Ballottaggio a Roma: due candidati deludenti, due improbabili nocchieri nella livida palude romana.

Difficile, per me, decidere di andare a votare dal momento che non potrei mai votare l’Alemanno e non considero coerente col mio pensare Ignazio Marino.
Alemanno è, per me, invotabile per ragioni politiche; l’altro mi piacerebbe che fosse coerente con idee più profondamente democratiche, socialmente addentro al nostro tessuto cittadino, meno in cerca di piacimenti e più problematico e riflessivo, meno semplificante, meno preso dalla propaganda; insomma che conoscesse a fondo la città, e non a strati e che non ripetesse luoghi comuni volando rasoterra: nonostante la bici, lo zainetto, il sorriso stampato. E’ una brava persona? Mi va benissimo che lo sia e non lo metto in dubbio: ma in tanti siamo brave persone, anche io penso di esserlo, ma non per questo potrei fare il sindaco della capitale.
Non penso nemmeno abbia senso il votare per meno peggio o per la limitazione del danno; penso invece che votare una persona che non si considera valida, solo per evitarne un’altra, sia invece limitare e avvilire la nostra libertà e il nostro voto.
Il messaggio dell’elettore diventerebbe molto meno significativo. Dunque non sono per niente contenta di questa situazione. Anche perché, sempre che le notizie date in tv siano attendibili pare che anche Marino stia rincorrendo il voto cattolico. Su questo io sento un forte disagio. Vorrei che la politica e la fede religiosa fossero ben distinte. Capisco che nessuno sia contento, ma io voglio mantenere, anche nel disincanto della scontentezza, il mio coraggio di dire no anche se non fosse condiviso  molto apprezzato.
Amo infatti pensare che senza un filo di utopia, senza un netto rifiuto di un modello sociale classista e snobistico ma prepotentemente affermato, senza un forte desiderio democratico di uguaglianza, senza la determinazione a ottenere nuove opportunità, senza un progetto grande di rinnovamento della scuola e di costruzione di alternative serie all’esclusione dal mondo del lavoro non  usciremo dalla palude; e questa palude è sempre più livida, sempre più triste.

Lo sanno bene i nostri giovani, i precari, gli esclusi da esodi o licenziamenti; lo sanno bene quelli come me, apparentemente “sicuri” di sè ma (e qui Grillo sbaglia) fortemente e visceralmente coinvolti nella folle ingiustizia che massacra la generazione dei figli.
No, non va bene, non mi interessano persone sorridenti e buoniste: qui ci vuole tanta serietà, tanta preparazione e una conoscenza umile ma concreta della realtà. I diritti sono tanti e non vanno sponsorizzati in base alle tendenze, ma in base ai bisogni concreti.
So di dire cose spiacevoli e dure, ma è molto più duro e spiacevole vedersi privare del diritto di cittadinanza di fatto, e dei diritti politici con l’imbrogliona legge elettorale.
Marino parla tanto dell’Istruzione Pubblica per Roma: a differenza di molti io non ho preclusioni di principio verso l’istruzione privata perché, casomai, per principio penso che sia un diritto per le famiglie e gli studenti sia avere l’istruzione pubblica (fondamentale e nella quale ho insegnato oltre 30 dedicandovi praticamente la mia vita professionale e non solo) sia eventualmente scegliere e pagare quella privata.
Sono però convinta che chi, come lui, non ha frequentato la scuola pubblica e le nostre pubbliche università statali non possa avere competenze adeguate in materia di Istruzione.
Pertanto non penso che Marino Ignazio, candidato sindaco, e alunno dell’Istituto San Giuseppe de Merode (Roma) e poi studente l’Università Cattolica del Sacro Cuore sia la persona più informata e addentro all’istruzione pubblica di cui parla.
Il che non significa che non possa far qualcosa di buono, ma significa che, a mio modestissimo parere di prof di pubblica, si deve informare, deve studiare e soprattutto evitare i proclami sulla pubblica.
E potrei aggiungere anche : cara sinistra (ex) uno davvero laico no, vero?

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3 risposte a “Ballottaggio a Roma: due candidati deludenti, due improbabili nocchieri nella livida palude romana.

  1. approvo incondizionatamente quello che scrivi, cara Serena. E guardo con ammirata invidia la sfida laica nelle piazze della Turchia. Come abbiamo detto mille volte il laicismo è un approccio che dovrebbe essere adottato universalmente, anche nei confronti del mercato, no? Marino malgrado abbia per anni voluto esibire una sua indipendenza rispetto ai temi eticamente sensibili, deve avere convinzioni un po’ labili, soprattutto in fase elettorale

  2. Fabrizio Principi

    Credo dovresti conoscere un pò meglio Ignazio Marino.
    Tutto qui. 🙂

  3. Può darsi Fabrizio, ma penso che anche lui dovrebbe conoscermi meglio 🙂 così verrebbe a sapere come siamo noi, cosa pensa, cosa vuole, di cosa si preoccupa la famigerata… ggente… o meglio una parte interessante di persone la cui consistenza, in percentuale, valuteremo dopo il voto del ballottaggio.

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