PREDICARE FAMIGLIA MA SEMINARE IGNORANZA

mariaser1 news 07
La famiglia è già in grave affanno per le realtà che tutti conosciamo e che non serve elencare nemmeno una volta di più.
Di famiglia si predica come un valore, ma si razzola come in una terra di nessuno.
L’uscita di Brunetta non è pesante in sé, perché di sciocchezze se ne sentono tante che ormai siamo tutti vaccinati.
E’ invece gravissima precorritrice di conseguenze per due motivi di fondo.
Il primo è quello dell’ingerenza e della violazione della nostra libertà personale.
Il secondo è quello dell’insolenza con cui si barbarizza e banalizza un problema fondamentale come l’inserimento dei nostri giovani nel tessuto produttivo e, ancor prima, della loro formazione culturale e professionale.
Di formazione culturale e di scuola ci si occupa, come sappiamo, con cinica incompetenza, di famiglia ora ci si occupa tagliando … figli.
Dopo l’aureo consiglio di risolvere la disoccupazione cercando di rimorchiare il figlio di un premier o di un industriale ben fornito di patrimonio, arriva la perla brunettiama: fuori casa per legge a 18 anni.
Che dire?
Ad esempio che sarebbe bene smetterla di seguire i media nella caccia al tesoro dei processi e spalancare bene gli occhi sulle nostre realtà.
Il futuro e l’economia economica di un giovane potrebbe (ma dove sono le opportunità?) iniziare anche a 16 anni con un apprendistato di qualità e nel caso questo rientri nei suoi interessi, aspirazioni ed attitudini.
Ma può iniziare anche dopo aver più a lungo sviluppato, insieme alla famiglia, una consapevolezza che nasce anche da una condivisione culturale, da una trasmissione di un patrimonio di esperienze e di vita, da una partecipazione responsabile, da una dialettica che si sviluppa nell’ambiente di provenienza.
E ci sono mille variabili; tra nessuna di queste è accettabile, però, l’idea del fuori casa per legge.
Non si può consentire e subire che lo stato decida anche queste cose.
E c’è un ulteriore rischio serissimo da non sottovalutare: oggi per un giovane (i motivi sono tanti e tutti degni di attenzione) è sempre più difficile portare avanti con successo un corso di studi e laurearsi.
Uscendo dalla famiglia, pressato da ulteriori problemi economici che nel nostro paese non vedono luce, questo potrebbe essergli ancora più difficile.
La soluzione Brunetta, attualmente, comporterebbe perciò un maggior numero di non diplomati e non laureati.
Va dunque non solo concettualmente subito rintuzzata, ma chiaramente denunciata nei suoi possibili catastrofici esiti. 
E poi basta con questi predicatori da sciopcchezzaio, si assumano invece le loro responsabilità!
 
 
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