Noi siamo ancora qua

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Non mancano segnali che ci vogliono scoraggiare: la scena politica e il palcoscenico dei media ormai mandano in scena più baubau, spauracchi e fantasmi che non idee, proposte o programmi. Questo modo di agire  sembra essere un ulteriore strumento per manipolare le nostre opinioni.
Su tutti, in queste ore, prevale l’incubo del precipitare della crisi mentre dilaga il terrore ed aumentano i suicidi non solo di chi ha perso tutto, ma anche di chi teme di perdere.
Ci dicono che potrebbero non pagarci gli stipendi e le pensioni di chi ancora li ha, che potrebbe fallire il sistema, che potremmo diventare una colonia. Una catastrofe prossima ventura?
Eppure non ci siamo accorti, in questi anni, che l’Italia stava diventando da paese di cultura, di industrie e di agricoltura un paese di (con tutto il rispetto) bar, alberghi e servizi; di commercio e commercianti? E non ci siamo accorti che la ristorazione e l’ospitalità alberghiera così come il commercio sono diventati proprietà di catene sempre più grosse e abbiamo perso anche quello, per tacere della ricerca, dell’Arte svilita, dell’Istruzione svenduta?
E nonostante tutto ci illudevamo di avere ancora qualcosa?
Invece ci avevano tolto e avevamo perso, e perso di brutto.
Allora prima di disperarci irreversibilmente perché non ci chiediamo se  non sia  più importante anche quello che  possiamo comunque serbare e trattenere alla faccia di tutto, crisi compresa?
Chi si dispera ha certamente gravissime ragioni nate anche dalle odiose ingiustizie subìte, dalle iniquità che in passato si diceva, e con convinzione, gridano vendetta al cospetto di Dio.
Ma possiamo anche non invocare vendetta e possiamo conservare ancora tanto: ad esempio il saper fare e il saper essere, il prendersi cura e la vicinanza.
Non è un discorso moralistico il mio, vorrebbe poter essere, semmai, un discorso sociale.
Noi siamo ancora qua, ci siamo come persone pensati e civili; noi possiamo ancora esserci domani come esseri umani sociali capaci di dare, di donare anche solo parole che fanno compagnia.

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3 risposte a “Noi siamo ancora qua

  1. ti ringrazio per questo tuo commento proattivo e pacato .. e aggiungo che certamente ci siamo e saremo sempre vicini ai nostri giovani !!! basta che se ne accorgano !!! questa è una società che usa e monetizza tutto anche i migliori esempi di cultura lavoro storia e vita del passato … anche gli intoccabili evergreen sono usati rimaneggiati manipolati e abbruttiti .-.. per convenienza !! e noi parliamo scriviamo … ma in realta assistiamo inermi all’implosione ed allo sviluppo di questa nuova dialettica distruttiva …

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