Coca, sesso e prostituzione di adolescenti

Basta. Prendiamo atto che nei rapporti tra generazioni ci sono fragorosi fallimenti, che il nostro essere adulti non è adeguato ai bisogni degli adolescenti; prendiamo atto onestamente che ci sono adulti orribili che usano ragazze e ragazzi adolescenti per i loro vizi, che li sfruttano e li violentano e si sentono a posto perché “pagano”.
Basta. Si smetta l’ulteriore cinica violenza di chiamare “baby squillo” e “ragazze doccia” le ragazzine coinvolte in cocaina, sesso e sfruttamento da adulti viziosi che hanno avuto come complici  madri sciagurate, ma anche sventurate.
Non ci sono mai giustificazioni per il male e la corruzione, ma dobbiamo pur ammettere che le ragazzine di cui parliamo sono vittime e che contro di loro è stato consumato un reato gravissimo.
Eppure probabilmente adolescenti come loro, maschi o femmine, sono intorno a noi: nei condomini, per le strade, nelle nostre realtà, nelle scuole e famiglie.
Evidentemente il nostro tempo, ma non solo il nostro, è violento contro l’adolescenza. Allora almeno si smetta la violenza verbale e diseducativa amata dai titoloni ad effetto dei media.
Da insegnante di triennio di scuola media superiore potrei avere avuto nelle mie classi, tra le mie ragazze e ragazzi, anche giovani adolescenti che si prostituivano per coca e denaro. Noi adulti, e insegnanti, anche se ci impegniamo al massimo, non sempre possiamo conoscere fino in fondo la realtà, la loro realtà. E guardando le loro facce, tristi o insolenti, pensose o provocatrici, possiamo solo interrogarci e tentare il dialogo; ma non abbiamo bacchette magiche. Allora evitiamo giudizi e pregiudizi di fronte a persone di cui abbiamo comunque una responsabilità: passiamoci una mano sul cuore e togliamogli la polvere, farà bene anche a noi

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5 risposte a “Coca, sesso e prostituzione di adolescenti

  1. Andrea (ex alunno)

    Da adulto e da genitore sono schifato dall’intera vicenda. Mi interrogo solo su un punto: son davvero vittime? Sempre?
    orse, sicuramente vittime del nostro tempo. Non so se vittime in assoluto. Una risposta la cerco…ma non l’ho ancora trovata.

    • capisco bene lo schifo e lo condivido. Dal mio punto di vista un adolescente o una persona giovanissima non è il prodotto di se stessa. Cresce in un ambiente dal quale riceve input che ne condizionano la formazione. Non dico nulla di nuovo dicendo questo. Non considero le ragazze in questione come innocenti bambine (o bambini) violentate, ovviamente c’è nel loro comportamento che definirei “miserabile” anche la loro partecipazione. E tuttavia il fatto che abbiano, a quanto si sa fino ad ora, intrattenuto e cercato contatti di quel tipo perchè volevano avere denaro facile e droga mi fa riflettere su quanto questo nostro tempo abbia corrotto e travolto non solo i nostri valori tradizionali che in tanti, oggi, si divertono a rendere ridicoli, ma anche svalutato un minimo di rispetto per se stessi. Una bambina cresciuta da una madre che, da adolescente, la spingerà alla prostituzione non penso abbia avuto un’infanzia normale, o ricevuto insegnamenti di valori che la possano guidare. Difficile dire tutto in sintesi.

      • Ha perfettamente ragione quando scrive che, se una persona giovane finisce sulla strada della droga o della prostituzione, una percentuale di colpa deve essere attribuita anche ai genitori.
        Purtroppo oggi molti genitori non hanno la minima voglia di star dietro ai propri figli. Preferiscono affidarli alle cure di mamma tv e papà computer, liberarsi di loro come ci si libera di un venditore porta a porta o di un collega troppo appiccicoso.
        Il risultato é che molti giovani crescono come animali allo stato brado, senza ricevere una vera educazione. Si comportano in maniera estremamente maleducata e non se ne rendono nemmeno conto, perché loro per primi non hanno la percezione di cosa é educato e cosa non lo é.
        Per lo stesso motivo molti giovani non si applicano allo studio. Se da bambino i tuoi genitori non ti hanno insegnato quanto sia importante studiare, se non hanno fatto i poliziotti controllando ogni sera se avevi fatto tutti i compiti, tu crescerai senza capire il valore dell’ istruzione, vedendo i compiti per casa come una cosa che si può anche non fare.
        Lo stesso luogo della scuola viene visto da molti studenti unicamente come un posto in cui spassarsela con i propri amici, esattamente come un bar o un luna park. Non pensano “Vado a scuola per imparare”, pensano “Vado a scuola per divertirmi.” E quindi sul quaderno invece di prendere appunti fanno disegni osceni, invece di ascoltare la prof chiacchierano con il compagno di banco e così via.
        Spesso i genitori non solo non educano i propri figli, ma non si accorgono neppure dei loro problemi, o se ne accorgono soltanto quando la situazione é ormai irrecuperabile. Ad esempio, se il figlio va male a scuola da Settembre loro se ne accorgono soltanto a Febbraio, quando vanno a ritirare la pagella. Se il figlio si droga, loro non se ne accorgono dopo le prime canne, ma quando il ragazzo é già passato alle pasticche. Manca un controllo costante della situazione, molti genitori danno solo un’ occhiata ogni tanto. E quando prendono delle contromisure (punizioni per i comportamenti sbagliati, ripetizioni per il rendimento scadente eccetera), lo fanno per mettersi a posto la coscienza, per dire a se stessi “Ahò, il mio l’ ho fatto”, non perché vogliano sinceramente risolvere i problemi del figlio.
        Io in questo mi ritengo estremamente fortunato, perché i miei genitori non hanno mai cercato di liberarsi di me, mi hanno educato con attenzione e hanno sempre voluto tenere il polso della situazione su tutti i fronti: scuola, amicizie, sport eccetera. Controllavano perfino i libri che leggevo e i cartoni che guardavo. Ovviamente la cosa mi irritava (già da bambino tenevo molto alla mia privacy), ma crescendo ho capito che il bravo genitore deve comportarsi esattamente così, a costo di rendersi impopolare davanti al figlio.

  2. La cura dei genitori è spesso scambiata, o fatta passare, per una forma di possesso, ma penso che non sia così: i genitori molto presenti non sono necessariamente ossessivi o senza fiducia; in realtà essere possessivi significa condizionare anche in modo subdolo le scelte dei figli, significa farli sentire insicuri, significa avvolgerli di sentimentalismo condiscendente. Un genitore che controlla i compiti di un bambino o di un adolescente molto giovane fa il suo dovere e fa capire al figlio che studiare e imparare è importante. Responsabilizzare significa, secondo me, mettersi insieme di fronte alla proprie responsabilità: a ciascuno le sue. C’è un’età in cui il conflitto tra generazioni è “fisiologico” , ma non per questo comodo e non faticoso. I genitori “amici” non sono sempre bravi genitori.
    E non parliamo poi di genitori complici. Insomma il discorso è lungo, grazie di averlo condiviso.
    Grazie wwayne

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