Leva calcistica Anni 80 da una foto di Giuseppe Comitini –

ATTIVITA' AL CAMPETTO ANNO 1983/84 Scuola Sportiva DEPA – Palermo (Italy) 

(riflessione ispirata da una foto incontrata su fB)

 
Sedici bambini schierati in riga una ordinata ai lati di un maestro, otto a destra e otto a sinistra: due piccole squadre, ma sarebbe meglio dire due squadre, di quelle serie, proprio perché costituita da piccoli giocatori consapevoli dell’importanza di quello che stanno per fare: giocare una bella partita.
La convinzione e la felicità è scritta nei loro visi.
Insomma sedici bambini e un maestro in un’unica riga, un campetto in terra battuta e la palla al centro, posata sul disco bianco. Le gambe pronte a correre, infatti il maestro ha già il fischietto in bocca.
I bambini sono vestiti bene, ma senza esibizionismo; le gambette sottili abbronzate, i capelli neri o castani sono felicemente pettinati o spettinati, ma senza crestine né strane fogge da piccolo manichino.
Ragazzini schietti. Ragazzini di quelli dalla fantasia libera ed aperta, senza limiti, al sogno: ed il sogno in quel momento è il più bello che si possa sognare: una partita da giocare insieme, e un bravo maestro: una presenza che vigila su loro, un punto fermo in un orizzonte sconfinato.
 
Eppure intorno ci sono mura tirate su senza pretese, eppure il campo è bordato da erbacce.
Ma quei bambini hanno sette-otto anni, e la cornice del loro gioco non la vedono nemmeno.
I piedi fremono nelle scarpette, pronti a correre ed è questo che conta.

Per loro il gioco è proprio questo: correre per conquistare il pallore e competere sfidandosi in inseguimenti, brevi scontri, velocità, movimento. Tutti insieme.
E c’è un insegnante. È vestito semplicemente, come loro, ha solo i pantaloni più lunghi e il fischietto in bocca, ma i suoi occhi e il suo slancio vanno nella stessa direzione di quei ragazzini dalle gambette sottili e abbronzate e dai capelli liberi e senza gel. Le sua mani posate sulle spalle dei ragazzi più vicini a lui sembrano proteggerli e sospingerli insieme.
Un gesto che assomiglia a quello che si compie quando capita di raccogliere una rondine rimasta prigioniera o impigliata, e per poterla liberare la si tiene nella mano semiaperta pronti a lanciarla verso il cielo perché prenda il volo.
 
Questa foto, essenziale ma ricca di significato, mi ha colpito e commossa.
E’ un emblema che contiene tutto quello che serve per crescere ed educare i nostri figli: occorre un bravo insegnante, un Maestro con la maiuscola, che abbia a cuore i suoi ragazzini; senza tanti orpelli o misticismi sulla valutazione, senza tecnicismi e didattichese o la sperimentazione astratta su modelli inesistenti, senza il progettare percorsi formativi che poco hanno a che vedere con la realtà.
Un Maestro con poche regole chiare (il fischietto in bocca) e le sue mani saldamente posate sulle piccole spalle, ma pronte ad aprirsi per favorire il loro volo.
Un Maestro che può anche sbagliare, ma si mette in gioco perché gioca con loro e detta poche regole, ma spiegate e condivise.
E la rotta per il volo che sta per iniziare, d’altronde, è già scritta in quegli occhi neri, in quei capelli bruni di ragazzini dalle sottili con gambette nervose ed abbronzate e pronti a correre correre correre.
 
Cos’altro può servire?
 
Nota a margine. Tutto ciò che ho scritto nasce esclusivamente dalla foto pubblicata su fB da Giuseppe Comitini. Su Web capitano queste cose, è un bel modo per sentirsi ancora esseri umani.

13 risposte a “Leva calcistica Anni 80 da una foto di Giuseppe Comitini –

  1. Hai saputo dare profondità e poesia ad una foto già bella di per se.
    Sì, anche io ho trascorso anni della mia infanzia in quella scuola calcistica e devo tanto al Maestro Comitini (Pino) sia a livello calcistico che soprattutto umano (non ultimo ho imparato il palermitano, al quale sono molto legato).
    Pertanto, grazie anche a te!
    paolo

  2. Hai saputo dare profondità e poesia ad una foto già bella di per se.
    Sì, anche io ho trascorso anni della mia infanzia in quella scuola calcistica e devo tanto al Maestro Comitini (Pino) sia a livello calcistico che soprattutto umano (non ultimo ho imparato il palermitano, al quale sono molto legato).
    Pertanto, grazie anche a te!
    paolo

  3. Sono lieta che ciò ho scritto coincida e sia riconosciuto come vero da chi ha partecipato a queste belle, irripetibili esperienze

  4. Parafrasando la celebre "CAMPO TESTACCIO":
    "…cor core acceso, da 'na passione, sedici atleti il Maestro chiamò…"

    (cor core acceso da 'na passione undici atleti ROMA chiamò. E sotto ar sole der cuppolone 'na bella maja a du' colori je trovò. I due colori de ROMA nostra, oggi signora der futeball)

    Andrea (ex allievo Maria Serena)

  5. Parafrasando la celebre "CAMPO TESTACCIO":
    "…cor core acceso, da 'na passione, sedici atleti il Maestro chiamò…"

    (cor core acceso da 'na passione undici atleti ROMA chiamò. E sotto ar sole der cuppolone 'na bella maja a du' colori je trovò. I due colori de ROMA nostra, oggi signora der futeball)

    Andrea (ex allievo Maria Serena)

  6. Ciao Andrea :-))
    Bellissimi versi veraci e vivaci!

    Ben diversi da quelli che ho ascoltato in tv da tifosi dell'altra squadra romana che ho sentito cantare "la casacca azzura che fa paura" o qualcosa di simile…

  7. Ciao Andrea :-))
    Bellissimi versi veraci e vivaci!

    Ben diversi da quelli che ho ascoltato in tv da tifosi dell'altra squadra romana che ho sentito cantare "la casacca azzura che fa paura" o qualcosa di simile…

  8. Cor core acceso da 'na passione 
    undici atleti Roma chiamò,
    e sott'ar sole der Cuppolone 
    'na bella maja a du' colori je trovò. 

    Li du' colori de Roma nostra 
    oggi signora der futebbal, 
    non più maestri né professori 
    mo' sò dolori perché "Roma" ce sa fà. 

    Co' Masetti ch'è primo portiere; 
    De Micheli scrucchia ch'è 'n piacere; 
    poi ce sta er torello de Bodini; 
    cor gran Furvio Bernardini, 
    che dà scòla all'argentini. 

    Poi c'è stà Feraris a mediano, 
    bravo nazionale e capitano; 
    Chini, Fasanelli e Costantino, 
    cò Lombardo e cò D'Aquino; 
    Vorche (Volk, n.d.r.) è 'n mago pe' segnà! 

    Campo Testaccio
    c'hai tanta gloria, 
    nessuna squadra ce passerà. 
    Ogni partita 
    è 'na vittoria, 
    ogni romano è n'bon tifoso e sà strillà. 

    Petti d'acciaio, astuzia e core 
    corpi de testa da fa incantà. 
    Passaggi ar volo co' precisione 
    vola er pallone che la rete và a trovà. 

    Quanno che 'ncomincia la partita 
    ogni tifosetta se fà ardita, 
    strilla Forza Roma a tutto spiano 
    co' la bandieretta 'n mano, 
    perchè cià er core romano. 

    L'ala centra e Vorche tira e segna, 
    questo è er gioco e "Roma" ve lo 'nsegna! 
    Cari professori appatentati 
    sete belli e liquidati 
    perché Roma ce sa fà. 

  9. Cor core acceso da 'na passione 
    undici atleti Roma chiamò,
    e sott'ar sole der Cuppolone 
    'na bella maja a du' colori je trovò. 

    Li du' colori de Roma nostra 
    oggi signora der futebbal, 
    non più maestri né professori 
    mo' sò dolori perché "Roma" ce sa fà. 

    Co' Masetti ch'è primo portiere; 
    De Micheli scrucchia ch'è 'n piacere; 
    poi ce sta er torello de Bodini; 
    cor gran Furvio Bernardini, 
    che dà scòla all'argentini. 

    Poi c'è stà Feraris a mediano, 
    bravo nazionale e capitano; 
    Chini, Fasanelli e Costantino, 
    cò Lombardo e cò D'Aquino; 
    Vorche (Volk, n.d.r.) è 'n mago pe' segnà! 

    Campo Testaccio
    c'hai tanta gloria, 
    nessuna squadra ce passerà. 
    Ogni partita 
    è 'na vittoria, 
    ogni romano è n'bon tifoso e sà strillà. 

    Petti d'acciaio, astuzia e core 
    corpi de testa da fa incantà. 
    Passaggi ar volo co' precisione 
    vola er pallone che la rete và a trovà. 

    Quanno che 'ncomincia la partita 
    ogni tifosetta se fà ardita, 
    strilla Forza Roma a tutto spiano 
    co' la bandieretta 'n mano, 
    perchè cià er core romano. 

    L'ala centra e Vorche tira e segna, 
    questo è er gioco e "Roma" ve lo 'nsegna! 
    Cari professori appatentati 
    sete belli e liquidati 
    perché Roma ce sa fà. 

  10. Secondo me  il commento è del solito incursore… Andrea ex alunno diplomato nel fulgido 1989.
    Un'annata doc….

  11. Secondo me  il commento è del solito incursore… Andrea ex alunno diplomato nel fulgido 1989.
    Un'annata doc….

  12. Tana pe' me !

    Andrea

  13. Tana pe' me !

    Andrea

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