Web di opinione, esibizionismo o violenza telematica? di Mariaserena Peterlin

… con l becco sporca di fango…

Scrivo una nota brevissima che nasce da una mia lettura-esplorazione di alcuni blog piuttosto frequentati e che potremmo definire di opinione, ma invece del confronto cercano l’esibizione o la prevaricazione.
Non discuto le idee  di nessuno, e non c’è bisogno di spiegarne ogni volta il perché ricominciando dai fondamentali.
Detto per inciso non discuto nemmeno di netiquette perché mi sembra che la solita buona educazione basti ed avanzi e la netiquette sia solo un paracarro snobistico altrettanto ingombrante quanto inutile, tra persone civili, del cosiddetto off topic.
E’ inutile sventagliare piume di struzzo nel vantare e difendere (questa è solo la mia opinione personale) la potenzialità della rete se poi ci si arrocca dietro a regolismi che si inalberano su formali pretesti.
Se da un argomento ne nasce un altro perché irrigidirsi sull’off topic ?
E se uno si mette in rete, e quindi si espone alla piena visibilità, perché vuole che ci si regoli secondo delle etichette comunicative (sempre fatta salva l’educazione) che non sarebbe in grado di imporre in nessun altro ambito, condominio compreso? 

Ciò detto la questione è la seguente.

Leggo, come dicevo, su web interventi di opinione e trovo che spesso lo scopo dei post (o addirittura il cosiddetto “questo blog nasce per” ) non è comunicare, ma lanciare invettive e reprimende, anatemi e predicozzi vanesi, critiche ossessive e malevole contro veri e propri bersagli: e questi bersagli sono le idee altrui o le persone.
Ma a che serve tanto livore?
A chi giova,  l’attacco (preferibilmente in branco) contro avversari che magari nemmeno leggono questo genere di performance, ma scrivono e continuano ad esprimere le loro idee?

Insomma quale utilità o vantaggio nascerebbe, e per chi nascerebbe, da uno spazio web sostanzialmente aggressivo in senso gallinaceo, bellicoso e non dialogante?

No, non sto pensando a qualcuno in particolare, penso piuttosto al clima abbastanza diffuso, ad un modo di stare in rete snobistico.
Penso a quelli che presumono di poter giudicare dall’alto e con aria di superiorità e trinciano giudizi come se tagliassero la siepe di casa loro ma si ammantano, per l’appunto, di una superiorità molto opinabile e che, fuori da quella siepe, altro non è aria fritta o al massimo può dare fastidio o offendere.

Per questo mi chiedo: non sarebbe meglio per tutti esprimersi ed argomentare vivacemente e razionalmente ma astenersi dalla logica del branco telematico che nasconde la testa sotto la sabbia quando deve osservare se stesso ma usa per il peggio uno strumento degno di ben altre utilità quando parla di altri?

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6 risposte a “Web di opinione, esibizionismo o violenza telematica? di Mariaserena Peterlin

  1. Gli uomini sono uomini e il web non cambia il loro modo di fare. Invece di sbattersi in testa le clave, si sbattono in faccia (quella virtuale) parole su parole. Una guerra spesso progettata e combattuta a tavolino… sul web è più facile giocare a fare la guerra. I blog come potenziali playstation? Forse, anzi sì. Ma non tutti però…ovviamente…
    E a questo punto, se, come afferma Mariaserena, vi è un modo snobistico di stare in rete, mi affretterò a ritirare quanto ho detto, perché, in quanto ormai decrepita, io non so giocare alla playstation. Così eviterò gli attacchi. Ma mi illudo. Nemmeno per sogno! Verrò immancabilmente additata a decrepita putrescente e sarò esposta al pubblico ludibrio perché le mie parole grondano scemenze. E anche se non sono né decrepita né putrescente, sarò comunque passibile di attacco per il  semplice fatto che abito dall'altra parte della strada. E poi, così ti passa una giornata? Fra uno strale e un boccone di aria fritta si fa ora di pranzo e poi ora di cena… Però la regola è che vince chi colpisce per primo e puoi colpre per primo solo se hai mangiato chili di aria fritta. E ci risiamo col gioco… questa volta però è la battaglia navale.
    E qui finisce lo scherzo verbale.
    E' vero, Mariaserena, mi è capitato, visitando soprattutto i blog a indirizzo politico, di imbattermi in diatribe violentissime, in scambi di insulti ed oscenità… Sinceramente non ne capisco il senso.  Preferirei un vivace e ironico scambio d'idee, è chiedere troppo?
    Fermina Daza

  2. Gli uomini sono uomini e il web non cambia il loro modo di fare. Invece di sbattersi in testa le clave, si sbattono in faccia (quella virtuale) parole su parole. Una guerra spesso progettata e combattuta a tavolino… sul web è più facile giocare a fare la guerra. I blog come potenziali playstation? Forse, anzi sì. Ma non tutti però…ovviamente…
    E a questo punto, se, come afferma Mariaserena, vi è un modo snobistico di stare in rete, mi affretterò a ritirare quanto ho detto, perché, in quanto ormai decrepita, io non so giocare alla playstation. Così eviterò gli attacchi. Ma mi illudo. Nemmeno per sogno! Verrò immancabilmente additata a decrepita putrescente e sarò esposta al pubblico ludibrio perché le mie parole grondano scemenze. E anche se non sono né decrepita né putrescente, sarò comunque passibile di attacco per il  semplice fatto che abito dall'altra parte della strada. E poi, così ti passa una giornata? Fra uno strale e un boccone di aria fritta si fa ora di pranzo e poi ora di cena… Però la regola è che vince chi colpisce per primo e puoi colpre per primo solo se hai mangiato chili di aria fritta. E ci risiamo col gioco… questa volta però è la battaglia navale.
    E qui finisce lo scherzo verbale.
    E' vero, Mariaserena, mi è capitato, visitando soprattutto i blog a indirizzo politico, di imbattermi in diatribe violentissime, in scambi di insulti ed oscenità… Sinceramente non ne capisco il senso.  Preferirei un vivace e ironico scambio d'idee, è chiedere troppo?
    Fermina Daza

  3. Decisamente sì Fermina.
    E' vero che che, per rimanere negli esempi politici, pare sia trendy l'appeal di Rosy Mauro senatrice.
    Ma nessuno ci obbliga a seguirne l'esempio, no?
    Altrimenti ci toccherà rimpiangere il foulard di Pivetti….

  4. Decisamente sì Fermina.
    E' vero che che, per rimanere negli esempi politici, pare sia trendy l'appeal di Rosy Mauro senatrice.
    Ma nessuno ci obbliga a seguirne l'esempio, no?
    Altrimenti ci toccherà rimpiangere il foulard di Pivetti….

  5. Sui social network abitano molti leaderismi da facebook. Oggetto interessante di studio, fauna che sembra abbia trovato un ottimo brodo di coltura. Il social network dà visibilità senza volto, permette di infettare con l’impudicizia ostentata l’etere, annoda connivenze di avatar esangui e presuntuosi…. Dimmi come ti comporti in rete e ti dirò chi sei, verrebbe da dire. Ma quanta vigliacca violenza allora si nasconde nelle persone! Come lo sport forse i social network sono un canale di sfogo per gli istinti distruttivi o la rabbia cieca di persone pacifiche? Non credo che sia solo questo e penso che Maria Serena abbia fatto bene a denunciare il fenomeno. Infatti i social network sono una espressione pubblica e quindi quando vi si partecipa si ha una responsabilità pubblica, verso altre persone, e quanti più “amici”, “seguaci” o visitatori hai tanto è maggiore la tua responsabilità.

  6. Era proprio questo il nocciolo della questione, Francesco, e ti ringrazio per aver illuminato le ulteriori prospettive possibili; quando si partecipa ad un dialogo condiviso da molti (su fB ad esempio la platea può essere innumerevole, anche per il sistema diffusissimo del copia-incolla o delle citazioni) è necessario tener conto degli effetti a domino che si generano.
    L’esperienza della comunicazione in presenza di gruppi (ad esempio di studenti) è un discreto esempio, ma il web amplifica terribilmente quello che si lascia scritto.
    L’effetto dei classici media (tv ecc) è molto diverso e solo apparentemente affine; innanzitutto nei media classici ci troviamo di fronte a professionisti della comunicazione che, solitamente, parlano di personaggi pubblici, e le responsabilità sono assunte consapevolmente.
    Su web invece non solo si inserisce chiunque, ma (peggio) ci si può inserire nella consapevolezza di nuocere.
    Insomma le dinamiche sono interessanti, e direi anche inquietanti.
    Ma noi siamo qui, e difendiamo la bandiera di un web sostenibile e diversamente virtuoso 🙂

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