Donne in politica, purchè incolori?

“Francamente me ne infischio”, rispondo (con la mitica frase di Reth Buthler) a coloro che si stanno stracciano le vesti sulle candidature (farlocche) a presunte veline e non veline, a quelli che alzano steccati di torpido moralismo, a quelli che di fronte a una ragazza con i capelli rossi, neri, biondi o castani provano brividi peccaminosi ma li riversano contro l’interessata.

Guardatevi dentro, risponderei invece. Guardate a come siete, ricordatevi di quante volte avete spiato o abbordato le ragazze che potevano essere vostre figlie, a quante volte vi siete soffermati a rimuginare su pensieri inconfessati, a quante maldicenze, calunnie, cattiverie, prepotenze, sopraffazioni avete esercitato. Ricordatevi quante volte, sul lavoro, avete cioncato le gambe a persone più intelligenti e preparate di voi e che comunque potevano darvi ombra; a quante volte avete sbaragliato presunti avversari con la battutina soft, con l’allusione e l’ammicco.
“Cappe rance” chiamava Dante gli abiti di piombo, che all’esterno sembra oro, indossati dagli ipocriti (frati gaudenti fummo / e bolognesi); proprio quegli ipocriti che il poeta incontra nella sesta fra le bolge infernali dei fraudolenti.      
                                                          
Sono le cappe che mascherano, le cappe che danno un’immagine di sontuosa apparenza; sono le divise di un’austerità arbitrariamente indossata e che ingannano un pubblico di allodole e di gazze spettatrici della tv del pattume, che turlupinano gli abbocconi che si lasciano avvolgere da voci suadenti e sussiegose di tribunali mediatici al cui confronto il tribunale robesperriano di salute pubblica impallidisce: questo comminava una sbrigativa ghigliottina, quelli si compiacciono di illimitato livore sparso a piene mani contro i vivi e spesso anche contro i morti senza possibilità di difesa.
Sono le cappe di chi si compiace, ma non lo dice, si attizza ma moraleggia: ne abbiamo conosciuti tanti, perfino nelle scuole e nelle famiglie.
E ogni volta c’è chi ci casca mani e piedi e di fronte a un filmatino di youtube emette sentenze definitive grondanti perbenismo e conformismo; c’è chi soprattutto ostenta un’etica di fronte alla quale i loro più reconditi pensieri dovrebbero gettarsi in mare con una pietra al collo.
Se davvero siete così seri e austeri, chiedete, come noi facciamo da anni, una scuola più seria e preparata, un maggior sussidio e appoggio alle famiglie, un rispetto dovuto alla religione cristiana; chiedete di non diseducare i giovani e di non allettarli con le visioni di un sesso distribuito come le merendine per ventiquattrore in squallidi reality, show e filmati.
Chiedete una definitiva e chiara presa di posizione contro la pedofilia, contro lo sfruttamento sessuale e la violenza sui bambini. E non difendete i pedofili e gli stupratori delle nostre ragazze e ragazzi. Se è vero, come è vero, che il 70/80 % di queste violenze avviene nelle case e in famiglia quanti tra i numerosi moralisti d’accatto, possono scandalizzarsi contro una ragazza, chiunque essa sia,  che entrasse in politica dopo essere passata dalla tv?
Se oggi la fruizione dello spettacolo e del mondo delle immagini passa attraverso l’esibizione allusiva, a volte anche oscena, del corpo femminile e recentemente anche di quello maschile, come potete scandalizzarvi se con quelle immagini e con quella immoralità i nostri giovani siano uomini sia donne, siano ragazzi e ragazze, siano perfino i nostri bambine e bambini ne vengono influenzati?
E’ davvero lecito per chi vede, e fa vedere, di tutto atteggiarsi a Catoni Censori contro Brambilla o chi per lei?
E’ possibile che nessuno si accorga almeno del ridicolo e dell’ipocrisia?
Francamente me ne infischio di questo moraleggiare.
Francamente i problemi, semmai, sono altri. Eutanasia decisa per legge, aborto, violenza, ignoranza, sfruttamento, disoccupazione, disperazione dei giovani senza lavoro e stabilità, angoscia delle famiglie considerate un’istituzione da demolire; questi sono i problemi.
E se qualche Signora si fosse scandalizzata di queste drammatiche realtà, allora le sue proteste sarebbero state credibili.
Ma oggi, signori & signori, le Signore importanti si dedicano all’orto biologico. Fondamentale, nevvero? No comment.
 
 
 
 

 

 
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