Archivi del giorno: 20 marzo 2013

Imputata zucchina venga avanti. La dichiarano colpevole, e noi pure

Trova la zucchina!

Trova la zucchina!

Signora mia che fa? Mangia zucchine?

Su Agorà un’ascoltata giornalista, Paola Maugeri, ci fa stamattina un cazziatone sul fatto che gli sconsiderati italiani, spreconi, si nutrirebbero di zucchine anche d’inverno. La signora, che ha un blog molto fashion e un look adeguato, ovviamente sta sponsorizzando (che strano) un suo libro mentre altri esperti, tale almeno appare Mariano Bella direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, presenti in studio, vengono interrotti o zittiti per farle luce: decisamente troppa luce. Sarebbe stato meglio accontentarsi di una quieta penombra, forse se ne sarebbe avvantaggiato anche lo squillante blue navy del chiassoso tailleur mattutino indossato dalla signora dall’esistenza (lei dice) ad impatto zero. No, io non mangio zucchine d’inverno, le mie zucchine sono estive e spesso ce le seminiamo in un orticello di famiglia. No, non le mangio necessariamente a marzo, ma nemmeno bevo le sue saputelle parole sul nulla.
Sta a vedere che se uno si compra una zucchina è responsabile della crisi.
Sta a vedere che abbiamo individuato, nell’uso personale della zucchina, la causa madre di tutte le nostre disgrazie economiche, dello spread, del default e del mal di calli della nonna.
Queste aggraziate persone che hanno un agevolato accesso in Rai (di cui noi paghiamo il salato canone e subiamo quintali di pubblicità sul pulitore del WC, sui fili interdentali, sui pruriti intimi ecc), questi geni compresi che vengono a sponsorizzare un libriccino che risolverebbe i problemi ecologico-economici del pianeta, queste levigate opinioniste o opinionisti fashion che sono ascoltate/i, con deferenza, dai colleghi amichevoli, mentre altri, davvero esperti, vengono interrotti, oscurati o ignorati e, non contenti dell’ampio spazio ottenuto, ci bacchettano pure sulla zucchina?
Gente così sentenzia, ma sembra non aver mai nemmeno visto un campo di patate, gente così al massimo si pittura le unghie ascoltando musica new age. A sentir loro chi mangiasse due, tre fettine di carne a settimana, invece di 10 kg di patate, è colpevole perché la mucca inquina, ma non sanno nemmeno che un conto è la vacca da latte (che Dio le benedica sempre) e un conto il bovino da carne.
E nel caso specifico la signora vorrebbe pure che le comprassimo l’opera di cui sostiene “sono felice, il mio libro va benissimo”? Nel frattempo, e non per colpa delle zucchine sprecone o del bovino inquinatore, gli imprenditori si suicidano, i poveri in aumento sono esclusi e affamati e a noi ci gira tutto il sistema solare.
La Rai e i suoi giornalisti dovrebbero riflettere su se stessi e la loro professionalità, su quello che ci ammanniscono impunemente e soprattutto su quello che vanno sponsorizzando.

Basta, non è più tempo di scherzi a parte.

Dialoghi dal COLLE


– Presidente!
– Che c’è?
– Presidente il popolo vorrebbe un Governo
– E chi sono io? Babbo Natale?

Rosy Bindi si deve calmare

I M5S hanno detto che vogliono far rendicontare anche le caramelle; beh io me le sono sempre comprate da sola, come tutti noi. Invece Rosi Bindi si è innervosita dice che certe spese dei deputati servono solo a lavorare meglio. Ora, caramelle a parte e tolti eventuali super manager sontuosi , ditemi quanti di noi hanno avuto un rimborso per andare al lavoro o per lavorare? E faccio qualche esempio:
1) Chi trova lavoro fuori della sua città, paese o nazione ha la l’affitto pagato? Ha rimborsi del ristorante?
2) Se per il lavoro sono necessari libri o cancelleria a chi vengono rimborsati? (agli insegnanti ad esempio no, ma non solo a loro)
3) fotocopie, computer, ipad et simili ve li hanno mai comprati? io me li sono sempre pagati come pure i quotidiani, gli abbonamenti eccetera
4) Qualcuno di noi gode di tariffe dei trasporti, mense, sanità ecc ecc di favore? Non mi pare.
E allora siano le stelle 5 o 1, siano grilli o cavallette basta coi questi privilegi e i politici siano solo cittadini. Rosi si deve calmare, deve prendere atto che forse non sa nemmeno cosa sia essere persone comuni. E non lei sola.
Troppi italiani sono alla povertà, e POVERTA’ non è una parola, è uno stato di annientamento, è essere scartati. Non possiamo accettare di pagare tasse e di vedere che chi manteniamo sciala, fosse anche in caramelle, alla faccia dei poveri che muoiono o si suicidano.