Loro: troppo giovani e imprudenti per valutare le conseguenze. Ma i genitori?

Edunet-squaremariaser1 news 07Leggendo l’articolo di Ida Magli, che espone le sue perplessità sui matrimoni tra persona di religione diversa, sono ritornata su una domanda che in questi mesi mi è sembrata sempre più consistente e motivata.
I nostri giovani riflettono abbastanza sulle conseguenze delle loro azioni?
Non mi esprimo sulla questione matrimoni misti. Ce ne sono di riusciti. Come ce ne sono di falliti tra cristiani ed occidentali.
Il problema sono le conseguenze. Nel caso di un matrimonio tra persone di cultura e religione diversa il problema delle conseguenze non è insuperabile, ma va attentamente considerato e mai sottovalutato.
 
Sulla portata delle conseguenze riemerge spesso, anche per situazioni ben diverse, la domanda di cui sopra.
I comportamenti assunti da tutti, ma certo dai giovani in modo e quantità più intensamente liberi, hanno conseguenze molto importanti e spesso irreversibili; come tutte le azioni umane (e non).
Spesso le scelte che i giovani fanno vengono indotte da mode e modelli sociali.
Questi modelli e mode sociali sono veicolati da media (di tutti i tipi) e rappresentati attraverso i cosiddetti personaggi emergenti (o emersi) che non è necessario elencare. Resta però il fatto che un comportamento, una decisione, una sfida, un’esibizione di sé hanno effetti diversi a seconda del luogo, delle compagnie, delle circostanze in cui accadono.
Una festa, diciamo, trasgressiva che ruoti intorno all’ambiente di Lapo Elkann non avrà probabilmente le stesse conseguenze di un rave in spiaggia ai Murazzi; quest’ultimo potrebbe teoricamente essere, per i partecipanti, più o meno estremo, ma il contesto e il contorno, le compagnie e la mancanza di riferimenti può renderlo un andare, senza ritorno, verso la morte.
Un viaggio intercontinentale per vacanza all’estero con un gruppo di amici liberamente assemblati, ma che si garantiscono un reciproco appoggio anche in caso di serate a base di alcool e giro di locali, può essere più o meno apprezzabile o condividibile, ma probabilmente non si concluderebbe come il viaggio di due ragazzine venete sconsiderate e convinte di poter mantenere il controllo di situazioni rischiose e, invece, incontrollabili.
Di esempi potremmo farne a decine; ma resta un ammonimento di base. Nessuno si può permettere di abbassare il livello della prudenza, della riflessione e della necessità di pesare prima l’effetto delle scelte sugli altri e di pensare con attenzione agli effetti delle proprie azioni.
E’ di questi giorni la notizia che i ragazzi cominciano con la cocaina a 12 anni; costa poco e pensano di divertirsi. Non hanno nessuna attenzione a sé stessi. Sono in età di possibili ricatti e condizionamenti pesanti anche a livello sessuale.
Ma sono anche nell’età in cui i genitori devono assolutamente continuare a fare il loro dovere di educatori costi quel che costi. Ma lo fanno?
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13 risposte a “Loro: troppo giovani e imprudenti per valutare le conseguenze. Ma i genitori?

  1. ehehehe bella domanda da un milione di dollari
    anche io mi chiedo ma che fine hanno fatto i genitori????
    possibile che la loro gioventù frenata da genitori rigorosissimi abbia annebbiato… annullato…..destabilizzato la loro esistenza al punto da non saper dire MAI NO alle scelte dei loro figli???
    ricerco risposte
    ma è tardi adesso
    ne riparliamo con calma
    notte
    mentina

  2. bella anche la tua osservazione, Mentina!
    L’inchiesta si allarga!

  3. Io vado oltre e dico che anche i genitori attuali avrebbero necessità dei …..loro genitori.
    Gli attuali genitori cosa possono insegnare ai propri figli se non sanno nemmeno ….cosa insegnare?
    Alla faccia del 68, ricordi?

  4. mah…
    sicuramente, oggi più che mai il mestiere di genitore è il più difficile del mondo.
    E purtroppo, spesso si riscontra un abbassamento dei “livelli di preparazione”!
    Oddio…anche in quell’ambito?!? 🙂
    ciao Maria Sere’,
    g

  5. Qualche tempo fa, un genitore con cui stavo affrontando l’argomento in questione, mi disse testualmente: “Professoressa, non vediamo mai quello che non vogliamo vedere…”.
    Un saluto, Critolao

  6. Maria Serena, il commento di Critolao la dice lunga…ma c’è anche dell’altro: il clima di incertezza odierno, il disorientamento, la spersonalizzazione, l’alienazione che è propria dei nostri tempi.

    Vado di corsa e dispongo di una connessione labile.

    Salutoni:)

  7. In quello che dice, e riferisce, la nostra amica Critolao c’è tutta una realtà; in questo caso l’ammissione è stata “onesta”; a volte, purtroppo, non è così.
    Ciò che rileva Nereide mi trova d’accordo; è difficile reagire, e per questo si cade nel non voler vedere.
    Ciao care amiche!

  8. IL BENE DELLA COSA PUBBLICA

    Un saluto a Maria Serena ed a tutti gli altri lettori del blog.

    E’ il mio primo intervento in questo blog, l’ho trovato casualmente con google cercando una foto di Ida Magli, riguardo un suo ultimo articolo che non sono sicuro essere lo stesso commentato qui da Maria Serena: per favore potresti anche scrivere in bella vista il link web di questo articolo da te commentato?

    Due pensierini sul fatto degli adolescenti in crescita che fanno un uso smodato di droghe in quantità ben maggiore che prima, anche soltanto di qualche anno fa:

    cosa fanno le istituzioni pubbliche in Italia per fronteggiare la piaga dello spaccio e del consumo delle droghe? Irrobustiscono la repressione, pareggiano la gravità tra il consumo e la detenzione di modiche quantità di droghe “pesanti” con quelle “leggere” (tra queste ultime vogliamo considerare quelle che si “fumano” come la marijuana e l’hashish?), mettono in prigione anche i più giovani, i giovanissimi, colpevoli di essere trovati con pochi grammi di questo ultimo tipo di droga leggera.

    Ci si meraviglia allora che sempre tra questi giovanissimi si sia avuta la pensata di virare subito sul consumo di una droga come la cocaina?

    Ecco che in barba alla proibizione rafforzata (anzi, proprio grazie a questa) si è abbassato il prezzo della cocaina da parte dei produttori di droga ed il gioco è fatto: i nostri ragazzi ora vista la uguale gravità della repressione hanno saltato lo stadio del “fumo” (che a mio parere personale non portava sempre e comunque ad altro tipo di droga e non induceva ad assuefazione) e si sono trovati fra le mani la polverina bianca.

    A quando una revisione concettuale del modo migliore di fronteggiare questo fenomeno mortale? A quando un pensiero sulla possibilità di cancellare il lucro del mercato delle droghe, magari facendo qualche norma per regolamentare un uso controllato sotto la supervisione medica in caso accertato di bisogno? Si chiama legalizzazione e non liberalizzazione.

    Poi anche il discorso dei genitori mancanti, delle scuole private di un loro antico importante ruolo di crescere un pensiero giovane adolescente ancora bisognoso di esempi trascinanti e di parole convincenti. Ma come difendersi dallo stato “cadente” delle scuole pubbliche di oggi? Sembra che i governi italiani, oggi come ieri, abbiano fatto del loro meglio per smantellare quello che di buono c’era una volta.

    Si smantellano i tasselli che tengono insieme ed in piedi una società umana che si rispetti, uno dopo l’altro, e poi si vorrebbe davvero far credere che si viva in un mondo non preparato da anni di mancanze ed omissioni? Omissioni nostre e di tutti, a partire da chi, governanti e politicanti, hanno altro da fare che preoccuparsi ed occuparsi del bene della cosa pubblica.

    Grazie per l’ospitalità.

    Marco

  9. Mi sono accorto solo ora che l’articolo di Ida Magli non può che essere un altro, ho visto che la data di questa serie di post è di un pò di mesi fa, ora invece siamo a maggio 2009. Fa niente. Ciao.

    Marco

  10. No, questo post non era un commento all’ultimo intervento di Ida Magli.
    Seguo questi argomenti da sempre, devo dire che sul rapporto scuola pubblica/scuola privata ci sono molte cose da definire.
    Non mi sembra possibile dare un’unica classificazione della scuola privata; dovremmo almeno distinguere i cosiddetti esamifici, più o meno camuffati, dalle scuole serie.
    Semmai se ne riparla.
    Un saluto, ciao Marco.

  11. Essere genitore: difficle, molto difficile !

    Ma bello, molto bello !

    Andrea (è un po’ che non passavo ma vi penso sempre)

  12. E’ difficile; specialmente quando i bimbi crescono 🙂
    ma ce la puoi fare Andrea !

  13. Solo il tempo potrà esprimere il verdetto ma quel che è certo è che ce la stiamo mettendo tutta ed è una fantastica avventura !

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