Scuola e orientamento al lavoro: inizia la vita vera

Come ogni anno stanno iniziando nelle scuole, associazioni ed enti lemariaser1 news 07 iniziative di ORIENTAMENTO dei GIOVANI al mondo del lavoro. Si tratta di attività certamente necessarie e previste dalle offerte formative dei singoli istituti scolastici.
I giovani saranno accompagnati nelle Università o assisteranno a conferenze. Per alcuni di loro sarà solo un diversivo, ma per molti altri sarà uno dei pochi modi per avere informazioni dirette da esperti in materia.
Chi vuole iscriversi all’Università riceverà un vero bombardamento di input anche perché le diverse Facoltà e Corsi di Laurea cercano di avere il maggior numero di iscritti possibile per non perdere cattedre.
Per chi si iscriverà all’Università il consiglio è di non cercare mai semplificazioni o scorciatoie, ma di cercare di ottenere la migliore e più completa preparazione possibile da arricchire con scambi e soggiorni nei paesi europei. Uscire dal guscio dunque.
Ma quali sono i consigli veramente utili, oggi e nell’attuale situazione economica e sociale, per un ragazzo che termina il corso degli studi e voglia cercarsi un lavoro?
Io credo che sia necessario in primo luogo che comincino ad assumere un atteggiamento serio e determinato.
Alcuni giovani (con le dovute virtuose eccezioni naturalmente) non cercano un lavoro per imparare e crescere e per sentirsi parte utile nella società, ma cercano un posto. Cercano un orario fisso abbastanza comodo e non flessibile magari vicino casa, cercano il week end libero e si assicurano di avere una quota congrua di ferie ancora prima di aver dimostrato cosa sanno fare. 
Non sono negativa per pregiudizio e distinguo tra caso e caso, ma per esperienza so che ci sono anche ragazzi così.  
Il problema è che abbiamo troppo ammorbidito e semplificato la loro vita fin dalla culla, abbiamo mediato anche con le maestre dell’asilo, abbiamo criticato i professori e abbiamo incorniciato i nostri figli di un’intoccabile aura di pseudo-perfezione; per di più li abbiamo illusi di essere geni o talenti, mentre sono solo normali, simpatici e vivaci ragazzi bisognosi di un’educazione più rigorosa.
E adesso? Adesso nessun corso di orientamento potrà indirizzarli verso un cammino semplice.
Cerchiamo di non fare altri danni difendendoli anche da lavoro. E coraggio ragazzi: pedalare!
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20 risposte a “Scuola e orientamento al lavoro: inizia la vita vera

  1. Tranquilla Maria Serena, il mondo del lavoro attuale è proprio quello che serve per educare questi ragazzi…
    Usciranno dal guscio caldo della famiglia e si ritroveranno in contesti dove quello che pensano verrà usato per risparmiare la carta igienica, dove verranno ridimensionati per ambizioni, impareranno che imparare ed avere esperienza, OGGI, è controproducente… hai voglia ad imparare… volenti o nolenti!

  2. Tranquilla Maria Serena, il mondo del lavoro attuale è proprio quello che serve per educare questi ragazzi…
    Usciranno dal guscio caldo della famiglia e si ritroveranno in contesti dove quello che pensano verrà usato per risparmiare la carta igienica, dove verranno ridimensionati per ambizioni, impareranno che imparare ed avere esperienza, OGGI, è controproducente… hai voglia ad imparare… volenti o nolenti!

  3. Tranquilla Maria Serena, il mondo del lavoro attuale è proprio quello che serve per educare questi ragazzi…
    Usciranno dal guscio caldo della famiglia e si ritroveranno in contesti dove quello che pensano verrà usato per risparmiare la carta igienica, dove verranno ridimensionati per ambizioni, impareranno che imparare ed avere esperienza, OGGI, è controproducente… hai voglia ad imparare… volenti o nolenti!

  4. Tranquilla Maria Serena, il mondo del lavoro attuale è proprio quello che serve per educare questi ragazzi…
    Usciranno dal guscio caldo della famiglia e si ritroveranno in contesti dove quello che pensano verrà usato per risparmiare la carta igienica, dove verranno ridimensionati per ambizioni, impareranno che imparare ed avere esperienza, OGGI, è controproducente… hai voglia ad imparare… volenti o nolenti!

  5. Infatti Viv, è proprio per questo che le conferenze sull’ “orientamento” mi sono sempre sembrate solo generiche rappresentazioni (utili per chi le fa)mentre sarebbe meglio prepararsi per tempo ad affrontare la dura realtà cominciando con affrontare la scuola senza chiedere continui sconti, senza scappare dallo studio e cercare di ottenere quello che non si merita. Perchè la furbizia prima o poi si sconta.
    Io continua ad incontrare persone giovani che entrano in conflitto personale con la suddetta realtà che vivono con grande disagio e di fronte alle difficoltà e non analizzano il significato di ciò che chiamano ingiustizia.
    Mi rendo conto che non sono molto chiara.
    L’ingiustizia, io penso, non è tanto nel rapporto personale con l’azienda e il datore di lavoro, quanto piuttosto nel non vedere riconosciuto il lavoro come un diritto/dovere.
    Detto questo però bisogna imparare, ragionare e non fare le vittime.
    Ho già scritto che ci sono molte virtuose eccezioni. E ci sono molti pessimi esempi di successo scadente ma di facciata.
    Vabbè, semmai proverò a dire meglio.

  6. Infatti Viv, è proprio per questo che le conferenze sull’ “orientamento” mi sono sempre sembrate solo generiche rappresentazioni (utili per chi le fa)mentre sarebbe meglio prepararsi per tempo ad affrontare la dura realtà cominciando con affrontare la scuola senza chiedere continui sconti, senza scappare dallo studio e cercare di ottenere quello che non si merita. Perchè la furbizia prima o poi si sconta.
    Io continua ad incontrare persone giovani che entrano in conflitto personale con la suddetta realtà che vivono con grande disagio e di fronte alle difficoltà e non analizzano il significato di ciò che chiamano ingiustizia.
    Mi rendo conto che non sono molto chiara.
    L’ingiustizia, io penso, non è tanto nel rapporto personale con l’azienda e il datore di lavoro, quanto piuttosto nel non vedere riconosciuto il lavoro come un diritto/dovere.
    Detto questo però bisogna imparare, ragionare e non fare le vittime.
    Ho già scritto che ci sono molte virtuose eccezioni. E ci sono molti pessimi esempi di successo scadente ma di facciata.
    Vabbè, semmai proverò a dire meglio.

  7. Infatti Viv, è proprio per questo che le conferenze sull’ “orientamento” mi sono sempre sembrate solo generiche rappresentazioni (utili per chi le fa)mentre sarebbe meglio prepararsi per tempo ad affrontare la dura realtà cominciando con affrontare la scuola senza chiedere continui sconti, senza scappare dallo studio e cercare di ottenere quello che non si merita. Perchè la furbizia prima o poi si sconta.
    Io continua ad incontrare persone giovani che entrano in conflitto personale con la suddetta realtà che vivono con grande disagio e di fronte alle difficoltà e non analizzano il significato di ciò che chiamano ingiustizia.
    Mi rendo conto che non sono molto chiara.
    L’ingiustizia, io penso, non è tanto nel rapporto personale con l’azienda e il datore di lavoro, quanto piuttosto nel non vedere riconosciuto il lavoro come un diritto/dovere.
    Detto questo però bisogna imparare, ragionare e non fare le vittime.
    Ho già scritto che ci sono molte virtuose eccezioni. E ci sono molti pessimi esempi di successo scadente ma di facciata.
    Vabbè, semmai proverò a dire meglio.

  8. Infatti Viv, è proprio per questo che le conferenze sull’ “orientamento” mi sono sempre sembrate solo generiche rappresentazioni (utili per chi le fa)mentre sarebbe meglio prepararsi per tempo ad affrontare la dura realtà cominciando con affrontare la scuola senza chiedere continui sconti, senza scappare dallo studio e cercare di ottenere quello che non si merita. Perchè la furbizia prima o poi si sconta.
    Io continua ad incontrare persone giovani che entrano in conflitto personale con la suddetta realtà che vivono con grande disagio e di fronte alle difficoltà e non analizzano il significato di ciò che chiamano ingiustizia.
    Mi rendo conto che non sono molto chiara.
    L’ingiustizia, io penso, non è tanto nel rapporto personale con l’azienda e il datore di lavoro, quanto piuttosto nel non vedere riconosciuto il lavoro come un diritto/dovere.
    Detto questo però bisogna imparare, ragionare e non fare le vittime.
    Ho già scritto che ci sono molte virtuose eccezioni. E ci sono molti pessimi esempi di successo scadente ma di facciata.
    Vabbè, semmai proverò a dire meglio.

  9. Ciao Serena, il tuo discorso è estremamente complesso.
    Concordo in pieno con la tua analisi, i ragazzi non sono stati educati all’impegno e al sacrificio.
    Vero è che li apetta e ci aspetta un futuro incerto, con l’aggravante che l’Italia non è un paese meritocratico.

  10. Ciao Serena, il tuo discorso è estremamente complesso.
    Concordo in pieno con la tua analisi, i ragazzi non sono stati educati all’impegno e al sacrificio.
    Vero è che li apetta e ci aspetta un futuro incerto, con l’aggravante che l’Italia non è un paese meritocratico.

  11. Ciao Serena, il tuo discorso è estremamente complesso.
    Concordo in pieno con la tua analisi, i ragazzi non sono stati educati all’impegno e al sacrificio.
    Vero è che li apetta e ci aspetta un futuro incerto, con l’aggravante che l’Italia non è un paese meritocratico.

  12. Ciao Serena, il tuo discorso è estremamente complesso.
    Concordo in pieno con la tua analisi, i ragazzi non sono stati educati all’impegno e al sacrificio.
    Vero è che li apetta e ci aspetta un futuro incerto, con l’aggravante che l’Italia non è un paese meritocratico.

  13. E’ vero Cate, non siamo un paese meritocratico e la meritocrazia non si può certo improvvisare. Chi sarebbe in grado, oggi, dopo decenni di raccomandazioni e di cordate di amici degli amici, di valutare il merito eventuale di qualcuno?

  14. E’ vero Cate, non siamo un paese meritocratico e la meritocrazia non si può certo improvvisare. Chi sarebbe in grado, oggi, dopo decenni di raccomandazioni e di cordate di amici degli amici, di valutare il merito eventuale di qualcuno?

  15. E’ vero Cate, non siamo un paese meritocratico e la meritocrazia non si può certo improvvisare. Chi sarebbe in grado, oggi, dopo decenni di raccomandazioni e di cordate di amici degli amici, di valutare il merito eventuale di qualcuno?

  16. E’ vero Cate, non siamo un paese meritocratico e la meritocrazia non si può certo improvvisare. Chi sarebbe in grado, oggi, dopo decenni di raccomandazioni e di cordate di amici degli amici, di valutare il merito eventuale di qualcuno?

  17. Ti dirò cara Serena, con mio figlio non ho avuto problemi all’università (gli piaceva archeologia) 110 e lode, ma per il lavoro avevo i miei dubbi, ma sono stato smentito, si è laureato 4 anni fà e ha sempre lavorato da archeologo, senza spinte di nessun tipo, si alza alle sei e ritorna alle sette di sera e fa mediamente 100 Km quando è più lontano dorme fuori. La prossiama settimana và vicino Bologna e rimane su tutta la settimana. Con questo vorrei dire che ci sono giovani che si adattano al lavoro fuori casa e non aspettano chi gli porta il lavoro in casa e come mio figlio che ha preso il lavoro dove cè, ci sono altri giovani che pedalano con lui.
    Ciao
    Vinicio

  18. Ti dirò cara Serena, con mio figlio non ho avuto problemi all’università (gli piaceva archeologia) 110 e lode, ma per il lavoro avevo i miei dubbi, ma sono stato smentito, si è laureato 4 anni fà e ha sempre lavorato da archeologo, senza spinte di nessun tipo, si alza alle sei e ritorna alle sette di sera e fa mediamente 100 Km quando è più lontano dorme fuori. La prossiama settimana và vicino Bologna e rimane su tutta la settimana. Con questo vorrei dire che ci sono giovani che si adattano al lavoro fuori casa e non aspettano chi gli porta il lavoro in casa e come mio figlio che ha preso il lavoro dove cè, ci sono altri giovani che pedalano con lui.
    Ciao
    Vinicio

  19. Ti dirò cara Serena, con mio figlio non ho avuto problemi all’università (gli piaceva archeologia) 110 e lode, ma per il lavoro avevo i miei dubbi, ma sono stato smentito, si è laureato 4 anni fà e ha sempre lavorato da archeologo, senza spinte di nessun tipo, si alza alle sei e ritorna alle sette di sera e fa mediamente 100 Km quando è più lontano dorme fuori. La prossiama settimana và vicino Bologna e rimane su tutta la settimana. Con questo vorrei dire che ci sono giovani che si adattano al lavoro fuori casa e non aspettano chi gli porta il lavoro in casa e come mio figlio che ha preso il lavoro dove cè, ci sono altri giovani che pedalano con lui.
    Ciao
    Vinicio

  20. Ti dirò cara Serena, con mio figlio non ho avuto problemi all’università (gli piaceva archeologia) 110 e lode, ma per il lavoro avevo i miei dubbi, ma sono stato smentito, si è laureato 4 anni fà e ha sempre lavorato da archeologo, senza spinte di nessun tipo, si alza alle sei e ritorna alle sette di sera e fa mediamente 100 Km quando è più lontano dorme fuori. La prossiama settimana và vicino Bologna e rimane su tutta la settimana. Con questo vorrei dire che ci sono giovani che si adattano al lavoro fuori casa e non aspettano chi gli porta il lavoro in casa e come mio figlio che ha preso il lavoro dove cè, ci sono altri giovani che pedalano con lui.
    Ciao
    Vinicio

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