Archivi del giorno: 10 giugno 2012

TERREMOTO EMILIA : FORTI SÌ, ma PERSONE, non cyborg

Questa è ciò che resta della casa di un amico. Ho preso questa foto in rete su fB.
Ci si indigna e si strepita per tante cose, poi ci si siede davanti alla tv e ci si lascia narrare la storia del terremoto. Guarda caso ci raccontano sempre di eventi già sistemati. Nonnine prelevate ancora vive da sotto le macerie (tanto poi muoiono e amen), piccole aziende distrutte ma che si sa già ripartiranno, la rincorsa al parmigiano reggiano (compriamolo, tanto non va a male), e soprattutto la fola di questi robusti emiliani caratterizzati da dignità, fierezza, tempra forte e positiva: rotta una casa se ne fa un’altra. E via col tango.
Già: gli emiliani. Un dna a parte, fatto di titanio.
Come se aver salvato casomai la pelle fosse equivalente a ritrovarsi sani e salvi in tutto.
Come se guardare il nido famigliare sbriciolato fosse un choc da superare con una seduta di psicoterapia di gruppo. Come se il lambrusco fosse sangue e il sangue lambrusco.
Proprio così: ci si indigna per tante cose, e poi si clicca un sms e siamo a posto.
Possiamo anche non pensare che perdere tutto, mentre c’è un terremoto che ti risveglia ogni mattina con una nuova scossa, significa non avere un posto dove lavarsi, dove andare al gabinetto, dove farsi un panino. Significa non avere acqua potabile, non avere più vestiti per cambiarsi, non sapere come cambiare i pannolini ai bambini. E trovarsi magari senza nemmeno le scarpe mentre si è costretti ad abbandonare le proprie cose sotto le macerie.
In tv ci fanno vedere gli alberghi che ospitano quieti signori attaccati al notebook. Benissimo, forse per qualcuno è stato possibile risolvere così.
Ma tutti gli altri? Perdere la casa significa affrontare la devastazione. Trovare il coraggio costa tanto, e il coraggio non te lo regalano. Potremmo almeno regalare (anche come stato) tutti gli strumenti materiali.Certamente gli emiliani ce la faranno, ma non sono cyborg con pezzi sostituibili. La loro perdita è delle peggiori e come tale va conosciuta e aiutata. Mentre la politica europea salva le banche i terremotati sono ostaggio di una telenovela. Mentre non si rinuncia a parate militari o a campionati di calcio(poli) uomini donne e cuccioli d’uomo lottano contro tutto: dalle scosse alle macerie, dai comuni bisogni materiali alle zanzare.
Come  popolo italiano dovremmo pretendere molto di più da quelli che stanno appollaiati sui colli della politica a sventolar tricolori.
Quella casa violata dal sisma insieme con i suoi affetti li accusa.