Alcune ragioni sacrosante per una protesta – La giovinezza passa il precariato resta

mariaserena_ostialido1[1]
L’OPINIONE PERSONALE
Non lieta, ma pensosa la giovinezza passa, e molti dei nostri ragazzi (si è ragazzi ormai fino ai quaranta ed oltre) si trovano ricchi di esperienze, ma poveri di riconoscimenti e dubbiosi sul futuro.
Siamo passati da una, ormai lontana, realtà sociale nella quale qualcuno affermava (cito una frase che ho ascoltato personalmente) ci ho messo due ore per venire a lavorare, ed altrettante ne impiegherò a tornare a casa, per cui anche se non faccio niente mi sono già guadagnato lo stipendio, ad una deprimente situazione senza sbocchi nella quale quotidianamente ascoltiamo lo sgomento di persone che hanno subito il licenziamento, di ex che non hanno possibilità di ricollocarsi, di donne che se hanno un figlio devono lasciare il lavoro e se non hanno un lavoro non possono avere figli, di persone molto qualificate e tenute a progetto indefinitamente, di laureati che si adattano all’eterna incertezza.
La frase che attualmente si ascolta è ho più di trent’anni, lavoro da più di un decennio, ma sono ancora precaria/o e lo resterò ormai a vita.
In questo momento rifletto sulle piazze e le strade affollate dalla protesta contro i tagli di Gelmini.
Non me la sento di generalizzare dando un giudizio globale (qualunque esso fosse) su questa manifestazione. Non posso approvare, come ho già scritto, l’insegnante che sciopera o manifesta facendo lezione nei prati o portando alle manifestazioni bambini e ragazzi. E’ uno stile di protesta che non condivido perchè dissento non tanto sui contenuti, rispetto ai quali ognuno esprime le sue libertà legittimamente, quanto sul metodo e le conseguenze di queste stravaganze.
Ma, appunto, ho già espresso i giorni scorsi le mie deduzioni.
Ho invece spostato l’attenzione sui giovani e sull’Università. Molti giovani ricercatori, dottori di ricerca o aspiranti al titolo, specializzandi, laureati e studenti hanno gridato in vario modo il loro disagio. Credo che tra loro ci siano anche le cosiddette eccellenze, che ci siano giovani davvero appassionati alla ricerca e allo studio. Alcuni di loro sono da anni legati a contratti annuali o sono pagati con il sistema dei progetti (o briciole di progetti). Si fa presto a generalizzare. Si fa presto: sia perchè la gestione baronale, anche se non riguarda tutti, si è fatta sempre pesantemente sentire sia  per tanti altri motivi.
Però a me sembra che a molti giovani che aspirano alla ricerca e alla docenza vadano riconosciute le giuste rivendicazioni; dopo anni di lavoro e precariato ormai hanno dimostrato se e quanto valgano. Al contrario questo sistema (accademico e baronale) ha  dimostrato di avere vistosi difetti e di funzionare male e di essere ingiusto. E’ dunque il sistema che va riformato.
A questo punto però mi chiedo come può un’unica protesta rappresentare tante voci con interessi diversi?
Contestare i tagli, quando si interviene su eventuali sprechi o usi discutibili del denaro a chi giova? Ai giovani pensosi e non lieti che temono il precariato, ormai, a vita?
Ma soprattutto mi preoccupa e dispiace che l’energia e lo slancio bruciati in queste manifestazioni si disperdano e vengano nuovamente sacrificati su altari di pochi idoli vecchi e rapaci, mentre forse vi sono ancora illuminati maestri che li vorrebbero valorizzare.
E’ necessario che il vigore e l’intelligenza della contestazione di questi giovani intellettuali vengano indirizzati, con tutta la lucidità e la forza possibile, verso i loro reali interessi siano essi culturali, sociali ed economici.
Se non ora, quando?
Altrimenti i loro entusiasmi potrebbero spegnersi anche prima dell’ostinato arroccarsi di alcuni presunti maestri sui loro consolidati privilegi.
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6 risposte a “Alcune ragioni sacrosante per una protesta – La giovinezza passa il precariato resta

  1. Ci sarebbe da definire il lavoro precario… la mia generazione (quella che vede il traguardo degli anta a distanza di poco) vive la realtà che tu descrivi e non solo nel comparto della ricerca.
    Io sono contraria al posto fisso, quello che inebetisce, quello che ti fa dire:”C’ho messo due ore ad arrivare, ne impiegherò altrettante per tornare a casa, il mio l’ho già fatto”
    Però è sacrosanto che oggi il mondo del lavoro è ingessato verso il basso, si cercano competenze ma si cercano escamotage per non pagarle e ci riescono!
    L’ho già detto e ne sono convinta, abbiamo copiato solo il peggio del mercato del lavoro americano, come al solito…

  2. Ci sarebbe da definire il lavoro precario… la mia generazione (quella che vede il traguardo degli anta a distanza di poco) vive la realtà che tu descrivi e non solo nel comparto della ricerca.
    Io sono contraria al posto fisso, quello che inebetisce, quello che ti fa dire:”C’ho messo due ore ad arrivare, ne impiegherò altrettante per tornare a casa, il mio l’ho già fatto”
    Però è sacrosanto che oggi il mondo del lavoro è ingessato verso il basso, si cercano competenze ma si cercano escamotage per non pagarle e ci riescono!
    L’ho già detto e ne sono convinta, abbiamo copiato solo il peggio del mercato del lavoro americano, come al solito…

  3. Ci sarebbe da definire il lavoro precario… la mia generazione (quella che vede il traguardo degli anta a distanza di poco) vive la realtà che tu descrivi e non solo nel comparto della ricerca.
    Io sono contraria al posto fisso, quello che inebetisce, quello che ti fa dire:”C’ho messo due ore ad arrivare, ne impiegherò altrettante per tornare a casa, il mio l’ho già fatto”
    Però è sacrosanto che oggi il mondo del lavoro è ingessato verso il basso, si cercano competenze ma si cercano escamotage per non pagarle e ci riescono!
    L’ho già detto e ne sono convinta, abbiamo copiato solo il peggio del mercato del lavoro americano, come al solito…

  4. Sarò antico ma penso che due diritti siano sacrosanti: casa e lavoro!

    Il che non vuol dire che si ha diritto ad averkli ma che si ha il dovere di incrementarli. Ormai il lavoro tutelato (non garantito…tutelato) dalla legge non esiste più e la politica sulla casa….idem!
    Ergo che il lavoro è insicuro e sottopagato e la casa un miraggio !
    Quanto sopra per le nuove generazioni.
    Per le vecchie (eh, s’, ormai appartengo a queste) c’è solo la speranza di conservare quanto si ha.

    Andrea

  5. Sarò antico ma penso che due diritti siano sacrosanti: casa e lavoro!

    Il che non vuol dire che si ha diritto ad averkli ma che si ha il dovere di incrementarli. Ormai il lavoro tutelato (non garantito…tutelato) dalla legge non esiste più e la politica sulla casa….idem!
    Ergo che il lavoro è insicuro e sottopagato e la casa un miraggio !
    Quanto sopra per le nuove generazioni.
    Per le vecchie (eh, s’, ormai appartengo a queste) c’è solo la speranza di conservare quanto si ha.

    Andrea

  6. Sarò antico ma penso che due diritti siano sacrosanti: casa e lavoro!

    Il che non vuol dire che si ha diritto ad averkli ma che si ha il dovere di incrementarli. Ormai il lavoro tutelato (non garantito…tutelato) dalla legge non esiste più e la politica sulla casa….idem!
    Ergo che il lavoro è insicuro e sottopagato e la casa un miraggio !
    Quanto sopra per le nuove generazioni.
    Per le vecchie (eh, s’, ormai appartengo a queste) c’è solo la speranza di conservare quanto si ha.

    Andrea

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