Ciao Maestra

Un saluto alla Maestra
L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San Silvestro può essere paragonato all’aspettativa del primo giorno di scuola per una bambina o un bambino che iniziano la Prima Elementare. E a me piace vederlo nei loro occhi.
Edunet-squareLa scuola materna è un grande gioco, spesso contrastato all’inizio, con cui si inizia ad uscire di casa separandosi dalla famiglia.mariaserena 1 g scuo2
Ma ogni bambino sa che solo le Elementari sono l’ingresso nella vita che lo attende, lo farà adolescente, lo metterà alla prova.
Per questo auguro alla Maestra, a quella tradizionale figura di seconda mamma per qualcuno forse un po’ troppo sentimentalmente declamata, ma che tutte le maestre hanno rappresentato, di vivere con felicità e serenità questo inizio di scuola. La Maestra è la mano sapiente che accoglie e guida i nostri bambini; è l’occhio e il sorriso a cui si presentano con la loro luminosa e sconcertante curiosità; è l’intelligenza e l’intuizione che li comprende; è la pratica didattica che li sosterrà. Anche una Maestra al primo anno di lavoro è già tutto questo. E auguro che le sue emozioni entrino in trasparente sintonia con quelle dei suoi piccoli scolari.
Buon lavoro Maestra! 
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315 risposte a “Ciao Maestra

  1. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  2. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  3. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  4. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  5. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  6. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  7. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  8. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  9. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  10. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  11. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  12. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  13. Posso essere sincera?
    A me non dispiace affatto l’idea che torni un’unica insegnante alle scuole elementari.
    A me non è piaciuto quando invece ne hanno messa una per materia.
    Perché i bambini si approcciano per la prima volta con la “macchina” scuola, e hanno bisogno, secondo me, di un punto di riferimento stabile, e non di continui ricambi che, sempre a mio avviso, sono lo specchio della velocità e dell’instabilità dei nostri tempi.
    Ricambi e velocità a cui facciamo fatica noi adulti ad adattarci, ancor più bambini, malgrado la loro capacità di adeguarsi e abituarsi più rapida della nostra di adulti.
    Lo dico perché mi è successo spesso di dare ripetizioni ai bambini di amici, e puntualmente ho riscontrato un unico filo comune: disorientamento e perplessità.
    Una sorta di complicanza nell’assorbire l’intercambiabilità degli insegnanti e il continuo riadattamento in quell’ora di lezione.
    D’accordo che le materie son diventate in qualche modo più complesse (non era così ai miei tempi ovviamente!).
    E’ giusto, sebbene non possa dimenticare un ragazzino di 9 anni a cui dovevo spiegare gli insiemi in una forma che io avevo incontrato per la prima volta solo alle medie, se non anche al primo anno delle superiori, che guardava alternativamente me e il libro come se sulle pagine ci fossero dei ghirigori astrusi e misteriosi, e io stessi dicendo qualcosa senza alcun nesso con la realtà.
    E faccio notare che per mia indole, cerco sempre di essere “creativa” e oggettiva nel semplificare le spiegazioni, in modo che i piccoli possano afferrare il concetto e “sentirlo” possibile di comprensione.
    E per ottenere questo mi invento cartelli, colori, oggetti, tutto ciò che può catturare l’attenzione e soprattutto l’immaginazione, altrimenti il rischio è di perdere il “contatto” con il bambino.
    E questo memore della mia esperienza di alunna.
    Credo sia un bene, senza voler rubare altro spazio, che almeno alle elementari, almeno nei primi anni, ci sia una sola insegnante.
    I bambini percepiscono più stabilità in quello che è l’inizio di un percorso di disciplina e di ordine con cui si confrontano per la prima volta e a cui dovranno sottostare negli anni a venire degli altri gradi di istruzione.

    Dunque io non vedo tutto questo orrore nel ritorno alla maestra unica.
    Quel che voglio capire meglio è dove andranno tutte le altre, diciamo così, improvvisamente inesubero.
    Non mi è ancora molto chiaro.

  14. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  15. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  16. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  17. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  18. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  19. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  20. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  21. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  22. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  23. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  24. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  25. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  26. Il grembiulino?
    A me non è MAI piaciuto, nemmeno quando dovevo indossarlo io.
    Ancora oggi sono refrattaria a indossare quello che per protezione, mi si impone per il mio lavoro. (lo togliamo d’estate per il caldo, ovvio!!)
    Vero è che dai datori alle colleghe, tutti si son rassegnati a vedermelo portare con molta “libertà, sempre addosso, certo, ma secondo una mia personale interpretazione. 😀

    Ma questa miaidiosincrasia è solo per una mera questione di estetica.
    Ho sempre avuto una preferenza per la divisa, come quella delle scuole di alcuni paesi europei, che non insinuano il senso del ridicolo nei ragazzi che le indossano.
    Perché diciamoci la verità: la “ribellione” verso il ritorno del grembiule è la sensazione di ridicolo che suscita indossandolo.
    Oggi i bambini e i ragazzini non sono come noi, all’epoca delle caverne.
    Il grembiulino appartiene a un mondo che non c’è più.
    Ok il concetto, ma si provveda altrimenti. 😀

  27. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  28. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  29. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  30. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  31. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  32. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  33. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  34. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  35. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  36. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  37. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  38. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  39. Mi spiace, non credo che i bambini abbiano bisogno di seconde mamme né di secondi papà. Neppure se questo è scritto in lettere maiuscole sotto il segno della retorica. Ricordiamo poi che la quasi totalità dei bambini frequenta la scuola dell’infanzia, dove ci sono più insegnanti.
    Per non parlare poi che, alla scuola media, troveranno di botto una decina e più di insegnanti.
    L’unico punto di riferimento, continuazione della famiglia, poi, è a dir poco discorso contraddittorio. In famiglia ci sono più punti di riferimento, genitori, nonni, fratelli…
    Auguri – e ne abbiamo proprio bisogno – perciò a tutti i maestri e le maestre che tanto hanno speso in questi anni e che si ritrovano rigettate all’indietro in un tempo che ora non è più.

  40. Per il grembiule – discorso ozioso – («ci sono case di moda interessate»), non vi è alcuna norma.

  41. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  42. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  43. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  44. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  45. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  46. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  47. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  48. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  49. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  50. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  51. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  52. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  53. Sono d’accordo, Leucotea: ‘sta storia della maestra come seconda mamma per me non ha mai avuto molto senso.
    La mia mamma è sempre stata UNA… la maestra è sempre stata una sconosciuta per me, al di fuori di qualunque interpretazione o integrazione familiare…
    Penso che questo binomio sia un retaggio di un passato piuttosto lontano che si trascina nei nostalgici…

  54. Salve.
    Se volete potete andare a un mio post precedente. Forse è inutile che mi ripeta. Ciao!

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  67. Sempre pertinenti le tue osservazioni. Questo tuo post lo trovo emotivamente efficace e. come vedi, i commenti non si fanno attendere, Ecco perchè mi piace sempre leggerti.
    Ciao e buona domenica.

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  80. Grazie Nonnolele, la scuola vissuta porta più alle visioni emotive e affettive; ma le ragioni non sono solo quelle della ragione. E la scuola non è solo quella delle contrapposizioni.
    un abbraccio virtuale 🙂

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  93. Penso che questo post voglia essere un tributo alla figura della maestra, che, al di là dei diversi punti di vista (su maestra unica o non, grembiulini o non grembiulini) ha rivestito e riveste un ruolo fondamentale nell’educazione dei fanciulli.

    A questa figura, mono o pluri che sia, rivolgo il mio augurio sincero e grato: ciao maestra! Ciao a tutte lel maestre:)…

    annarita

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  106. A me dispiacerebbe moltissimo che si ritornassse al maestro unico. I bambini di oggi hanno bisogno di tempo per allineare gli stimoli esterni, con quelli “educativi” e questo possono farlo solo dei bravi “maestri”. Cari maestri, vi spetta un duro anno, ma sono sicua che nel vostro cuore saprete affrontarlo con professionalità e amore. Cari genitori, aiutate questi maestri.. confrontatevi con loro… i vostri figli riceveranno molto, molto di più. Cari Presidi, mettete a disposizione dei genitori dei punti di ascolto… oggi ce ne veramente bisogno. Io tifo per una società del bellessere… il benessere è una conseguenza non il presupposto.

  107. 🙂 ciao Nereide! Grazie, lo spirito del post è esattamente quello che tu hai colto.
    Vorrei dire, a proposito dei maestri, che la difesa dell 11 ore frontali più le altre di copresenza o confronto con gli altri docenti per un totale di 24 settimanali (quelle del maestro unico di una volta: 4 ore per sei giorni) è in chiaro contrasto con le 18 frontali di un prof di liceo statale (di matematica o lettere ecc) il quale comunque deve trovare tutte le altre ore 8 (CHE NON RISULTANO MA CI SONO) per compiti in classe da redigere e correggere, per confonti coi colleghi, per le riunioni per i portatori di Handicap, e per tutte le altre attività: dal ricevimento genitori fino alle visite di studio all’estero (non pagate) con responsabilità che non so quante persone di buona volontà sarebbero disposte ad affrontare. Non posso elencare tutto.
    Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti; non dico che il lavoro non sia comunque prezioso. Ma comunque non ci si può arroccare. E’ vero che ci sono classi multieniche; ma allora facciamo emergere il problema e parliamone. E le classi multietniche ci sono anche alle medie e ci saranno sempre di più.

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  119. 🙂 ciao Nereide! Grazie, lo spirito del post è esattamente quello che tu hai colto.
    Vorrei dire, a proposito dei maestri, che la difesa dell 11 ore frontali più le altre di copresenza o confronto con gli altri docenti per un totale di 24 settimanali (quelle del maestro unico di una volta: 4 ore per sei giorni) è in chiaro contrasto con le 18 frontali di un prof di liceo statale (di matematica o lettere ecc) il quale comunque deve trovare tutte le altre ore 8 (CHE NON RISULTANO MA CI SONO) per compiti in classe da redigere e correggere, per confonti coi colleghi, per le riunioni per i portatori di Handicap, e per tutte le altre attività: dal ricevimento genitori fino alle visite di studio all’estero (non pagate) con responsabilità che non so quante persone di buona volontà sarebbero disposte ad affrontare. Non posso elencare tutto.
    Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti; non dico che il lavoro non sia comunque prezioso. Ma comunque non ci si può arroccare. E’ vero che ci sono classi multieniche; ma allora facciamo emergere il problema e parliamone. E le classi multietniche ci sono anche alle medie e ci saranno sempre di più.

  120. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  121. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  122. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  123. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  124. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  125. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  126. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  127. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  128. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  129. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  130. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  131. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  132. “11 ore frontali più le altre di copresenza”?
    Di che si sta parlando? Da quanto non metti piede in una scuola elementare, scusa? Da dove ricavi questi dati? Le ore di insegnamento di un maestro sono 22, più 2 di programmazione settimanale.
    In un tempo modulare di 30 ore, gli insegnanti sono 3 per 2 classi o 4 per 3 classi, ma anche 3 per 5 classi, senza compresenze praticamente (qualcuno lo dica a Tremonti, che blatera di 3 insegnanti su 1classe).
    Che è quell’11? Un part time?

  133. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  134. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  135. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  136. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  137. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  138. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  139. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  140. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  141. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  142. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  143. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  144. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  145. Forse bisognerebbe spiegare cosa si intende per tempo modulare? Quante ore è tenuto a stare in classe da solo un maestro?
    Non c’è bisogno di inveire.
    I dati che ho riferito sono certi, sono stati comunicati in trasmissione tv tre giorni fa da un maestro elementare rappresentante sindacale della categoria.
    La trasmissione è “Cominciamo bene”di Mirabella, rai tre.
    Se poi quel maestro aveva adattato l’orario a una sua realtà particolare non è una notizia rassicurante.
    Però devo dire che il vittimismo non è qualificante per nessuno.
    Non stiamo parlando di lavoratori torturati.
    E comunque i pareri sul maestro o la maestra unica sono legittimamente diversificati.

  146. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  147. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  148. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  149. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  150. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  151. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  152. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  153. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  154. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  155. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  156. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  157. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  158. Grazie per l’augurio: è sempre ben accetto!
    Quanto al resto, ho già più volte espresso la mia opinione, non mi ripeterò.Però, l’anno passato (come i precedenti) lavorando su 3 classi con le sole matematica e informatica coprivo le 22 ore frontali settimanali senza nemmeno un’ora da dedicare ad una compresenza o un consolidamento.Mi erano concesse un’ora di compresenza dalle colleghe prevalenti(quasi una carità per poter svolgere il laboratorio informatico), nessuna ora o intervento delle mediatrici linguistiche o dei progetti per l’alfabetizzazione dei bimbi stranieri, di cui, comunque, s’è fatto tesoro.
    Questo per quel che riguarda una scuola normale in un posto normale del laborioso nord-est.
    La scuola, ormai, è diventata il campo di battaglia di una guerra tra poveri.Purtroppo, nessuno tra chi prende le decisioni, è povero.
    Però….un augurio di un buon anno scolastico anche a voi e grazie Mariaserena per la pazienza:-)

  159. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  160. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  161. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  162. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  163. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  164. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  165. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  166. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  167. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  168. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  169. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  170. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  171. Grazie a te Equinstabile.
    Effettivamente eviterei la guerra fra poveri. Ti assicuro che conosco bene molte realtà; comprese quelle, verificate molto da vicino di giovani bravi laureati in matematica o ingegneria licenziati senza un perchè nelle aziende o costretti a novecento, mille euro al mese a progetto.
    Quindi non vorrei difendere posizioni. La scuola mi sta a cuore, e, ripeto, credo che gli arroccamenti siano sempre da evitare. Anche per dare, come insegnanti, un buon esempio.
    Anche perchè avendo insegnato in varie regioni so che di differenze ce ne sono; di virtuose e non.
    ciao!

  172. E’ vero Mariaserena, purtroppo le disparità ci sono. E’ giusto non nascondersi dietro ad un dito e concordo con te.

  173. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  174. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  175. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  176. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  177. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  178. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  179. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  180. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  181. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  182. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  183. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  184. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  185. La maestra unica mi trova molto d’accordo: abbiamo moltiplicato gli insegnanti elementari per determinare una situazione tale che tre persone sono state chiamate a svolgere delle funzioni esercitabili benissimo da una sola persona. Abbiamo così ottenuto una enorme moltiplicazione dei costi per quanto concerne gli stipendi dei maestri, con contestuale decurtazione dei fondi destinati all’edilizia scolastica ed alla manutenzione degli edifici. Così, come accaduto nella scuola del mio quartiere, abbiamo messo davanti ai bambini tre maestri con metodo rigidamente diverso tra loro, ed abbiamo rischiato la tragedia a causa del controsoffitto di un’aula caduto a causa delle infiltrazioni provenienti dal tetto.
    La moltiplicazione dei maestri è servita solo per dare una risposta alle istanze (pur condivisibili) di tanti precari. Ma, di per sè, è una riforma inutile a fini educativi.

    Ciao Mariaserena 🙂

  186. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  187. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  188. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  189. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  190. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  191. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  192. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  193. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  194. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  195. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  196. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  197. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  198. Ma noi che, laureati, lavoriamo 8 ore al giorno in ufficio e prendiamo meno degli insegnanti di qualsiasi scuola dalle elementari in su… abbiamo forse sbagliato tutto nella vita?
    A.

  199. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  200. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  201. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  202. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  203. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  204. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  205. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  206. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  207. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  208. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  209. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  210. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  211. Caro/a Anonimo/a A, sono d’accordo con te. Non avete sbagliato, siete persone preziose:
    laureati, diplomati, lavoratori specializzati, persone senza le quali tutto andrebbe peggio, persone che se commettono un errore (magari dovuto proprio alla stanchezza eccessiva) possono essere responsabili anche della vita di altri, persone che lavorano in ambiente malsani e logoranti, persone che guadagnano troppo poco e sono sempre in attesa di rinnovo contratto.
    Il lavoro è un valore, è dignità, è vita per sè e per gli altri, è appartenenza alla società e al paese.
    Per questo dico: difendiamo i diritti, cosa che i sindacati non fanno o fanno malissimo, ma non facciamo del vittimismo.
    Sennò ci si mettono pure i piloti Alitalia…

  212. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  213. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  214. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  215. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  216. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  217. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  218. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  219. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  220. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  221. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  222. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  223. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  224. Ciao Maestra[..] Splinder (12/09/2008) Un saluto alla Maestra L’anno nuovo comincia davvero quando aprono le scuole. Nessun Capodanno può sostituire la sensazione di nuovo, di scoperta, di cambiamento che trasmette l’inizio della scuola. Nessun San S [..]

  225. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  226. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  227. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  228. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  229. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  230. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  231. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  232. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  233. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  234. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  235. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  236. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  237. Mi spiace se sono sembrata inveire, leggere – come se fosse un fatto assodato – che un maestro abbia 11 ore “frontali”, m’è sembrato davvero bizzarro, e che una persona potesse dire: «Il senso del mio discorso è questo: 11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti», persino offensivo.

    Anche noi maestri poi oltre le 22 ore di insegnamento e le 2 ore di programmazione settimanali – 24 ogni settimana – abbiamo tutte le 40+40 ore annuali e le altre ore spesso nascoste, che ci sono eccome: preparazione lezioni, correzione compiti pressoché quotidiana, compilazione documenti, ricevimento famiglie, incontri con gli operatori, ecc.

    Il senso di quanto tu hai affermato non c’è e lo spiego spero chiaramente.

    I dati che riporti non sono certi, tutt’altro, non pensavo poi che la Tv facesse ancora testo, in TV Tremonti ha detto a esempio che un tempo c’era 1 insegnante ogni 3 classi, oggi ci sono 3 insegnanti in 1 classe. Immagino che le «11 ore discendano dalla stessa logica».

    Situazione impossibile anche in casi ottimali nella scuola elementare! Il massimo, nel tempo pieno, sono 4 ore e mezza di compresenza su 22 e non 11 su 22, credo poi che quest’ultimo sia un evento rarissimo ormai per il taglio di organici che c’è da anni, per il fatto che l’insegnante di inglese è spesso una degli insegnanti della classe, perché c’è l’ora di attività alternativa.
    Io a esempio ne faccio 19 frontali e 3 di compresenza (ore di compresenza che non sono affatto di tutto riposo!), due ore di informatica con la classe divisa a metà, nella piccola aula dei computer è impossibile accedere in 20-25 alunni. L’altra ora è di recupero a piccoli gruppi.

    Nel tempo modulare esce un 11, ma non certo nel senso che tu hai riportato, vediamo una situazione fortunata: 22 ore x 3 insegnanti, più 3 inglese (non sempre sono 3 tuttavia, anzi sono 1 o 2, e non sempre l’insegnante di inglese è esterno), più 2 religione fa 71 ore, 30+30 delle due classi, 71-60=11 ore di compresenza, ma compresenza da suddividere fra tre insegnanti almeno nelle due classi, non certo per un insegnante solo!

    Pensandoci meglio non è che il tizio parlava della scuola media? Sentivo parlare di situazioni di tempo prolungato in cui vi sono molte ore di compresenza. Non ne ho tuttavia esperienza diretta, e dovrei documentarmi prima di dire che la cosa è così.
    C’è poco da aggiungere ancora. La scure dei tagli si abbatterà, in forme forse peggiori, anche nella scuola superiore, meno ore e quattro anni invece di cinque? Staremo a vedere.
    Un saluto
    r.

    p. s. – mi sono diplomata maestra nel ’77 e già allora si parlava di introdurre più maestri nella scuola elementare, lo ricordo bene ché la cosa allora mi preoccupava, il mio tema di concorso verteva proprio sulla pluralità di maestri. La possibilità è stata ponderata a lungo se solo negli anni ’90 ciò è avvenuto. Ho insegnato in tempi pieni e in tempi modulari e davvero ora mi spiace che tutto si debba buttare a mare. Il ritorno al maestro unico implicherà la rinuncia di alcune attività, la perdita di tante professionalità che si erano messe in gioco, la possibilità di scambio e confronto.

    pp. ss. per i commentatori – ricordo ad Alessandro74 che gli edifici e la loro manutenzione non sono nel bilancio del ministero dell’istruzione ma in quello dei comuni o delle province.
    Ricordo altresì che la spesa per l’istruzione in Italia è al di sotto della media europea.
    Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

  238. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  239. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  240. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  241. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  242. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  243. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  244. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  245. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  246. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  247. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  248. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  249. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  250. Leucotea il tuo commento si commenta da solo. Mi scuso con gli interlocutori che tu aggredisci.
    Insomma,Leucotea, io dico che il senso dell’intervento interessa chi lo legge perchè il mio blog lo ospita cortesemente.
    Invece il tuo tono non lo accetto e non lo accetterei comunque in nessun contesto.
    Secondo te la tv non fa testo (ma chi lo aveva poi detto?) , il maestro sindacalista nemmeno, le persone che intervengono dicono sciocchezze e solo tu sei depositaria della verità.
    Ebbene per favore porta la tua verità dove credi e anche la tua discutibile educazione.
    Poveri alunni.
    La mia pazienza è proprio esaurita.

  251. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  252. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  253. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  254. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  255. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  256. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  257. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  258. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  259. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  260. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  261. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  262. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  263. Non leggo aggressioni: solo dati di fatto.
    I dati da te riportati o forse mal compresi dalla trasmissione TV sono semplicemente errati. Qui non ci sono opinioni, ma dati, numeri. E i dati, i semplici numeri, rendono falsa la tua frase: “11 ore frontali sono meno di quelle che fanno tutti gli altri docenti”, perché appunto il numero 11 non ha corrispondenza in alcuna realtà della scuola italiana.
    Se riportare i numeri corretti costituisce aggressione, non so proprio che dire. Non me ne scuso neppure.
    Lascio perdere le tue frasi conclusive poi.
    Saluti
    r.

  264. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  265. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  266. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  267. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  268. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  269. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  270. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  271. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  272. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  273. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  274. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  275. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  276. Il fatto che i fondi per l’edilizia e la manutenzione non siano di pertinenza del ministero dell’istruzione è irrilevante: i soldi dedicati al pagamento di tre persone quando in realtà quel lavoro può farlo una sola sono denari sottratti all’unico contenitore omnicopmprensivo dei fondi pubblici che è l’erario dello stato, volgarmente detto bilancio pubblico. Nulla vieta dunque, in sede di finanziaria, di assegnare i soldi risparmiati all’edilizia scolastica, con un decreto collegato che operi una fra le più banali rimodulzioni di fondi. Dato poi che la quantità di denaro in circolazione non è infinita, gli sprechi vanno evitati: i sacrifici oggi li fanno tutti, il paese ha vissuto al di là ed al di sopra delle sue possibilità per troppo tempo, è ora di invertire la tendenza.
    E, in ogni caso, resta l’incongruenza che deriva dalla presenza di istituti fatiscenti, però pieni di maestri.

    Ciao Mariaserena.

  277. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  278. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  279. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  280. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  281. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  282. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  283. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  284. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  285. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  286. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  287. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  288. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  289. Non voglio protrarre discussioni inutili. Continuo a pensare che ognuno può esprimere le sue ragioni, ma non i propri malumori.
    E’ giusto che si dica : “non sono d’accordo” o “a me non risulta”; ma non accetto e respingo che mi si parli ed accusi di falsità.
    La mia reazione è su questo.
    E la mantengo.
    Per di più trovo incredibile che si possa dire a un interlocutore: Naturalmente A., nessuno ha impedito a nessuno di insegnare, anzi io lo metterei – se fosse possibile – nell’apprendistato della vita di ciascuno, servirebbe a valutare meglio le cose.

    Per favore! Nessuno di noi può presumere di essere, con la sua professione, la misura di tutto.
    Questo stile è emerso anche con la protesta di alcune/i insegnanti elementari, che oggi si sono presentati/e vestiti a lutto.
    Non ho parole.
    Alle superiori tutte le cattedre sono passate da anni a 18-19 ore senza scandali e vesti stracciate. Tutte le classi sono aumentate di numero fino a trentuno alunni. Io ho avuto classi di 29 ragazzi in quinta superiore con ripetenti e un portatore di handicap grave. E ci siamo rimboccati le maniche con buona volontà. E tutti gli altri impegni sono stati mantenuti: esami a luglio compresi. Nessuno ha fatto vittimismo e credo che anche la maggioranza dei docenti delle elementari saprà confrontarsi serenamente con la realtà.
    Cari saluti a tutti.

  290. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  291. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  292. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  293. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  294. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  295. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  296. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  297. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  298. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  299. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  300. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  301. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  302. Spiacente, esprimere “numeri” cioè “dati” non è esprimere né malumori, né vittimismo né opinioni personali.
    Esprimere slogan quali: “si pagano 3 insegnanti invece di 1” è semplicemente non vero, si paga mezzo insegnante in più, anzi molto meno di mezzo, considerando che le ore sono 30 – oggi – e non 24.
    Le ore di compresenza ci sono anche negli altri ordini di scuola, senz’altro nella scuola media – e in alcune scuole davvero sono molte, vedi qui.
    Si vogliono togliere alle elementari dove maggiormente sono necessari interventi individualizzati. Non è buona cosa e non per me, non per i maestri tutti, ma per gli alunni.
    r.

    Il link: http://groups.google.it/group/it.istruzione.scuola/msg/3041700ec6696607?hl=it
    Nella scuola media sì ci sono insegnanti che fanno 11 ore “frontali”, anzi pare anche 9, almeno a quanto dice il professore di scuola media che ha inviato l’intervento.

  303. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
    E mi riservo di esprimere stima per ciò e per chi funziona.
    Saluti.

  304. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
    E mi riservo di esprimere stima per ciò e per chi funziona.
    Saluti.

  305. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
    E mi riservo di esprimere stima per ciò e per chi funziona.
    Saluti.

  306. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
    E mi riservo di esprimere stima per ciò e per chi funziona.
    Saluti.

  307. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
    E mi riservo di esprimere stima per ciò e per chi funziona.
    Saluti.

  308. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
    E mi riservo di esprimere stima per ciò e per chi funziona.
    Saluti.

  309. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
    E mi riservo di esprimere stima per ciò e per chi funziona.
    Saluti.

  310. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
    E mi riservo di esprimere stima per ciò e per chi funziona.
    Saluti.

  311. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
    E mi riservo di esprimere stima per ciò e per chi funziona.
    Saluti.

  312. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
    E mi riservo di esprimere stima per ciò e per chi funziona.
    Saluti.

  313. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
    E mi riservo di esprimere stima per ciò e per chi funziona.
    Saluti.

  314. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
    E mi riservo di esprimere stima per ciò e per chi funziona.
    Saluti.

  315. Leucotea, lungi da me alzare i toni della polemica.
    Credo che a tutti stia a cuore la scuola e la formazione dei ragazzi.
    Se le precisazioni sono necessarie, benissimo.
    Però io ribadisco, credo lecitamente, una visione e un punto di vista generale.
    Il ruolo dell’insegnante non si deve “abbassare”. La sua funzione deve essere contraddistinta dall’eccellenza.
    La difesa della qualità del lavoro anche.
    Però se c’è bisogno di riordinare alcune situazioni che (come tu stessa sottolinei) sono per lo meno sorprendenti, allora si deve avere il coraggio di farlo e di mettere tutte le carte sul tavolo.
    Invece le vesti delle maestre a lutto non mi sembra vadano in questa direzione.
    Posso ripeterti che io ho avuto una quinta superiore con ventinove ragazzi di cui uno portatore grave di handicap; e nella mia classe erano compresi anche inseriti i ripetenti di altre sezioni e di altre scuole. Non era una situazione regolare. Perchè? Perchè gli “influenti” colleghi di sezione parallela avevano ottenuto di non “rovinare” la loro classettina di 18.
    Quindi le cose strane e anomale ci sono.
    Ma siccome sono diffuse, io vorrei fare emergere quello che non va.
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