Gens padana

Sono vissuta in realtà geografiche varie e diverse (ho parlato una volta dei miei 18 traslochi), ma sono figlia di genitori veneti che ancora parlano dialetto tra loro.
I miei ricordi dei viaggi nella terra padana, dei paesi e delle case, della gente e dei nonni è qualcosa che mi porto dentro insieme a una conoscenza famigliare di molte cose, difficili da spiegare, ma che posso riassumere con una semplice definizione : patrimonio di tradizioni di famiglia.
Di quella gente padana conosco, per via del dna, i meccanismi di comunicazione e relazione, conosco la signorilità poco incline all’ossequio ma rispettosa della forma, conosco la cordialità spesso irridente, conosco la voglia di capire e di essere capiti ma senza cedimenti sul personale. Conosco anche molti difetti.
Però qui voglio ricordare la serietà, la laboriosità, l’attaccamento alle tradizioni, il rispetto per se stessi e per gli altri. Il rifiuto della violenza. Mio padre, oggi quasi novantenne, non si rivolge mai a una qualsiasi persona senza farsi precedere da un “scusi, per cortesia…” e anche adesso che ha troppe difficoltà fisiche, non dimentica mai il “grazie” e “per favore”. E’ solo forma? non credo. Per contro il linguaggio del dialogo tra amici è spesso colorito, forte di immagini che spaccano il significato, di metafore concrete, di invettive che non concretizzano vere minacce. Se fossero colori della violenza reale, allora anche a Roma quando si esclamava (o si esclama tuttora) “Ah… coso; che te possino acciaccatte quanto stai bene!” o “te possino moriammazzato!” ci si sarebbe dovuti allarmare.
Invece la cordialità dell’iperbole brusca e ironica è solo un modo di dire e di fare che non nasconde insidie.
Per questo mi indigna quando sento commentare la tragedia di Verona (i miei sono di Vicenza: altra città,  diversa, ma anche molto simile) da persone che condannano la realtà locale come se fosse una società dove si finge di non vedere, dove c’è una cultura neonazi e dove la Lega Nord semina odio.
Sono balle. Chi dice queste cose è male informato e non vuole capire oppure strumentalizza (e qui non serve il “Grazie,per piacere, per cortesia” di cui sopra).
Ma non è solo ignorante: è fazioso, tendenzioso e non perdona alla Lega Nord il consenso ottenuto dai suoi elettori nel Veneto, in Lombardia ecc.
E queste strumentalizzazioni sono odiose, perchè la morte non si deve strumentalizzare.
La gente veneta e padana non si merita giudizi qualunquisti. E se decide di premiare una formazione politica invece di altre ha i suoi motivi. Ma di questo parleremo in una prossima occasione.


Oggi esprimo la mia partecipazione al dolore della famiglia e della città per la morte di un figlio, Nicola Tommasoli, di anni 29. Vittima di una violenza le cui cause non sono così lontane da noi come ci piacerebbe credere.



E la generosità senza esibizione della gente veneta è espressa anche nel comunicato dell’ospedale: “Alle ore 18 il collegio medico ha concluso il periodo di osservazione per l’accertamento di morte di Nicola Tommasoli. I genitori di Nicola hanno espresso il desiderio di donare gli organi e i tessuti”

Che la terra gli sia lieve.
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34 risposte a “Gens padana

  1. e sul Veneto, da genovese emigrato via padre a Napoli ti do un piccolo spunto. Entrato all’universita di Medicina nel 57, già c’erano per la pletora medica le prime preoccupazioni di guadagno. A quei tempi erano in auge i grossi tubercolosari del nord, ricordo Sondrio, che accoglievano i neolaureati bisognosi di guadagno. Ma l’impiego dei nuovi antibiotici li fece chiudere e nel 63, anno della mia laurea, i colleghi si arruolavano a lavorare nel veneto depresso, come se fosse l’Africa. Questo per sottolinearti la potenzialità di questo popolo che mi stupì per la prima volta nel terremoto insegnando a tutta l’Italia cose che non ha voluto imparare.

  2. Strumentalizzare quella morte è l’unica arma rimasta ai Comunisti cancellati dalla storia e dal fallimento delle loro politiche…

  3. Bè non sono molto in sintonia col signore (ordabarbarica) sono più del parere che il fatto di Verona sia stato una stupidaggine(che pagheranno molto cara)e se avessero avuto un tantino di sale nella zucca, non sarebbe successo nulla, pultroppo è ingnoranza e mancanza di rispetto per le persone.
    Ciao
    Vinicio

  4. Bè non sono molto in sintonia col signore (ordabarbarica) sono più del parere che il fatto di Verona sia stato una stupidaggine(che pagheranno molto cara)e se avessero avuto un tantino di sale nella zucca, non sarebbe successo nulla, pultroppo è ingnoranza e mancanza di rispetto per le persone.
    Ciao
    Vinicio

  5. Strumentalizzare questo omicidio è l’unico mezzo per recuperare un pò di visibilità dopo l’uscita dal Parlamento (e dalla storia) di una data parte politica. D’altronde, sono gli stessi che mentre a Torino bruciano le bandiere di Israelel,a Roma dicono che Alemanno e fascista ed antisemita.
    L’incontinenza verbale e, al contempo, la presenza di meri contenuti demagogici, è tipica di questi signori.
    Ciao Prof.

  6. Strumentalizzare questo omicidio è l’unico mezzo per recuperare un pò di visibilità dopo l’uscita dal Parlamento (e dalla storia) di una data parte politica. D’altronde, sono gli stessi che mentre a Torino bruciano le bandiere di Israelel,a Roma dicono che Alemanno e fascista ed antisemita.
    L’incontinenza verbale e, al contempo, la presenza di meri contenuti demagogici, è tipica di questi signori.
    Ciao Prof.

  7. Ringrazio tutti degli interventi che aggiungono considerazioni e osservazioni interessanti a questa vicenda tragica.

  8. ciao Mariaserena…condivido pienamente la tua analisi…l’orgoglio di appartenere alla gens padana, onesta e lavoratrice, non può essere certo offuscato dagli atti inconsulti di individui che hanno perso l’equilibrio…che nei loro fanatismi ideologici perdono il contatto con la realtà…condivido la tua analisi…ciao
    Miro il padano

  9. ciao Mariaserena…condivido pienamente la tua analisi…l’orgoglio di appartenere alla gens padana, onesta e lavoratrice, non può essere certo offuscato dagli atti inconsulti di individui che hanno perso l’equilibrio…che nei loro fanatismi ideologici perdono il contatto con la realtà…condivido la tua analisi…ciao
    Miro il padano

  10. Credo che ci sia una “gens onesta e lavoratrice” e l’aggettivo “padana” nulla aggiunge o toglie alla categoria.
    Mi ritengo appartenente alla categoria anche se non sono assolutamente padano (in verità, in linea generale, neanche anti-padano….pur non provando simpatia per chi vuole dividere l’Italia e per chi con cieca convinzione asserisce che solo al nord si lavora e si è colti…)

    Concordo con Mariaserena però sulla scomparente educazione delle vecchie nordiche generazioni alla quale fa da contraltare la molesta ineducazione (e non maleducazione) delle nuove generazioni di ogni italica latitudine….

    Andrea

  11. Credo che ci sia una “gens onesta e lavoratrice” e l’aggettivo “padana” nulla aggiunge o toglie alla categoria.
    Mi ritengo appartenente alla categoria anche se non sono assolutamente padano (in verità, in linea generale, neanche anti-padano….pur non provando simpatia per chi vuole dividere l’Italia e per chi con cieca convinzione asserisce che solo al nord si lavora e si è colti…)

    Concordo con Mariaserena però sulla scomparente educazione delle vecchie nordiche generazioni alla quale fa da contraltare la molesta ineducazione (e non maleducazione) delle nuove generazioni di ogni italica latitudine….

    Andrea

  12. Ciao Serena, personalmente ho una particolare simpatia per i veneti.
    Apprezzo molto la loro concretezza, il loro impegno la voglia di fare.
    Vado a Verona almeno una volta l’anno, è una città laboriosa, dove tutti si danno da fare, sentono che devono impegnarsi in prima persona.
    L’episodio di violenza che si è verificato credo non abbia nulla a che vedere con la geografia e con la politica.
    Auguro anch’io a Nicola che la terra gli sia lieve.
    Caterina

  13. Ciao Serena, personalmente ho una particolare simpatia per i veneti.
    Apprezzo molto la loro concretezza, il loro impegno la voglia di fare.
    Vado a Verona almeno una volta l’anno, è una città laboriosa, dove tutti si danno da fare, sentono che devono impegnarsi in prima persona.
    L’episodio di violenza che si è verificato credo non abbia nulla a che vedere con la geografia e con la politica.
    Auguro anch’io a Nicola che la terra gli sia lieve.
    Caterina

  14. Le teste vuote non hanno ideologia politica nè città di residenza.
    So’ vuote e basta….

    Andrea

  15. Le teste vuote non hanno ideologia politica nè città di residenza.
    So’ vuote e basta….

    Andrea

  16. @Cate07 e vvnvnn

    C’è posta per voi…

  17. @Cate07 e vvnvnn

    C’è posta per voi…

  18. Sì Andrea, non è questione di latitudine; non lo è finchè qualche pseudo opinionista non sentenzia a vanvera.
    A suo tempo difesi Napoli. E difenderei i Lucani o i Romani quando mi imbatto nel pregiudizio.
    (Al rave non ci saranno cucine regionali… tranne tranne????
    vedremo.

    L’I

  19. Sì Andrea, non è questione di latitudine; non lo è finchè qualche pseudo opinionista non sentenzia a vanvera.
    A suo tempo difesi Napoli. E difenderei i Lucani o i Romani quando mi imbatto nel pregiudizio.
    (Al rave non ci saranno cucine regionali… tranne tranne????
    vedremo.

    L’I

  20. tranne tranne…

    mmhhh…curiosity killed the cat !

  21. tranne tranne…

    mmhhh…curiosity killed the cat !

  22. …a proposito del mese di maggio…in Padania…sarebbe forse il caso di ricordare i 110 anni dalla strage di Milano quando il generale Bava Beccaris, per ordine del “re buono” Umberto I, soffocò nel sangue con LE CANNONATE scioperi e agitazioni popolari contro il carovita …la carneficina fu perpetrata durante le quattro giornate di Milano dal (6-9 maggio 1898)…Bava-Beccaris fu decorato dallo stesso Umberto I per questa “gloriosa” impresa militare…fu strage di stato senza mezzi termini…com’è che diceva d’Azeglio? …fatta l’Italia bisogna fare gli italiani…anche a cannonate, evidentemente…
    Miro il padano

  23. …a proposito del mese di maggio…in Padania…sarebbe forse il caso di ricordare i 110 anni dalla strage di Milano quando il generale Bava Beccaris, per ordine del “re buono” Umberto I, soffocò nel sangue con LE CANNONATE scioperi e agitazioni popolari contro il carovita …la carneficina fu perpetrata durante le quattro giornate di Milano dal (6-9 maggio 1898)…Bava-Beccaris fu decorato dallo stesso Umberto I per questa “gloriosa” impresa militare…fu strage di stato senza mezzi termini…com’è che diceva d’Azeglio? …fatta l’Italia bisogna fare gli italiani…anche a cannonate, evidentemente…
    Miro il padano

  24. Grazie Miro questa importante citazione.
    Per capire la situazione italiana bisognerebbe che la storia fosse meglio conosciuta. Sia per il SUD (che ha scritto tante pagine di cultura e di eroismo) sia per il Nord, e per lo stesso motivo.
    Per tornare a tempi recenti ad esempio, ci dovremmo anche ricordare quello che ha affrontato l’Italia del Nord dopo l’8 Settembre e prima della liberazione.
    Credo che il dialogo dovrebbe essere sempre onesto e aperto.
    Ciao!

  25. Grazie Miro questa importante citazione.
    Per capire la situazione italiana bisognerebbe che la storia fosse meglio conosciuta. Sia per il SUD (che ha scritto tante pagine di cultura e di eroismo) sia per il Nord, e per lo stesso motivo.
    Per tornare a tempi recenti ad esempio, ci dovremmo anche ricordare quello che ha affrontato l’Italia del Nord dopo l’8 Settembre e prima della liberazione.
    Credo che il dialogo dovrebbe essere sempre onesto e aperto.
    Ciao!

  26. L’imbecillità non ha colore politico o tifo di riferimento! (in estrema sintesi per non ripetere quanto già detto dagli altri!)
    Non serve lo sdegno, non serve inneggiare al rosso o al nero!
    Questi di fondo non sanno nemmeno per chi parteggiano!
    Serve la cultura e a quelli che non sono predisposti a comprenderla che gli si insegni con i metodi che capiscono meglio… a legnate!

  27. L’imbecillità non ha colore politico o tifo di riferimento! (in estrema sintesi per non ripetere quanto già detto dagli altri!)
    Non serve lo sdegno, non serve inneggiare al rosso o al nero!
    Questi di fondo non sanno nemmeno per chi parteggiano!
    Serve la cultura e a quelli che non sono predisposti a comprenderla che gli si insegni con i metodi che capiscono meglio… a legnate!

  28. Ho seguito in tv tutta la conferenza stampa degli inquirenti che hanno indagato e risolto il caso (ed hanno escluso matrici o appartenenze politiche).
    Quei giovani violenti erano conosciuti e da mesi si indagava su loro. Però non c’erano strumenti per fermarli.
    Mi ha colpito una frase di un funzionario di polizia che ha detto (all’incirca) : “Quando si agisce come fanno questi ragazzi, provocando con la violenza e cercando la rissa, prima o poi accade la tragedia. Purtroppo non lo capiscono. Dopo invece, quando c’è il morto, si spaventano e non sanno più che fare.”
    Insomma il problema dell’educazione è quello cruciale.
    Però, anche se non tutti saranno d’accordo, io credo che l’effetto dell’uso di droghe (tutte) e dell’alcool non solo faccia perdere la percezione esatta della realtà, ma induce a noon sapere più valutare le conseguenze delle proprie azioni.
    I ragazzi iniziano a vivere in una dimensione diversa, quasi parallela alla realtà, ma molto fuorviata e priva di morale e valori; o meglio creano valori di riferimento come l’amicizia per gruppi(bande) affini e rivali di altri, gli pseudo valori esasperati, lla connivenza su reati e infrazioni ecc che li esaltano ma li rovinano. A volte irrimediabilmente.
    Ho conosciuto ragazzi che per “gli amici” si sarebbero gettati nel fuoco; ma che minacciavano di pestarne altri senza problemi.

    Scusate la lunghezza.

  29. Ho seguito in tv tutta la conferenza stampa degli inquirenti che hanno indagato e risolto il caso (ed hanno escluso matrici o appartenenze politiche).
    Quei giovani violenti erano conosciuti e da mesi si indagava su loro. Però non c’erano strumenti per fermarli.
    Mi ha colpito una frase di un funzionario di polizia che ha detto (all’incirca) : “Quando si agisce come fanno questi ragazzi, provocando con la violenza e cercando la rissa, prima o poi accade la tragedia. Purtroppo non lo capiscono. Dopo invece, quando c’è il morto, si spaventano e non sanno più che fare.”
    Insomma il problema dell’educazione è quello cruciale.
    Però, anche se non tutti saranno d’accordo, io credo che l’effetto dell’uso di droghe (tutte) e dell’alcool non solo faccia perdere la percezione esatta della realtà, ma induce a noon sapere più valutare le conseguenze delle proprie azioni.
    I ragazzi iniziano a vivere in una dimensione diversa, quasi parallela alla realtà, ma molto fuorviata e priva di morale e valori; o meglio creano valori di riferimento come l’amicizia per gruppi(bande) affini e rivali di altri, gli pseudo valori esasperati, lla connivenza su reati e infrazioni ecc che li esaltano ma li rovinano. A volte irrimediabilmente.
    Ho conosciuto ragazzi che per “gli amici” si sarebbero gettati nel fuoco; ma che minacciavano di pestarne altri senza problemi.

    Scusate la lunghezza.

  30. Ciao Maria Serena.
    Sono una trentenne Veronese. Tollerante, aperta, nonviolenta come tantissimi veronesi. Ti ringrazio tantissimo per le tue parole.
    Purtroppo a Verona come in altre città esistono queste frange violente, e questo non è il primo episodio verificatosi in questi anni.
    Sono vicina alla famiglia e agli amici di Nicola, che non lo vedranno più sorridere.
    E la mia condanna va, oltre che ai protagonisti di questi atti violenti, a quegli ambienti che purtroppo giustificano comportamenti di questo tipo.
    Se non riuscite a condannare questa violenza cieca, cercate almeno di difendere la bellezza della nostra città!
    Grazie ancora Serena e scusa lo sfogo.

  31. Ciao Maria Serena.
    Sono una trentenne Veronese. Tollerante, aperta, nonviolenta come tantissimi veronesi. Ti ringrazio tantissimo per le tue parole.
    Purtroppo a Verona come in altre città esistono queste frange violente, e questo non è il primo episodio verificatosi in questi anni.
    Sono vicina alla famiglia e agli amici di Nicola, che non lo vedranno più sorridere.
    E la mia condanna va, oltre che ai protagonisti di questi atti violenti, a quegli ambienti che purtroppo giustificano comportamenti di questo tipo.
    Se non riuscite a condannare questa violenza cieca, cercate almeno di difendere la bellezza della nostra città!
    Grazie ancora Serena e scusa lo sfogo.

  32. Ciao mick78purple, grazie a te che hai benissimo compreso il senso del mio scritto.
    Verona è meravigliosa, non ci torno da tanto tempo, ma ho ancora negli occhi l’immagine dell’Adige che attraversa la città. Grandioso.
    La cultura e la grande civiltà veneta debbano essere comprese andando ben al di là di episodi di violenza.
    Altrimenti che dovremmo dire di tante altre nostre città e paesi?
    Un abbraccio di benvenuto.
    Mariaserena

  33. Ciao mick78purple, grazie a te che hai benissimo compreso il senso del mio scritto.
    Verona è meravigliosa, non ci torno da tanto tempo, ma ho ancora negli occhi l’immagine dell’Adige che attraversa la città. Grandioso.
    La cultura e la grande civiltà veneta debbano essere comprese andando ben al di là di episodi di violenza.
    Altrimenti che dovremmo dire di tante altre nostre città e paesi?
    Un abbraccio di benvenuto.
    Mariaserena

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