Un solo pianeta, una sola razza: quella umana

mariaser1 news 07La nobile frase di Albert Einstein secondo cui esiste una sola razza: quella umana, stabilisce un traguardo di civiltà che a volte sembra dimenticato, ma a cui è impossibile rinunciare.
Quella frase che rischia di venire fraintesa ogni qual volta si voglia affermare il valore di una società multirazziale continuando a distinguere esplicitamente gli esseri umani (donne, bambini e uomini) in base ai colori, ai linguaggi, ai costumi e a molto altro.
Il valore di una società non è semplificabile con una definizione. Però, poiché accettiamo che una sola è la razza umana, appare evidente come il continuare a parlare di tante razze diverse modifica il principio nella sua sostanza stessa.
Per chi ancora ammira l’ingegno umano e le sue straordinarie potenzialità di indagine scientifica e speculativa, per chi stima la capacità della razza umana di creare capolavori nei diversi campi dell’arte e di produrre un mirabile progresso tecnologico, per chi condivide profondamente ai principi che la moderna società ha affermato e diffuso (attraverso i documenti fondamentali sui i diritti dell’uomo, sui i diritti del Fanciullo e altri fondamentali carte internazionali) appare evidente come il cammino di tutta l’umanità, di tutta la razza umana verso il futuro possa basarsi solo su la convivenza ordinata e regolata da leggi e norme di comportamento condivise e che favoriscano e incentivino le potenzialità intellettuali, affettive ed artistiche di ciascuno.
All’interno di queste leggi ogni individuo vede garantite a se stesso, proprio in base ai principi del consesso civile, tutte le sue libertà e può lottare per il loro sviluppo.
Il passo di ognuno può essere dissimile, ma il cammino e la meta verso i diritti e il progresso possono e devono essere simili e partecipati.
 
Ciò che si dice sui migranti clandestini rischia di essere pura demagogia: chi è costretto a lasciare la sua patria evidentemente fugge da situazioni inaccettabili (ed è questo il suo dramma); chi si imbarca indebitandosi oltre ogni sua possibilità è già in una posizione di semi schiavitù nei confronti di chi lo sfrutta estorcendogli quel denaro, chi arriva e finisce nelle mani di altri sfruttatori prosegue nella sua esperienza di violenze e disumanità subite.
Dunque abbiamo una sola razza, ma abbiamo padroni e servi, spesso schiavi.
Chi tuona contro l’evidente sofferenza dei migranti clandestini sbattuti da una costa a un gommone, e da un gommone ai flutti per poi essere rimpatriati tuona a vuoto se non fa altre considerazioni.
Quegli schiavi fuggono dalla fame e dalla guerra, ma non vanno verso il benessere e le loro terre e i loro famigliari non stanno evolvendo verso una condizione migliore.
Il progetto di una società moderna deve basarsi su un cammino che possa raggiungere la meta di liberare gli schiavi da tutte le violenze: la schiavitù della guerra, la vendetta, la carestia, la fame, le malattie, lo stupro di donne e bambini, l’ignoranza e la miseria di una parte della razza umana priva di diritti.
Questo progetto può apparire una utopia, ma solo nella luce di questa utopia ha senso un progetto per l’umanità, per la nostra unica razza.
Tutto il resto è conformismo paternalistico che si appaga di una benevolenza ipocrita, ma che non sposta di un millimetro sociale la condizione di chi gattopardescamente non vuole che nulla cambi: tantomeno la badante e la bambinaia.
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10 risposte a “Un solo pianeta, una sola razza: quella umana

  1. Infatti, il discorso più che sulla “multietnicità”, termine senza senso, dovrebbe essere spostato sul “multiculturalismo”… Questo è i pericolo.

    Il razzismo mi sembra non c’entri per niente. Io penso che non si possa rispettare nella Verità un’altra cultura se prima non si accetta la propria, quella che ti hanno trasmesso i tuoi genitori ed è propria del paese in cui vivi… Non si tratta di “crederla migliore delle altre”, ma di avere consapevolezza di quello che si è, di quello che una società è… e delle radici in cui affonda questo “essere così”.
    Vabbè, appena ho un po’ di tempo cercherò di essere più chiaro.

  2. Qui il ragionamento si contorce sempre di più e, continuando a contorcersi, ci allontana paurosamente dalle possibili soluzioni, sia pure modulate, per venire incrontro, in modo concreto a questa povera gente che, nonostante le difficoltà economiche, ricorre a quegli aguzzini, negrieri, profittatori ed altro che sono poi capaci di buttarli in mare al minimo cenno di pericolo, com’è già accaduto.
    Per quanto ci riguarda, pochi giri aromentativi e fatti concreti.
    Stbilito che dobbiamo fare attenzione ai delinquenti (che travalicano qualsiasi concetto di “razza”) e trattarli come meritano, senza sconti, anzi, con aggravamenti deterrenti, e accogliere questa umanità bisognosa che, come dice MUn saluto, Gabriele.ariaserena, cerca di sopravvivere a condizioni inumane seguendo un miraggio.
    E’ giusto dichiarare che siamo un’unica razza, ma, se fossimo coerenti, dovremmo abolire la parola “RAZZA”, sostituendola con “UMANITA'”.

  3. Non vedo contorcimenti, credo di avere fatto un ragionamento logico, che naturalmente non impongo, ma in cui svolgo un argomento che mi sembra non contraddirsi.
    Quanto alla diversità delle culture di origine io penso che sarebbe importante considerarle un punto di partenza, ma non di arrivo.
    A mio parere se è vero infatti che si può provenire da realtà culturali diverse che devono essere rispettate è anche vero che una cultura non si dovrebbe cristallizzare, ma progredire.
    Una cultura non è solo conservazione del passato o dell’esistente, ma deve progettare un futuro, in questo progetto io spero e credo possa esserci molto spazio per intenti e valori comuni.

    La pace, la liberazione dalla povertà, la carità reciproca, la vittoria contro l’ignoranza, il progresso tecnico-scientifico, ecc possono anche essere considerati è una traguardi dell’utopia, ma non perseguirli è morte; progettarli è vita.

    Questi progetti possono, sempre a mio avviso, essere una cultura comune che rispetti le differenze di base, ma vada oltre quelle differenze.
    Papa Giovanni XXIII disse “lasciar da parte quello, se c’è, che ci divide, e cercare quello che ci unisce”.

  4. anche se i nuovi migranti fossero extraterresti il discorso sarebbe uguale?

  5. Domanda densa di galattiche implicazioni 🙂

  6. Vedo che dopo aver cancellato commenti, non certo offensivi, ma che riportavano opinioni (e dati storici, quali le leggi razziali in Italia del 1938) opinioni che, sia pure in contrasto con quanto qui espresso, meritavano forse una replica e avere impedito ulteriori possibilità di chiarimenti, si è riaperto il blog ai commenti.

    Su ora cancella pure le lacrime del presidente del consiglio:
    http://video.unita.it/?video=979
    Saluti
    e.

  7. Leggo con ritardo il commento di#6 e la cosa non mi provoca nessun rimpianto.
    Non ho abbastanza propensione al battibecco per replicare.
    Credo che chi lascia link su blog altrui (pratica estremamente discutibile e comunque contraria alla corretta pratica di lettore e scrittore su web) sarebbe tenuto a ringraziare per lo spazio occupato. Tanto più perchè si tratta di link di un video.
    Non conosco questo anonimo, non mi interessa il suo link. Cancellerò quando ne avrò voglia e quello che voglio perchè questo è il mio spazio.
    Rifiuto le risse anche verbali e non ho particolari motivi per fare crociate.
    Se poi l’anonimo “e.” non può fare a meno di leggere le mie Notecellulari questo non è un mio problema.

  8. certo, liberissima di cancellare e di moderare, esprimiti pure senza contraddittorio.
    saluti.
    e.

  9. Ho letto con molto interesse, io sono d’accordo che l’umanità è una, che sia giallo, nero, marrone, bianco, ma una cosa pultroppo (la più importante) ci divide, la religione che per noi non è fondamentale ma per altri è tutto e per la stessa si uccide con tanta facilità, si umiliano le donne con la lapidazione o come alcuni giorni fa tagliando le orecchie e il naso, per un’adulterio, ma l’uomo niente eppure hanno peccato insieme. Quardando e leggendo non so se con la tecnologia, il benessere o la pietà, certe persone cambieranno o modificheranno la loro mentalità, forse, ma non sarà per la nostra campata.
    Spero di essermi spiegato bene non sono un professionista della carta stampata.
    Con affetto
    Vinicio

  10. Ciao Vinicio, ti sei spiegato benissimo!

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