Archivi del giorno: 5 aprile 2013

66. Narici delicate

66. Narici delicate.

di Fabrizio Centofanti

Di Fabrizio vedi anche Gesù per atei Omelie fuori dagli schemi

UNA BEFFA CI SALVERÀ

A proposito di beffe telefoniche e di sostituzioni di persone penso che sarà forse una beffa quello che ci salverà: la beffa è diversa dal semplice scherzo perché è progettata, è studiata, colpisce sferzando, non fa paura ma smaschera.
La beffa è l’irrituale che spezza il rito, è una realtà che si misura col suo contrario, è l’inversione del consueto, è lo smascheramento della vanità, è la certezza del dubbio contro la mediazione benpensante.
Una beffa ci salverà perché lo sberleffo se ne infischia del potente, perché colpisce chi si paluda di certezze, perché non tiene conto delle convenienze.
Il normale, il poveraccio, la persona esposta alle angherie quotidiane, il rispettoso degli altri, il galantuomo che tira avanti, la donna abituata a tante scale da salire guardandosi alle spalle non temono una beffa maggiore di quelle che la vita ha già allenato a salire.
Il sicuro di sé, quello che è nato ingranato nel sistema, l’utilitarista, il benpasciuto senza troppo sforzo, il circondato da bodyguard, l’occhiuto che cavilla sull’inadeguatezza del mite, l’abitante delle case sicure e ben protette anche dallo sguardo: questi sì, questi devono aver paura della beffa, dello sberleffo e perfino del pernacchio stereofonico.
Noi non abbiamo paura della beffa perché sarebbe una delle tante, perché ci sono famigliari, perché ci farebbero compagnia. (Non a caso un comico guida milioni di persone in uno tsunami elettorale e non vince le elezioni solo perché non è ammesso dirlo, ma condiziona la vita politica)
E poi la beffa è antica, è tradizione letteraria, è perfino divina. La prima non fu forse quella di aver messo un melo di troppo con un frutto talmente attraente nell’eden che non fu possibile difendersi dalla lusinga?
Viva la beffa che ci mostra nudi, ma noi ce ne accorgiamo.
Viva la beffa perché li mostra nudi, ma non se ne accorgono a meno che un innocente o un bambino non glielo gridi: il re, il re è nudo!