A reti unificate, navigando oltre la netiquette

oltre la netiquette, verso una Rete che raccolga ed unisca

 Penso alla rete come a un luogo di libertà d’espressione e una preziosa risorsa per comunicare, la considero una ambiente da rispettare e dove coltivare buoni frutti.

La rete è agile, a tratti informale, spesso spontanea, aperta al contributo di tutti quindi, per sua natura, può valorizzare una comunicazione democratica e può essere la voce di molti.

Metafora dello stare in rete è il navigare o il surfare alla scoperta di nuovi siti, ma potrebbe essere anche il camminare o il muoversi velocemente da un luogo all’altro: dunque anche esplorare, e quando si esplora non si inventa, ma si trova, e quando si viaggia non si crea, ma si scopre. Nell’esplorare e nel viaggiare si usano alcuni strumenti, ed altri se ne possono costruire per rispondere alle esigenze delle diverse situazioni che in questo caso sono situazioni comunicative. Ma quella costruzione è una risposta che non sarebbe mai nata senza l’input  della sollecitazione ricevuta.

Ecco perché, a mio avviso, in rete si comunica in molti modi: scrivendo e mettendo immagini o suoni: percorriamo infatti i canali della comunicazione, lanciamo la nostra rete, scopriamo e prendiamo, ma dobbiamo anche restituire emettendo i nostri segnali verso gli altri. La logica della comunicazione globale, istantanea, libera e interattiva, dunque, non sempre si concilia, a mio avviso, con quella tradizionale della stampa su carta o del media televisivo.

Queste sono alcune delle ragioni per cui sono sempre stata poco favorevole, al copyright su web e attualmente ne sono nettamente contraria e spesso regalo i miei testi. Ecco perché non mi piace la logica dell’editoria classica e preferisco autopubblicare.

Il web è una risorsa, è un ambiente a cui partecipiamo liberamente. Il “valore” dello scrivere o lasciar tracce in rete è proprio quello della condivisione dei pensieri nella speranza e nella fiducia che da quella libertà nasca qualcosa di meglio del tempo e del mondo in cui viviamo

Può accadere di seminare idee poi riprese e diffuse anche da altri, ma perché non considerarlo una conferma, un atto di stima invece che un furto? Certo se qualcuno usasse le nostre semine per raccogliere senza aver lavorato o, peggio, per lucrare denaro sarebbe il caso di diffidarlo dal proseguire.

Ma la modalità dello stare in rete dovrebbe essere di apertura positiva agli altri.

Invece accade di assistere a qualche discussione che diventa flame e che volino insulti o cattiverie: quando accade il mio sconcerto non si manifesta tanto sulla divergenza, pur vivace e estremizzata, delle idee, ma sul modo, sulle offese, e su quelli che definirei attacchi organizzati e concentrici, da branco e perciò davvero odiosi.

Dobbiamo registrare che può esister un mobbing da web. È davvero deludente vedere sprecata così una risorsa di dialogo, ma non possiamo nemmeno pensare che la rete sia fatta da persone diverse da quelle che popolano il mondo reale che non è certo il migliore dei possibili

Dunque l’eventualità del flame non dovrebbe scoraggiare, ma piuttosto aumentare l’autocontrollo, la correttezza dello stare in rete ed indurci ad interpretare in forma non schematica ma umana la cosiddetta netiquette che, come ogni galateo, se applicata con eccessivo schematismo può diventare un dolce veleno o un’arma a doppio taglio.

Ma, a proposito di rapporti in rete, oltre alla ricchezza dei contributi intelligenti e critici, a me è capitato di apprezzare anche la generosità e la competenza di un’amica che ha “salvato” per me, dedicandomi tantissime ore, un mio vecchio blog, Notecellulari.splinder. Senza nessun tornaconto ma per pura amicizia (cosa c’è di più bello?) Viviana ha lavorato per me e, con la sua scialuppa telematica, ha traghettato da splinder a wordpress il mio blog praticamente naufragato.

Ed ora sono felice di citarla come esempio del  bello e del buono che incontriamo nel web quando navighiamo, oltre il meridiano della netiquette, a bordo di un modesto battello ma lanciando una rete nella rete per raccogliere i doni e i tesori di questo mare virtuale.

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22 risposte a “A reti unificate, navigando oltre la netiquette

  1. Sprecare energie per mobbinghizzare sul web è assurdo!
    C’è talmente tanto spazio per tutti 😀

  2. Ci sono talmente tanti spunti in questo tuo post che so già che non riuscirò a rispondere a tutti.
    Condivido la tua visione della rete e della com-partecipazione, e anche quelle su invenzione e scoperta. Ne parlavo proprio ieri con Calvin, un mio alunno, che mi ringraziava perché (come racconto da me) “senza la chiacchierata con lei professoressa non avrei avuto quell’idea”.
    Ed è lì che ho avuto la fulminazione: noi che siamo insegnanti, banalmente, sappiamo che le idee nascono così, mettendole in centro e facendolo correre, ognuno dà loro una spintina. E alla fine ciò che si trova è il frutto compartecipato non solo dei pensieri di quelle persone, ma anche di un processo che prevede la libera condivisione dei pensieri, altrimenti non ci sarebbe stato.
    Per questo anche io ho lo stesso approccio tuo alla rete. E quello che metto in condivisione attraverso i vari ‘canali’ è di tutti. E se qualcuno lo usa ne sono contenta. Se poi mi avverte, mi fa piacere poterne discutere, perché sarà l’occasione, chissà, di una nuova scoperta.
    Altrimenti, e chissà quante volte sarà successo, come tu dici, va bene uguale. E anche per me è un segno di stima.
    Grazie davvero per tutta questa serie di riflessioni, che mi aiutano a ripensare il senso del nostro lavoro, ma anche del nostro stare al mondo in relazione!

  3. Sì Viv, proprio così: è antica tradizione che i naviganti siano pronti ad aiutarsi; su web lo spazio è tanto, sta a noi renderlo vivibile e possibilmente virtuoso 🙂

  4. ‘povna grazie, anche io condivido quello che scrivi: mettiamo al centro le idee e facciamole correre, facciamole crescere. Mi diceva qualche tempo fa una mamma di adolescenti: se la scuola non cambia potrebbe accadere che la cambino i ragazzi, perché loro vivono già in una dimensione “futura”. Ascoltarli è essenziale perchè può accadere che ci restituiscano, con gli interessi, quello che noi riusciamo a darli.
    Qualunque iniziativa o dialogo sul buono del web mi troverà sempre attenta.

  5. Glu aiuti in rete funzionano come quei giochini su Facebook dove puoi regalare una cosa che non hai e in cambio riceverla: molto comodo, e anche molto altruistico. Bellissimo post 🙂

  6. grazie @ildiariodimurasaki .
    giochiamo qui e là 🙂

  7. io devo dire che, bloggerucola da quattro soldi, grazie al tuo link ho scoperto cos’è un flame (ci potevo arrivà ma io so’francesista). e mi è venuto da ridere a riscrivermi flame dal ciel su le mie trecce piova. Ciao mariaserena, ti scopro oggi. E così un grazie in più all’iniziativa ondivaga.

  8. grazie di questo contributo.
    nel tuo post ci sono tanti contenuti in cui credo, come se fosse una professione di fede a fil di rete: credo nella libera diffusione dell’informazione come catalizzatore di nuove idee, credo nel diritto di citazione perché è giusto e sacrosanto rendere merito a chi lo ha, credo nel mutuo soccorso a fil di rete, perché il modo migliore di far fruttare le proprie competenze è metterle a disposizione senza chieder niente in cambio.

  9. bellissimo punto di vista. Io concordo con te, come ho scritto nel mi o post, quelloche scrivo sono parole nel vento fatte per essere raccolte da chiunque voglia prestare loro attenzione, lanciate nel mondo per arrivare a chissachi.

  10. E io scopro voi, laGattaGennara, soleil/mammaoggilavora, rosenuovomondo e tutti gli altri a fil di rete incontrati in questa occasione. Ringrazio dunque le due socie-virtuose ‘povna e Viv e confermo!
    La Rete può unire, diffondere, emanare, ” lanciare nel mondo per arrivare a chissachi”. Bella iniziativa, solare, che merita un abbraccio virtuale e non solo. 🙂 Grazie!

  11. Pingback: A reti unificate | La mia vita in Marocco

  12. Anche io ti scopro oggi, e più continuo a leggere tutti i post che hanno aderito a questa iniziativa e più sono orgogliosa di esserne parte anche io e di avere la possibilità di entrare in contatto con tutti voi!
    Piacere di conoscerti! =)

  13. il web l’ho sempre vissuto ( ancora lo faccio nonostante tutto) come un luogo dove arricchirmi di conoscenza, di scoprire come ricamare con il retro perfetto a punto croce, e diventare sempre più 2.0.
    All ‘ inizio avevo un foglietto con le spiegazioni per accedere e spegnere il pc..ormai posso considerarmi quasi una smanettona ^___^
    la mia guru salvatrice è stata soleil

  14. Belle queste mini-storie: dal foglietto allo smanetto!
    🙂
    ciao!

  15. Pingback: La filiera dell’onda | Slumberland

  16. Pingback: La filiera dell’onda « Cazzeggio Libero

  17. Dopo tanto tempo di uso del web come consumo (colto o no) e di “blog didattici” costruiti per arricchire la formazione con altre forme di comunicazione e di condivisione (nella filosofia della forma mista, o blended, della formazione, con prevalenza di quella in presenza, ormai sto con sempre maggiore gusto muovendomi nel mare dello scambio e della navigazione, e trovo persone più sperimentate di me, come Serena, e ciò che mi piace di più è proprio questo gusto dello scambio di doni e sentire che pensare è condividere, che sulle idee non può esservi controllo e che la rete ci invita in forme non sempre facili ad abbandonarci all’etica del dono e della gratuità. Certamente ciò ci costringe a confrontarci con la nostra vulnerabilità, a doverla accettare…. E nello stesso tempo a distinguere tutto ciò dal plagio, dal furto, che pure esiste e si diffonde sempre di più. Forse la differenza è capire che oltre a condividere dobbiamo saper dire GRAZIE!

  18. Sono passata, come credo tutti i blogger-fai-da-te, saltellando avanti/indietro dal foglietto allo smanetto, e nuovi foglietti sono sempre in giro sulla scrivania.
    Perché lo facciamo? Certo, può giocare anche la tentazione di una specie di vanità che io ammetto tranquillamente. Il gioco consiste anche nell’essere persone che si sentivano, o pensavano di essere, numeri anonimi e finalmente vedono scritti i propri pensieri parole e le comunicano ad un universo fatto di media ricavandone la sensazione di esser riusciti a mandare una propria pagina in giro per il mondo a volte anche avendone dei riscontri.
    Ma se fosse solo vanità la partita finirebbe presto e, penso, proprio sentendosi vittime di quella vulnerabilità a cui la vita sociale, tutto sommato, ci espone molto meno vuoi per il ruolo, vuoi per la convenienza, vuoi per un po’ di galateo o anche per la viltà di chi non ci affronterebbe mostrandosi a viso aperto o in un contesto pubblico fatto di persone e non di avatar.
    Se invece si approda (navigando navigando) all’idea virtuosa del dono reciproco, allora ci si arricchisce davvero e siamo indotti anche a riflettere sul senso e sullo scopo di questa comunicazione che vogliamo virtuosa e possibilmente utile.
    Una comunicazione in contro-tendenza o, come spesso diciamo, dal basso.
    Ma cos’è poi questo “basso” se non la non omologazione, il pensiero liberamente scambiato, la costruzione (mi piace questa parola) anche faticosa e lenta, ma progressiva, di un cambiamento?
    Insomma tra emozioni felici, e anche non, io mi sono ricavata un mini-minilocale con vista sulla rete. E spero di restarci sporgendomi un po’ per parlare con tutti noi.
    Grazie Francesco.

  19. Davvero un bel post, che condivido assolutamente. Mi piace pensare alla possibilità che sul web possiamo dare e ricevere doni, e trarne arricchimento, in entrambi i casi. Un saluto, Linda

    • Grazie Linda 🙂 piace anche a me la gratuità del dono in aperta controtendenza, democratica e poco lusingata dall’eccellenza che appare sempre di più un parametro discriminante e che non è in grado di migliorare nessuno

  20. Pingback: Non fermate l’onda | Mamma oggi lavora

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