NARRAZIONE – Raccontare ossia spalancare. di Mariaserena Peterlin

Perché è tanto difficile scrivere e scrivere bene? ( disegno di Nadagemini  )

Si racconta prima a se stessi, quando ci si ascolta. Si inizia quando ci si guarda dentro cercando quello che siamo vuoto per pieno. Vogliamo capire anche quello che non siamo, ci interroghiamo su come dovremmo essere.
 
Torniamo, per un poco, ai pensieri dell’anima bambina che vuole capire, che scruta, che individua i rapporti. E’ allora che nascono i primi dubbi su come siamo e su come gli altri ci vogliono. Il bambino assorbe, cerca di individuare una strategia di esistenza/resistenza al mondo esterno. Molto presto gli arrivano i no e i sì dei genitori, li vede sorridere o disapprovare. Ma lui vuole essere amato e quindi inizia a ritagliare quei contorni e sbavature che potrebbero non farlo amare abbastanza. Per poterlo fare immagazzina i messaggi, dà forma ad un’idea di sé, prende quella forma e la sovrappone a come si percepisce. Ragiona e si racconta quell’esperienza. Tagliare il troppo e colmare il poco non è facile e può essere anche doloroso. Allora si aiuta raccontandosi quanto amore in più potrà ricevere, quanti sorrisi e quanti sì potrà ottenere, quali aspettative in sarà capace di colmare. Rassicurato da questo inizia a ritagliare piano piano: non si dice, non si fa, non si deve nemmeno pensare; e non lo racconterà più.
 
Perché è tanto difficile scrivere e scrivere bene?
Perché a scuola il tema è un supplizio e la composizione scritta una sciagura che viene seconda solo (per molti) al compito di matematica?
Non è difficile da capire. Gli alunni, resi edotti dall’esperienza in famiglia, sanno già che l’adulto può approvare/disapprovare e a scuola ciò diventa addirittura giudizio o si decodifica con un voto che a sua volta meriterà gratifiche o reprimente famigliari.
Non è una bella prospettiva.
Non è nemmeno una sfida generosa.
Tantomeno è corretto chiedere a chi scrive di “esprimersi” o di dire la propria opinione quando la matita rossa-blu incombe sul foglio, la stanza ha le finestre chiuse e dal mondo interiore ed esterno non filtrano che fiochi rumori.

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3 risposte a “NARRAZIONE – Raccontare ossia spalancare. di Mariaserena Peterlin

  1. MARIASERENA, UN "FARO" COME SEMPRE,
    GRAZIE

  2. Grazie ! il faro manda segnali, gli piacerebbe anche riceverne, se è possibile, e avere il tuo nome…:-))

  3. Non sono contraria all'esercizio di italiano scritto, sono contraria a che si parta dalla valutazione della forma e delle idee.
    Forma ed idee dovrebbero, a mio avviso, essere una proiezione della libera personalità di chi scrive;  e chi ha la fortuna di amare la letteratura e di essere diventato insegnante di lettere dovrebbe porsi di fronte alla scrittura dei propri studenti con il rispetto che si deve all'altro che si esprime e non con il rigore di un pubblico ministero cavilloso e giudicante.
    Anche io ho, a volte, sbagliato atteggiamento : conseguenza delle personali esperienze vissute dall'altra parte della cattedra.
    Però con il tempo e l'esperienza ho capito molte cose e cerco di trasmettere queste esperienze.
     rovesciando il ruolo….

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