. Ma se casualmente aspetto il tg2  delle 13 (non sono perfetta, altrimenti eviterei) tolgo l’audio per non sentire i racconti che esibiscono fatti sospesi tra l’angoscia per malattie o violenze e la disperazioni per morti evitabili, serviti con contorno di idiota pubblicità a piacere e giochini imbecilli. Questo è, di solito Fatti Vostri, su rai 2 che noi paghiamo: io la definisco porno-pietà e mi tengo leggera. Proprio ieri, nei dieci minuto precedenti il solito Tg, nella sua pornogiuliva trasmissione il suddetto Magalli intervistava una giovane giornalista del quotidiano Il Tempo che, su suggerimento del suo Direttore (ehm), si è finta baby-prostituta rimorchiando clienti con messaggi su web e foto “solo di schiena”. Ebbene l’intervista è stata tutta condotta tra sorrisetti ambigui (pure della giornalista) e ammiccamenti golosi specie quando la ragazzotta giornalista ha riferito di un appuntamento preliminare in un bar, con un quarantenne “molto curato ed emozionato”, con il quale  si è accordata per 200 euro in cambio di prestazioni “normali”: “beh certo che ha accettato!” ha sbavato Magalli “quando ti ha vista dal vivo” (e non solo di schiena).
Il materiale da fogna piace. Ammettiamolo. Non è così ovvio trovare una risposta al perché, oggi, adolescenti vendono sesso e adulti ne comprano da loro, magari andandoli ad appuntamenti all’uscita di scuola (dove una volta “un carretto gridava gelati!”) .
Certo le risposte non le troverà Magalli né l’improbabile giornalista in caccia di sensazioni.
Appare evidente che questa società ha masticato, digerito e restituito sotto forma di materiale fognario quello che in passato poteva esser considerato l’essere umano libero, pensante, dignitoso.
Però potremmo almeno riflettere su alcuni dettagli a contorno; ad esempio sulla diffusione di alcolici e droghe consumate in quantità dai giovanissimi, anche quelle (e so che a molti non piace sentirlo dire) cosiddette leggere.
I media hanno fatto, è vero, danni strutturati e programmatialtri danni gravissimi, e non solo dei media, sono stati la mentalità che ha messo all’angolo il ruolo dell’educazione.Perché se è vero che le vecchie prassi educative sbagliavano, la nessuna educazione fa anche peggio.
Insomma rifletterei anche chiedendomi se non si veda piuttosto la punta dell’iceberg che il suo insieme. E il discorso non è a monte, sta qui nella palude in cui si vive e bisognerebbe domandarsi chi la  governa, con quali scopi e soprattutto perché alcuni ragazzi credono che amare se stessi gratificarsi con il superfluo.
Sottolineo “alcuni ragazzi” perché invece ci sono anche quelli diversi, che conservano e chiedono rispetto per ,  ma che non fanno notizia, dunque i bravi presentatori e i media non ne parlano, come se fossero desueti modelli poco interessanti. Anche questo potrebbe essere un bel perché da porsi.

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