Archivi del giorno: 15 marzo 2013

Ottave per eroi di latta

I.
dove si narra dell’apertura del Nuovo Parlamento uscito ambiguamente dalle Elezioni del Febbraio 2013 tra grilli apriscatole e vecchie cicale rompiscatole

Cantaci o Italia i multiformi ingegni
di chi s’ingegna a rovistar tra i voti,
se all’elettore han chiesto fieri impegni
i lor cervelli a idee restano vuoti,
hanno giurato tra primarie e i segni
di promesse e parole non fur pochi,
ma all’apparir di grilli e di cicale
o Italia, manco a dir, te butta male.

II.
Tu canterai di quell’eroe gagliardo
che, mentre fischia al vento il tricolore,
s’apprestava a smacchiare senza el dardo
un cavalier ch’or s’offre con dolore
a le man di cerusici. Un petardo
canta del Monti e ‘l colga il malumore!
Ma giungendo a cantar con motti franchi
fa’ che ‘l nostro sberleffo a lor non manchi.

III.
Dove si narra del Monti che sale al Colle ad accaparrar poltrone, ma ne discende spoltronato.

Dirai del Monti in un medesmo tratto
cose già dette in prosa, e non in rima,
per ambizion lui venne da poltrone attratto
d’uom che sì sobrio era stimato prima;
ma da colui che al Senato l’ha tratto
(e adesso l’alto seggio lui gli lima)
gliene sarà però vietato accesso
onde vada a finir quel ch’ha promesso.
IV.
Dove ci s’arrabatta ad illustrare la resistenza di un Presidente semi-vacante

Noi sentiremo, fra i bidoni, eroi
nomati al telematico apparecchio
lodar Napolitan che fu dei quei
difensori di norme e pur se vecchio
e invaso da scartoffie e amici suoi,
che spesso gli sussurrano all’orecchio,
pur essendo in scadenza all’alto loco
brucia il paglione e parla non da fioco

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Non di sole onlus

Forse anche sulla scia del noto proverbio dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno, insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita, si è cominciato a pensare che fosse inutile, se non velleitario ed esibizionista sfamare un povero per un giorno, compiere un atto di fratellanza, fermarsi per dare all’altro qualche minuto del nostro tempo. Mi chiedo se questa possa essere definita come l’attrazione pragmatica dell’essere efficienti e se la sua conseguenza, umanamente parlando, non possa anche essere il rischio di ritrovarsi più soli.
Si sono riorganizzati gli atti di carità, l’elemosina, l’aiuto interpersonale. Si è dato respiro e finanziamento ai grandi progetti, alle onlus, alle cooperazioni, utili e irrinunciabili, si sono lanciati gli sms di beneficienza che, con un lieve click digitale ci permettono di partecipare, cooperare, collaborare di salvare un progetto internazionale. E il numero dei poveri del pianeta aumenta.Non sarebbe certo una soluzione escludere il significato del cliccare beneficamente. Sto tuttavia pensando, e parlo per me innanzitutto, al senso profondo del compiere anche il gesto personale di offrire il tempo, l’attenzione, il panino, l’aiuto materiale anche modesto che danno sollievo al povero, all’emarginato  alla persona sola, ai tanti esclusi insomma che accade di sfiorare senza vedere davvero.
In questa realtà di crisi, di esclusione, di diminuzione del reddito e del potere di acquisto vediamo, con sgomento, crescere solo il numero delle persone povere, disperate ed escluse. Persone che ci guardano mentre la loro condizione ci riguarda da vicino.
A chi non ha potere politico (e dovrebbero tremare quelli che l’hanno) non è possibile sfamare il prossimo per tutta la vita, ma che senso ha renderla più triste e forse abbreviarla anche solo di un giorno?
Sto pensando a un vecchio film capolavoro del grande Frank Capra: “Angeli con la pistola” in cui il gangster offre, ogni volta che affronta uno dei suoi loschi affari, una moneta ad una mendicante barbona che in cambio gli da una mela, non può fare a meno di quella mela portafortuna, infatti alla fine quel gesto farà felice e fortunata anche la barbona e non lei sola.
Non si vive di sole onlus.