Gelmini e i prof

Però Gelmini non ha torto.Tolto l’equivoco, rimangono i fatti. I risultati scolastici sono deludenti. E Edunet-squarequesto non può valere solo se lo dice l’ex, Fioroni.
Ma soprattutto rimangono le costatazioni non solo delle famiglie, ma ahimè degli insegnanti stessi. Proviamo a osservare la realtà, proviamo a frequentare e leggere, anche su forum telematici, gli interventi  con cui continuamente i docenti lamentano la scarsa collaborazione, quando non l’ostruzionismo, di una parte dei loro colleghi e dirigenti in materia di aggiornamento verso l’uso di nuove tecnologie e tecniche di apprendimento, di sensibilità verso le nuove problematiche pedagogiche, di resistenza al confronto e al dialogo.
Sono proprio i docenti più seri e bravi che da tempo si scontrano con queste difficoltà. Non è semplice valutare i docenti, ma non è nemmeno impossibile. Possiamo parlarne invece di seguire una scadente prassi pseudo sindacale di chiusura a riccio e di difesa imprescindibile di una categoria. Parliamone, e non alziamo barriere.
Una richiesta anche a Gelmini: benissimo monitorare la scuola, ottimo però non farlo solo con le statistiche alla mano, ma scendendo nelle scuole. La monnezza va guardata in faccia: è allora che perde volume. Provare per credere. E’ già successo.
Provare anche a riflettere sulla composizione delle nuove classi con forte componente di bambini e ragazzi di culture diverse. Difficile mantenere gli attuali numeri. Occorre calarsi nella realtà: discipline come latino e matematica non si possono trasmettere a 30 ragazzi che a stento comprendono l’italiano, che hanno atteggiamenti problematici, le cui famiglie fanno resistenza a collaborare con la scuola. Eppure l’istruzione è una sfida che va affrontata e vinta e l’abbandono scolastico deve essere fronteggiato.
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3 risposte a “Gelmini e i prof

  1. Purtroppo è avvilente vedere come le cose sulla carta non corrispondano poi ad una realtà soddisfacente.Quando si parla di scuola in Italia, la maggior parte delle volte lo si fa senza cognizione di causa.Per scuola si intende per lo più la scuola media e superiore, caro libri, bullismo…tutto giusto, per carità, ma si tralascia di guardare alle scuole Infanzia e Primaria in particolare.Si tralascia , perchè fa comodo?, di segnalare come i tagli al sostegno privi tanti bambini e tanti insegnanti delle condizioni per dare il meglio, di bambini con tanti nuovi disagi, della scarsità dei mediatori linguistici e interpreti a fronte di ondate di nuove entrate selvagge di bambini di tutte le nazionalità che impegnano gli insegnanti in ruoli che non gli sono propri.E nessuno parla della farraginosità degli enti locali, della mancanza di spazi, materiali e strutture adeguati alle richieste che ci vengono fatte.Ci si accusa di mandare gli alunni alle medie e superiori con una preparazione al di sotto della media europea ma lo dico per esperienza: per i miracoli non siamo ancora attrezzate.Però, sembra che con la scoperta dell’acqua calda del 7 in condotta si sia fatto il miracolo.Sono sempre più schifata e amareggiata:-(

  2. No cara amica, io per scuola intendo tutta la scuola senza distinzione di “ceto”. E concordo pienamente con i disagi che metti in evidenza… Ma i genitori dove sono? I politici locali dove sono? Il corpo insegnante dov’è? E mai possibile che per dare quattro spiccioli alla scuola di mia figlia questa donazione debba essere accompagnata da una relazione del dsga in Consiglio d’Istituto? Io l’ho fatta lo stesso e il dsga mi ha odiato.. ma che me frega! Tanto si prende 100 ore pagate dal fondo… che almeno se le guadagni!

  3. Tutta la scuola è importante nella stessa misura; anzi forse quella dell’infanzia e la primaria è la più qualificata e nello stesso tempo la meno valorizzata.
    Già da qualche anno chi insegna nelle scuole dei piccolissimi affronta problematiche che nelle medie e superiori sono ancora presenti in misura modesta.
    Sono assolutamente d’accordo con Equinstabile (scusa se non ho risposto prima, ho avuto qualche contrattempo da affrontare).
    Grazie Seratna, sempre “nelle cose”.
    Anche io ho già scritto che si parla solo di libri (problema serissimo) ma la scuola ha tanto altro di cui discutere.

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