Presidente Fini fa arrabbiare i leghisti, ma anche la lingua italiana si è innervosita

Citare un canto di Leopardi non è passatismo:

"O patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l’erme
Torri degli avi nostri,
Ma la gloria non vedo"


(All’Italia)

Invece è una dimostrazione di presentismo (o più semplicemente una forma di captatio benevolentiae estesa) usare il gergo giovanile, o il vernacolo nelle sue accezioni più corrive, per ottenere un effetto di forte impatto mediante la dilatazione, fuori dal campo usuale, di un uso linguistico che potremmo definire coinvolgente perchè trasgressivo e ammiccante.
Sulla reazione politica alle parole di G.Fini c’è poco da aggiungere, invece sull’effetto-volgarità qualche riflessione dovrebbe essere proposta.esame di MATEMATICA
La terza carica dello Stato, infatti, ha sbroccato nello slang giovanilistico, prontamente seguito e ripreso dalla stampa.
A questo punto non prendetevela, mi vien da dire, con la scuola se i ragazzi sono coprolalici.
Ma sarebbe troppo facile.
Sbroccare, per i ragazzi di Roma, significa perdere la calma e lasciarsi andare a manifestazioni eccessive in cui si perde il controllo. Ma è questo il caso?
Tra l’altro non possiamo dire, perchè non lo sappiamo, se Fini si sia lasciato trascinare da uno stato di nervosismo (che un vecchio politico come lui credo sappia benissimo padroneggiare) o se invece ha cercato consenso usando un termine basso ed immediato oppure se ci siano altre spiegazioni: non vado ad analizzare l’intenzione.
Tuttavia non credo che il problema sia di codice o di conformismo.
Non propongo di stigmatizzare chi usa le parole che preferisce, nè di giocare al bon ton.
Ritorno al fatto: il presidente della Camera certamente rappresenta il Parlamento, quindi anche i cittadini. Decida lui quali intende rappresentare e come, e quali no. Anche quando parla.
Gli stessi ragazzi sono sicuramente molto meno indulgenti di me.
Non mi formalizzo sulle parole.
Ma tutti sanno che un’espressione come quella usata può trovare una contestualizzazione accettabile, ad esempio, in molti casi ed esempi: dalla risposta del generale Cambronne ad una rissa, da stadio o da parcheggio, da un romanzo di Pasolini al quotidiano parlato informale, ma non in sede istituzionale.
E stento a credere che definizioni quali vergognoso, incivile, razzista, disumano e così via sarebbero state meno significative. Sarebbero anzi risultate più dinamiche e incisive, tutto sommato, più igieniche.

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