Archivi del giorno: 20 aprile 2013

Pochi congiurati e vita da beati?

A proposito di pochi e molti.
Come disse Giulio Cesare: “non facciamoci impressionare da solo ventitre (leggasi 23) facinorosi che ti minacciano di coltellate.
Fuori ci sono i Romani che mi amano, e sono MOLTI ma molti di più.” E morì. E finì la Repubblica. E iniziò l’epoca imperiale.
Quindi penso siano fuori strada coloro che ignorano con sufficienza quelli che dissentono dicendo che sono pochi, che sono una minoranza.
ne bastarono 23 per spacciare il grande Cesare, quello del Rubicone, quello del veni vidi vici, quello che arrivò in Inghilerra senza aereo

Web e comunicazione: da non sottavalutare

Due riflessioni semplici semplici sulla rete (anche per una piccola esperienza personale)

Quando ho cominciato a scrivere in rete (ormai sono oltre sette anni) esistevano i Blog e sembravano più un “pipinaro”, una panchetta di quelle da vecchietti che si scambiano opinioni selezionate dal luogo comune; sembrava un cortiletto. Ti leggeva solo con chi ti visitava e per esser letto dovevi scambiare la visita. Però a me ha fatto subito l’impressione che la potenzialità fosse paragonabile a quella di un alveare ronzante e potenzialmente virtuoso ed utile.
Oggi il social network mette in circolazione le nostre parole che contagiano altre parole, ci permette di esprimere idee o pensieri che si vanno a confrontare senza confini, o possono anche morir lì, ma non sono arginabili.
Io ci rifletterei su.
Non credo che definire snobisticamente la rete come qualcosa di relativo e parziale, di limitato e per pochi sia serio. La rete è potente e si dilata anche oltre quello che immaginiamo, e siccome si avvale di video, immagini, trasmissioni streaming, messaggi istantaneei, traduzioni ecc è estremamente comunicativa.
Il web non è sottovalutabile.

Crollano cariatidi: alla ricerca della sinistra perduta

Sileno

Sia risparmiato a chi perde, il disonore di essere sbeffeggiato a patto che rifletta e si metta a disposizione del futuro evitando protagonismi e vittimismi.
Ma ne sarebbe capace?
Chi ha assistito, o peggio, ha partecipato all’errore acconsentendo vuoi per piaggeria, vuoi per comodità o per quieto vivere oggi dovrebbe abbassare il livello del rancore e della rabbia e mettersi a ragionare senza sbiancare dalla paura, pur giustificata.
Ma esiste ancora la virtù del dubbio?
Il dubbio dovrebbe suggerire di non perseverare nell’errore.
A chi infatti giova prendersela con un 25% di presunti traditori che nel PD di Bersani rifiutano cariatidi di eccellenza, prima Marini e poi Prodi, umiliando quest’ultimo con  eloquenti numeri da rubamazzo?
E poi perché definir traditore chi non obbedisce e probabilmente ha dato segnali ignorati da vecchie prassi autoritarie?
Ma traditori di chi, di che?
Se tracima questo irrazionalismo bilioso tra un altro po’ di dirà: ecco cosa succede a mettere troppe donne in lista o troppi giovani o troppi che non vengono dalla politica. E non saremmo allora alla completa cecità dell’arroganza politica?
Sembra invece molto più probabile che si siano fatti una serie ostinata di errori di valutazione prendendo, una dopo l’alta, decisioni fallimentari e si sia immaginato che bastasse accordarsi tra vertici e caporali, mentre oggi le basi contano molto, specie se contrarie e incazzate.
Come non pensare che chi vive il quotidiano, o proviene dalle basi, o deve render ragione ai propri elettori, spesso conosciuti o che ti rintracciano in rete tramite twitter, blog, fB, non avrebbe potuto votare il professore svolazzante tra un incarico e una prebenda o il rudere vecchio sindacalista (con quello che hanno lasciato passare i sindacalisti sulla pelle non del 25% ma di tutti i lavoratori, specialmente i giovani)?

Forse sarebbe meglio smettere di cercare colpevoli da demonizzare. E’ il momento invece progettare e costruire, anche valorizzando l’intelligenza collettiva, il patrimonio che si è voluto dimenticare e l’energia di nuove generazioni. Occorre puntare, con passione, su idee ed ideali guardando alle persone.
Altrimenti si perde la rotta e prevarranno i berluschini, ma passeranno anche loro, come i lanzi del Wallenstein faranno altri danni, ma passeranno.