Archivi del mese: marzo 2012

Passione e sentimenti nei posti sbagliati

Mi infilo nel solito ingorgo Come potrebbe non essere cosi? E’ mattina presto e, entrando a scuola, nemmeno la solita battuta, hai dormito qui? verrà risparmiata. Siamo arrivati troppo in anticipo in pochissimi, ma il DS all’alba ha già vistato i registri di classe; lo intravedo nel suo ufficio, seduto, solo: ripassa ed impara a memoria i nomi e cognomi di tutti gli iscritti. Che senso avrà questo suo ossessivo numerare e rinumerare tutto: giorni, ore, minuti, nomi, cognomi. Che scopo il suo ostinato gelido ordine classificatorio: registri blu, registri verdi, registri rossi, registri grigi; elenchi di classi, elenchi dei nomi dei genitori, elenchi dei docenti, elenchi del personale.

Ma lui quasi sorride (un balenio da sogghigno metallico filtra tra i baffi grigi) mentre si passa una mano sulla testa, da sinistra a destra. Anche oggi ha mandato a memoria dei nomi, ha eseguito son devoir. La sua scrivania potrebbe essere quella di un qualsiasi dirstat: cartelline, fogli impilati, fascicoli, libri di verbali, opuscoli e bollettini; non vi si può scoprire nulla di personale, di semplicemente umano. Mai visto, lì sopra, né un libro vero invece di una raccolta di circolari ministeriali, né una rivista o un quotidiano acquistati per curiosità culturale, nemmeno ritagli di fogli un poco spiegazzati, nessun oggetto personale che parli dei suoi gusti, sentimenti, interessi: solo giallastre carte mal spolverate.

Negli scaffali sostano vecchie ossidate coppe vinte dagli alunni in qualche gara sportiva. Su un tavolino basso e quadrato sono ammucchiati saggi di testi scolastici dimenticati dai destinatari. Lì dentro ogni cosa trasmette un senso di estraneità, di alienazione.

Ogni tanto penso che, anche solo rispetto allo standard medio,  sarei stata un compiuto fallimento come preside.

E che come al solito esagero a voler cercare passioni e sentimenti nei posti sbagliati: è solo un luogo di lavoro, l’ufficio di un Dirigente Scolastico e dunque di lì passano docenti, genitori, alunni; perché mai quella stanza dovrebbe/potrebbe essere diversa?

(da La (mia) classe non è doc – il mio primo libro)

Ho scritto questa pagina in un giorno di scuola come tanti. Poi ho capito che anche nei giorni senza scuola ci sono luoghi in cui passioni e sentimenti non possono abitare.

E’ il presente che mi fa impazzire! di Mariaserena by Lucy

Sintomatica, questa vignetta. Charlie Brown nasce negli anni 50 e finisce nel 2000. Un mondo è finito, ne è nato un altro in cui ci si occupa dei dettagli espressi con dieci punti esclamativi, i personaggi di Schulz affrontavano invece categorie universali, con ironia (e in tanti altri modi). Non posso preferire questo presente e sto con Lucy. “Il presente mi fa impazzire!!” .

Si proclama troppo spesso lo stereotipo “Ci hanno preso il futuro”. Il futuro, come tale, non è adesso.

E’ l’adesso, il presente che possiamo vivere e modificare. Altrimenti abbaiamo alla luna.

Il futuro è costruzione su fondamenta presenti oggi.

L’altro futuro è, per chi crede, altrove; per fortuna. ( Ed anche di quello possiamo porre le nostre modeste fondamenta adesso).

Sono sollevata dal presente quando posso costatare che Lucy non è stata dimenticata .

Profumi: qualcosa di nuovo oggi, nell’aria

e sento / che sono intorno nate le viole

C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico.

C’è qualcosa di nuovo oggi, nell’aria, ma l’ascoltarlo è altrove, oltre la barriera dei troppi flussi invadenti che ci separano dal sentire che, anche oggi, sono certamente nate le viole.

Eppure gli aquiloni si alzeranno in volo se sentirai questo profumo.