Un' IPOTESI TEORICA DI RIFORMA DELLA SCUOLA – di PAOLO MARIOTTI

Premessa – I new media aprono nuove prospettive al confronto di idee: possiamo infatti leggere e scambiare opinioni uscendo dallo schema obsoleto del confronto tra esperti che, per la verità, non produce ormai da tempo né bei fiori né frutti utili.
Ponendomi in questa nuova prospettiva leggo e raccolgo opinioni interessanti come questa, di Paolo Mariotti che, pur occupandosi professionalmente di altro, riflette e si esprime efficacemente anche sulla scuola.
Per reciprocità alle istituzioni scolastiche farebbe un gran bene, io credo, aprire gli steccati e svecchiare le proprie modalità di confronto e di comunicazione per ascoltare idee e pensieri non omologati, ma che vengono dal mondo della realtà e dell'esperienza del lavoro.(Mariaserena Peterlin)

Riforma della scuola: ipotesi teorica – RFC
pubblicata da Paolo Mariotti su faceBook il giorno martedì 11 gennaio 2011 alle ore 23.54
Vi sottopongo un'ipotesi teorica che mi è venuta in mente un po' per caso. Probabilmente ci saranno imperfezioni e sicuramente non avrò valutato un sacco di fattori, ma sono curioso di avere delle opinioni in proposito. 
I problemi che cercherei di risolvere sono i seguenti:
1) chi esce dalla scuola dell'obbligo non è molto preparato, in alcuni casi ha difficoltà nelle imprese più semplici, tipo scrivere decentemente o fare 2 conti
2) l'Italia si presenta come un paese di servizi sviluppando al massimo il terziario, ma ci sono molte difficoltà a coprire la maggior parte dei posti di lavoro di base per problemi di iperqualificazione del curriculum rispetto alle mansioni e agli stipendi bassini per tutti
3) eccettuati alcuni casi, la preparazione anche postuniversitaria, alla quale comunque io non sono arrivato, non è un segnale di eccellenza soprattutto se conseguita in ritardo rispetto ai tempi previsti.
Un'ipotesi di soluzione a questi problemi potrebbe essere la seguente:- Riduzione della durata della scuola dell'obbligo al biennio del liceo, un biennio generalista in cui si affrontino, e meglio, i temi contemporanei dividendoli in due anni ed evitando le corse come è avvenuto per me al liceo;
– introduzione di corsi iperspecialistici della durata, per esempio di un anno, successivi al completamento della scuola dell'obbligo, propedeutici all'avvio vero ad un apprendistato qualificato, in cui per esempio un falegname non venga distratto oltremodo da materie non necessarie e di cui si spera abbia già quantomeno una buona infarinatura tipo storia o filosofia (ricordando che durante gli ultimi 2 anni di scuola dell'obbligo sono state aggiornate verso l'attualità);
– reintroduzione del contratto di apprendistato per l'artigianato e per tutti i servizi "di base" con un limite d'età molto basso, diciamo dai 15 ai 18 anni (fine scuola dell'obbligo – maturità);
Le conseguenze, a mio giudizio sarebbero le seguenti:
– con la possibilità di un'introduzione anticipata nel mondo del lavoro, gli stipendi "di apprendistato" non sarebbero visti dal lavoratore come ridicoli, ma sarebbero un buon modo per avere un minimo di indipendenza economica dalla famiglia e aiuterebbero all'emancipazione;
– gli ultimi anni del liceo sarebbero meno affollati, spingendo avanti i più motivati e togliendo ai professori l'idea che lo studente sia lì un po' per forza, e quindi anticipando il bagno di sangue della selezione universitaria, permettendo a dei giovani ancora giovanissimi di scegliere veramente di lasciare gli studi con delle alternative valide;
– con un numero minore di studenti frequentanti si conseguirebbe anche la possibilità di un miglioramento delle strutture scolastiche a costo zero; infatti per ogni studente che lascia gli studi per andare a fare "un mestiere", gli altri studenti potrebbero avere degli strumenti migliori a disposizione:
– per i più xenofobi, se le posizioni lavorative di base fossero ricoperte dai giovani, sarebbe meno appetibile l'immigrazione in Italia, sempre se ancora lo sia, viste le prospettive fosche;
– infine si amplierebbe il ventaglio della classe dirigente formata dai diplomati e dai laureati che così avrebbero dei curricula meno appiattiti verso l'iperqualificazione.
Io ho detto la mia, e attendo risposte.

4 risposte a “Un' IPOTESI TEORICA DI RIFORMA DELLA SCUOLA – di PAOLO MARIOTTI

  1. Mi occupo di scuola da circa vent'anni e non credo che sia una cattiva idea! Per la verità si potrebbe fare molto con poco per migliorare la scuola, ma dovremmo mettere da parte i nostri egoismi e difese d'ufficio di una intera categoria di lavoratori, che ruotano intorno alla scuola.
    Molti si sentono in diritto di criticare e condannare come inetti, pigri e indolenti docenti e personale ATA, che circolano nelle nostre scuole, anche perchè spesso ripiegano sull'insegnamento senza una preparazione ed una motivazione adeguate alla professione di insegnante. Il personale ATA spesso ha funzionato come ammortizzatore sociale, tirando dentro la scuola persone poco inclini al lavoro di qualunque genere fosse.  
    In realtà ci sono molti insegnanti preparati e motivati che cercano di orientarsi tra i mille cavilli che limitano di fatto la libertà di insegnamento sancita dalla nostra costituzione.
    Mi piacerebbe poter dare ai miei studenti un minimo di istruzione di base, ma senza scontrarmi con tutto il bagaglio di problemi di famiglia che si porta dietro!! Fare l'insegnante e non l'assistente sociale o la bambinaia.
    Ma la scuola oggi funziona come un qualunque altro esercizio commerciale, gli studenti si tirano per il bavero verso questo o quell'altro istituto scolastico, già alla scuola secondaria di primo grado!!! Promettendo questo o quel percorso, senza troppa convizione e senza mezzi. Il risultato è una scuola mediocre, che si regge sul senso del dovere di pochi che si accollano anche il lavoro di altri, ma non possono far fronte a tutto.

  2. Mi occupo di scuola da circa vent'anni e non credo che sia una cattiva idea! Per la verità si potrebbe fare molto con poco per migliorare la scuola, ma dovremmo mettere da parte i nostri egoismi e difese d'ufficio di una intera categoria di lavoratori, che ruotano intorno alla scuola.
    Molti si sentono in diritto di criticare e condannare come inetti, pigri e indolenti docenti e personale ATA, che circolano nelle nostre scuole, anche perchè spesso ripiegano sull'insegnamento senza una preparazione ed una motivazione adeguate alla professione di insegnante. Il personale ATA spesso ha funzionato come ammortizzatore sociale, tirando dentro la scuola persone poco inclini al lavoro di qualunque genere fosse.  
    In realtà ci sono molti insegnanti preparati e motivati che cercano di orientarsi tra i mille cavilli che limitano di fatto la libertà di insegnamento sancita dalla nostra costituzione.
    Mi piacerebbe poter dare ai miei studenti un minimo di istruzione di base, ma senza scontrarmi con tutto il bagaglio di problemi di famiglia che si porta dietro!! Fare l'insegnante e non l'assistente sociale o la bambinaia.
    Ma la scuola oggi funziona come un qualunque altro esercizio commerciale, gli studenti si tirano per il bavero verso questo o quell'altro istituto scolastico, già alla scuola secondaria di primo grado!!! Promettendo questo o quel percorso, senza troppa convizione e senza mezzi. Il risultato è una scuola mediocre, che si regge sul senso del dovere di pochi che si accollano anche il lavoro di altri, ma non possono far fronte a tutto.

  3. " la scuola oggi funziona come un qualunque altro esercizio commerciale, gli studenti si tirano per il bavero verso questo o quell'altro istituto scolastico, già alla scuola secondaria di primo grado!!! "
    Sono d'accordo con te e sottolineo la tua frase con le conseguenze che ne deduci. Direi inoltre che rischiamo di vanificare la funzione della scuola a vantaggio di ogni altra struttura o agenzia che si proponga come educativa ed in realtà a volte funziona ma spesso è solo un sistema di intrattenimento-parcheggio. Grazie per il tuo intervento. Se vuoi inviare altri contrbuti puoi anche scrivermi privatamente a serena.peterlin@gmail.com

  4. " la scuola oggi funziona come un qualunque altro esercizio commerciale, gli studenti si tirano per il bavero verso questo o quell'altro istituto scolastico, già alla scuola secondaria di primo grado!!! "
    Sono d'accordo con te e sottolineo la tua frase con le conseguenze che ne deduci. Direi inoltre che rischiamo di vanificare la funzione della scuola a vantaggio di ogni altra struttura o agenzia che si proponga come educativa ed in realtà a volte funziona ma spesso è solo un sistema di intrattenimento-parcheggio. Grazie per il tuo intervento. Se vuoi inviare altri contrbuti puoi anche scrivermi privatamente a serena.peterlin@gmail.com

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