Archivi del mese: aprile 2013

Sei colpi – la nota di Fabrizio Centofanti

Fabrizio Centofanti

un’azione disperata, che indica fin dove possa giungere l’angoscia di chi non ha più niente da perdere o da guadagnar

viaSei colpi.

da leggere la breve e fondamentali nota di Fabrizio Centofanti; le sue parole ci uniscono e risolvono la disperazione in possibilità di uscirne con amore tra fratelli

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Tempo del governo e tempo degli spari

Sono ormai molti mesi che in rete si leggono opinioni e riflessioni pensose e preoccupate; in tanti si dice e si scrive che la gente non ne può più, che prima o poi succederà qualcosa, che non ci si fa a sopportare il carico di angoscia e paura generato dall’affastellarsi di problemi quotidiani. Sarebbe stato meglio ascoltare invece di accusare il web di essere un promotore di ire funeste, di fomentare la separazione tra politica e cittadino.  Che stupidaggine pensare di poter ricamare altre trame di un potere che fa ciò che vuole, sulle nostre teste. Quanto è più semplice giudicare dall’alto in basso e magari guardare, origliare, tenere le distanze, accusare di semplificazioni eccessive, di dilettantismo, di provocare allarme e mai confrontarsi. Eppure anche i grandi giornali, le tv, i partiti tramite i loro uomini politici twittano, aprono pagine su social netwok e invitano a mettere il mi piace e a commentare. Però poi si dice che la rete va controllata, che è pericolosa, che induce opinioni pericolose ed influenza (la rete e non, casomai, quarant’anni di bombardamento mediatico) i comportamenti.  
I suicidi di Civitanova fomentati dal web? e l’autore della sparatoria di oggi anche? E a chi tocca la prossima volta? E perché non ammettere che lo scollamento tra paese e politica è invece una pesante responsabilità di un sistema di ingiustizie sistematico a causa del quale stiamo precipitando in una miseria escludente?  
Ci siamo sentiti bacchettare, ci hanno ammonito che questo è un governo politico in cornice istituzionale. Guai a definirlo diversamente. Eppure c’è da temere che sarà incorniciato da tanta altra insopportabile ingiustizia.
Spero solo che non paghino altre persone che campano la vita con un lavoro che può essere duro e amaramente ripagato. Spero che prevalga una ritrovata coesione umana solidale che ci porti a sopportare quello che stiamo vivendo e come siamo costretti a viverlo ; tutto il resto è contro di noi: ministri in taxi, con nipotini e automuniti compresi.

Studi meritevoli e utili: una piccola richiesta alla prof Carrozza

Nell’augurare buon lavoro e tanta dedizione per il ruolo alla professoressa Carrozza, neo ministro dell’Istruzione, e non avendo la ventura di conoscerla né di poter contare su conoscenze comuni mi documento coi soliti sistemi ed attendo qualche fatto concreto prima di esprimere qualunque pur modesta riflessione personale.
Mi limito perciò a leggere la sua prima dichiarazione da ministro e a costatare che dice qualcosa su cui si potrebbe riflettere, nel frattempo mi ostino a nutrire nel contempo fiducia e dubbi curiosi
Ecco le sue parole:
con spirito di servizio metto a disposizione la mia esperienza per convincere gli italiani che l’istruzione e la conoscenza sono pedine fondamentali per la ripresa culturale ed economica dell’Italia. Dobbiamo aiutare i più meritevoli a studiare secondo i dettami della Costituzione, dare fiducia ai ricercatori e offrire nuove motivazioni a tutto il corpo insegnante. 

A) gli italiani forse sarebbero più convinti che l’istruzione e la conoscenza sono pedine fondamentali per la ripresa culturale ed economica dell’Italia se avessero i mezzi per far studiare i figli, se la scuola offrisse di più (e su questo non mi soffermo, ne abbiamo tante volte parlato) se chi studia e si laurea avesse opportunità di lavoro e sviluppo personale. Altrimenti le convinzioni rimangono appese tra le buone intenzioni.

B ) Quanto all’ aiutare i più meritevoli a studiare secondo i dettami della Costituzione siamo tutti d’accordo a patto che la Costituzione venga intesa nel suo insieme, e non ritagliata per singole parziali frasi. Inoltre la questione del “merito” vale, io penso, per Università, ricerca e studi di specializzazione; la distinzione va fatta e fatta con chiarezza quando ci si vuol riferire alla scuola nell’età infantile e alle altrettanto complesse e delicate fasi dell’adolescenza.

Basta con le demolizioni della scuola

la mia cattedra, di ItalianoIn breve: scrivo una riflessione e una motivata protesta conto quella politica che continua a distruggere scuola, pratica didattica, studenti ed insegnanti violando la costituzione italiana. Consapevole che non si può generalizzare mi rivolgo anche a chi, avendo responsabilità politiche, ha ancora a cuore la scuola

Ogni blogger, se vuole, può trovare qualcosa di positivo dal dire-fare-conoscere-parlare nel web. A me, ad esempio, capita di ritrovare i miei studenti: bellissima cosa.
Bella ed interessante soprattutto perché ho lasciato ragazze e ragazzi, adolescenti ancora spesso indeterminati, casinari, inquieti (e secondo alcuni miei colleghi decisamente “da bocciare”) e ritrovo donne e uomini, ritrovo madri e padri di famiglia, gente seria che lavora, e spesso arranca tra gli attuali difficili momenti, ma con grande dignità .
Questi uomini e donne sono formati dalla scuola (troppo poco) ma soprattutto dall’esperienza e dalla vita.
Questi uomini e donne sanno quanto può essere fondamentale la scuola per i loro figli e non si meritano il ritorno di una Gelmini o l’avvento di qualsiasi altro dilettante velleitario che, per farla corta, non sa non dico cosa sia un processo educativo, un percorso di formazione, ma nemmeno un comune curriculum.
Però stanno arrivando, se ne sentono i rumori, e occuperanno la nostra scuola, come i lanzichenecchi di Wallenstein le terre di conquista, per radere al suolo la nostra tradizione, la nostra istruzione pubblica, la nostra cultura nata da studio e pratica.
I Lanzichenecchi della politica ottusa giudicano e giudicheranno la scuola in base a “merito/non merito”, “disciplina/indisciplina”, “progetto/non progetto” ed altri stereotipi mutuati dal loro mondo perbenista, ingessato, miope, conservatore, borghesuccio, ignorante e, lasciatemelo dire, mercenario-benestante.
Ogni blogger, ripeto, può trovare, se vuole, qualcosa di positivo nel web; io ho trovato e ritrovato anche tanti delle mie ragazze e dei miei ragazzi e so per certo, per aver vissuto con loro, che la scuola poteva far di più per loro, e potrei anche dire che l’errore maggiore potremmo averlo fatto, noi prof, giudicandoli troppo presto: giudicare, infatti, non è l’eccellenza della didattica.
So però anche quanto lavoro fanno tanti docenti, so come sono in difficoltà, so che sono tra le poche categorie di professionisti che hanno il polso del cambiamento con il quale si confrontano quotidianamente e senza filtri né barriere.
Dunque non è forse stupendo pensare di appioppare a queste persone, a questi giovani e meno giovani cittadini, una come la Gelmini o come qualche professore giudicante e non praticante?
Non è forse necessario dire basta?
Si potrebbe fare almeno una legge per la scuola, una sola: chi fa il ministro del miur provenga dal nostro mondo, dalle nostre trincee, dalla nostra esperienza. Tutto il resto è bufala nociva.
E davvero basta bufale.