Archivi del giorno: 21 luglio 2012

Avvistare una buona occasione, da un Minareto

Leggo nel blog Mutter Courage di una cara amica insegnante, germanista e valente traduttrice un brano che, come a volte accade, mi porta momentaneamente in un’altra direzione, alla ricerca del tempo perduto.

Scrive Anna  Maria: Mi succede altresì di inserire intenzionalmente, nel bel mezzo del lavoro su un testo letterario, nel delicato passaggio dalla contestualizzazione alla storia della ricezione (il testo letterario è La parabola degli anelli, da Nathan il saggio di Lessing, il quale a sua volta rielabora una novella di Boccaccio), la parola “minareto” e di ricevere in cambio, dallo stesso volenteroso studente, la domanda “Ma che è un minareto?”. Alla domanda viene data una risposta, che parte, come ritengo doveroso e proceduralmente corretto, dal suo significato originario, per poi allargarsi a contesti d’uso e connotazioni del termine. “

Flash! Ecco quello che mi manca della scuola, la cartina di tornasole della domanda imprevista, del contropiede su un significato che appare scontato ma non lo è  : ” Ma che è un minareto?”
Sarebbe certamente accaduto con ragazzi delle medie, o di media superiore. E in quel caso il libro, la nota a commento, il dizionario non bastano; debbono entrare in gioco, a meno di non volere perdere una buona occasione per dirigere bene la loro curiosità di ragazzi, l’empatia, la connessione, la trasmissione da insegnante a studente

La domanda su un significato rappresenta quella specie dell’ “apparir del vero” che giustifica quello che tu, insegnante, sai. E lo puoi giustificare facendogli prendere davvero senso solo nel trasmetterlo e riuscendo non tanto spiegarne il senso come un dizionario, ma contestualizzandolo e dimostrando quel legame che, per antiche strade sempre nuove, ci conduce al futuro percorrendo il margine del quotidiano.

Altrimenti la nostra sapienza è sterile mestiere.