IL GARANTE PER L’INFANZIA

Note informative di Mariaserena e di Alessandro74 contro la PEDOFILIA  Allarme_Pedofili2
 
Il disegno di legge per l’istituzione del Garante nazionale per l’infanzia e l’adolescenza rappresenta un passo fondamentale per la tutela dei fanciulli e dei minori. La figura del Garante garantirà la piena attuazione di normative europee e delle convenzioni internazionali come ad esempio la cosiddetta Convenzione di New York.
Tra le forme di tutela già in atto è importante ricordare che TUTTI possono rivolgersi al Garante mediante segnalazioni, anche attraverso il numero telefonico d’emergenza gratuito 114. Questo è un filo diretto e prezioso che dobbiamo insegnare ad usare a tutti i bambini. E’fondamentale farlo perché quando un fanciullo si trova in difficoltà non sempre trova, nemmeno nella cerchia dei famigliari persone di assoluta fiducia. Accade infatti che esiti a rivolgersi a mamma e papà in una vicenda da cui egli stesso si sente, drammaticamente, sporcato e colpevolizzato. Altrettanto importante è insegnare ai minori che le segnalazioni possono essere fatte anche quando essi stessi sentono l’imminenza o l’insidia del pericolo, e forse non sono ancora stati trascinati nella violenza. Il senso della legalità e della presenza delle Istituzioni a loro tutela può essere insegnato da noi tutti. Altrimenti gli interventi saranno solo tardivi e molto meno efficaci. La pedofilia dev’essere combattuta, ma soprattutto prevenuta. (Mariaserena)
Accanto alle indubbie componenti positive, è poi opportuno segnalare anche alcuni limiti strutturali della normativa che si vuole introdurre.
Innanzitutto, non persuade l’articolo 2, nella parte in cui dispone che il Garante assicura idonee forme di collaborazione con i garanti regionali, ove istituiti. Infatti, l’inciso “ove istituiti” rimanda al mantenere non obbligatoria, per le Regioni, l’istituzione di uffici del Garante all’interno della loro organizzazione. Questa invece sarebbe una lacuna da colmare all’interno del nostro ordinamento, soprattutto in un contesto – come quello attuale – in cui sempre più ci si incammina verso una forma di Stato federale o comunque improntata ad ampio decentramento: è infatti impensabile che una realtà centralizzata come sarebbe il Garante così come concepito in questo progetto di legge, possa poi avere una capacità operativa uniforme su tutto il territorio nazionale, vista anche la generalmente scarsa dotazione di uomini e mezzi finanziari che a tali Autorità viene garantita.
Ciò è confermato, infatti, dall’articolo 5 del progetto, il quale stabilisce che nello svolgimento dei suoi compiti il Garante si serve delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili presso due Dipartimenti già esistenti presso la Presidenza del Consiglio, ovvero quello delle Pari Opportunità e quello delle politiche per la famiglia. Il garante non avrà quindi una propria dotazione di personale ma attingerà ai ruoli dell’Amministrazione ora citati.
Manca poi, nel disegno di legge, un riferimento espresso, quantomeno nell’elencazione dei compiti del Garante, ad un problema molto importante ma poco trattato nell’ambito della tutela del fanciullo, che è quello relativo alla libertà di espressione e di pensiero del minore, pur prevista dalla richiamata Convenzione di New York: è infatti coerente con l’impostazione della nostra Costituzione che si dia voce a chi, per motivi attinenti alla sua condizione, vede in qualche misura compressa la sua libertà di parola. Ciò non vuol dire che compito del garante debba essere quello di far sì che la manifestazione del pensiero del fanciullo vi sia sempre e soprattutto che sia sempre giuridicamente rilevante: ciò, infatti, contrasterebbe con la naturale incapacità di agire, nel mondo del diritto, del soggetto non maggiorenne.
Tuttavia preferiremmo che fosse formalizzata la previsione di un impegno, quantomeno di principio, del Garante a determinare le condizioni affinchè il minore sia sempre ascoltato in maniera sostanziale e non solo formale, con le dovute cautele e compatibilmente con le situazioni concrete, soprattutto nei procedimenti giudiziari che possano riguardarlo anche indirettamente, come ad esempio quelli di separazione o di divorzio.
Il passo che si vuol compiere è in ogni caso importante e, attuato con serietà, è in grado di alzare il livello italiano di civiltà giuridica. (Alessandro74)
 
 
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