Sì, insegnare. Educare per rasserenare

PROFI CON pietro&compagni 001Oggi è lunedì: un giorno per ricominciare. A scuola è il giorno della ripartenza: non era meno faticoso che altrove. Però qualcosa scattava quando sul marciapiede dell’Arangio R. avvistavo gli indecisi ("no, oggi non entriamo") o sentivo le risse verbali sulle sorti della Roma o della Juve. Qualcosa iniziava a farsi strada nei miei pensieri se vedevo stracchi colleghi senza un perchè ciabattare verso gli scalini o le colleghe, beate loro, pimpanti in tailleur e messimpiega fresca ticche-tacche sgonnellare nei corridoi.

Era allora che sorridevo e spolveravo il cuore e la gola per trovare qualche nota ben accordata ed entrare in classe.

Una volta chiusa la porta dell’aula tutto cambiava. Il senso del viaggio e dell’esperienza di vita mi invadevano; mi sembrava di ricominciare un cammino che nessuno aveva diritto di interrompere. Mi sembrava che tutto potesse essere superato e che la nuova tessitura ben ordinata stesse per iniziare. A volte le interruzioni arrivavano con i ragazzi ritardatari o le circolari incomprensibili. Piccole noie trascurabili, come quelle che infastidiscono qualunque lavoro. In quell’alchimia io credevo; in quella euforia di rimbalzi e rimpalli di pensieri che si genera quando le menti si incontrano e i sentimenti si accostano senza lasciarsi palesare.

Credevo anche in una mia pragmatica utopia: avrebbero comunque appreso qualcosa da me, non li avrei lasciati esenti e indifferenti, e anche se non coinvolti, non li avrei tuttavia lasciati immodificati. Almeno un pensiero, un dubbio, una reazione la avrei suscitata. Altrimenti perchè sarei rimasta là, in aule appannate dalla polvere e dal sudore, a spiegare per lunghe ore mentre la voce si incrinava e le speranze si impennavano in una ansia crescente? Perchè coltivare l’illusione che far scoprire in sè strumenti e talenti possa rasserenare e rendere più forti, e non far pensare solo alla scadenza del pagellino?

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2 risposte a “Sì, insegnare. Educare per rasserenare

  1. da come descrivi la tua attività d’insegnamento si capisce bene che vi hai messo cuore e speranze. sono sicuro che sono state ben ripagate. ovviamente non in termini economici.

    un saluto

  2. 🙂 in termini economici mi hanno anche sempre sbagliato i conti dello stipendio e mi hanno decurtato per errore l’anzianità di servizio: grandioso, no?

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