INSEGNANTE : un GIOCATORE che PARLA e RACCONTA – di Mariaserena Peterlin


Raccontare non è molto difficile, parlare lo è molto di più.

Se si racconta si può anche aggiustare un po’ ciò che è accaduto, si può inventare o immaginare, amplificare o ridurre; in ogni caso il racconto ha un narratore che può un po’ giocare con le parole.
Quando si parla invece, e ci si esprime e ci apre, è diverso.
E se si tratta di scuola mi rendo conto che è molto più difficile parlarne che raccontarla o rappresentarla perché la scuola è vita.
A scuola ci chiedevamo spesso come verificare l’utilità del nostro lavoro.
Un medico vede un paziente guarire o no.
Un progettista vede se il suo lavoro si realizza e se funziona.
Lo stesso si può dire di tante professioni, dal cuoco all’astronauta e così via.
Un insegnante invece è, azzardo un’immagine, un giocatore speciale.
Infatti muove i suoi pezzi secondo le sue strategie o punta la sua giocata su un domani lontano, a volte lontanissimo; sa che non gioca da solo e che le intersezioni o gli ostacoli e le smentite alle sue azioni ci sono e ci saranno sempre.
Solo di rado potrà verificare sapere se la sua scelta è stata quella giusta.

Raccontare si può, io stessa ci ho provato. Ma è come se avessi descritto un documento, una fotografia che ho narrato. Non saprei dire se questo basti a prefigurare una conclusione.
Appare dunque così importante conoscere l’esito della partita? In realtà non si tratta di questo.

Il punto è che l’inquieto scorrere di attimi che segnano ogni ora di lezione non è fine a se stesso.

Credo sia importante percepirlo e viverlo in una prospettiva che si proietta nel domani molto più che nel presente.
Il bravo insegnante è un giocatore speciale, ma il vizio del gioco lo assedia e lo assilla come qualunque altro giocatore. Difficilmente smette. E quando è finalmente costretto a smettere nella reale quotidianità, continua tuttavia nella fantastica simulazione quotidiana e sovente si interroga sugli inquieti momenti di vita trascorsa con i suoi ragazzi.

Ne parlo per affermare che nulla di quanto si vive si può davvero raccontare, ma lo si riesce dire ad anime sensibili e recettive.

Le anime infatti, loro sì, le cose se le dicono

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3 risposte a “INSEGNANTE : un GIOCATORE che PARLA e RACCONTA – di Mariaserena Peterlin

  1. Giusto ieri sera, tardi, ho pubblicato un post dove me la prendo con l’abuso della “comunicazione scientifica”, parlando di scuola ma anche di scienza medesima!

    Tu qui però vai oltre e io ti seguo, decisamente.

  2. Ho letto solo dopo il tuo  post da cui ho imparato molto  di più !

  3. Ho letto solo dopo il tuo  post da cui ho imparato molto  di più !

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