Non abbiamo bisogno di Beppe Grillo

Lettera ai ragazzi 

L’ultima cosa di cui avevamo (ed abbiamo bisogno) è Beppe Grillo. Credetemi.Ho molte volte scritto sulle mie Notecellulari che con questo blog mi sembra di continuare il dialogo con miei ragazzi; dopo tanti anni di scuola non è facile smettere di pensare a loro.
Non mi riferisco a una classe in particolare, mi riferisco alla mia concezione dei “scuola” e di “insegnamento” che ho sempre inteso come dialogo e rispetto dei ruoli.
Certo i volti mi sono ancora molto presenti, e la maggior parte dei nomi me li ricordo  come se gli anni non fossero mai passati.
Forse per questo motivo so che se oggi fossi in classe “loro” mi interrogherebbero sulle questioni di attualità, e mi chiederebbero spiegazioni sui fatti recenti. Ciò accadeva particolarmente quando arrivavo in classe con il pacco dei quotidiani per loro (mi correvano incontro, mi aiutavano a portarli in classe e io non permettevo ai colleghi di “pescare” le copie destinate ai miei ragazzi) .
Avevamo aderito al progetto “Il quotidiano in classe” e alla mattina presto, prima di arrivare a scuola, passavo all’edicola a ritirare i giornali per gli studenti ed aggiungevo due o tre o anche quattro altri quotidiani acquistati da me per vivacizzare dialogo e confronto.
Quante volte in questi anni mi hanno chiesto: cos’è la destra e cos’è la sinistra? Oppure discutevamo sulla frequente affermazione di qualcuno di loro: “secondo me la politica è tutta uno schifo”.
Ho lottato, e non uso questo verbo alla leggera, per cercare invece di farli riflettere, per indurli a ragionare sulla necessità di interessarsi alla sorte del proprio paese, per suscitare il senso civico partendo dal proprio comportamento quotidiano (comprare il giornale, appunto, o seguire le vicende politiche, e studiare la storia) per arrivare ad essere critici e consapevoli,  per farsi un dovere di interpretare le notizie non adattandosi al conformismo e al qualunquismo, per spalancare occhi e cervello sui grandi fatti e problemi internazionali e sulle tematiche più drammaticamente attuali: la pace, lo sviluppo, il debito dei paesi poveri, la pena di morte, le guerre in atto e così via.
Ho lottato per la cultura: battaglia classica degli insegnanti; ma come molti insegnanti nemmeno io posso sapere se quelle battaglie le ho vinte, e soprattutto non lo saprò.
Però ero convita, e ancora lo sono, che sia giusto combattere per una buona battaglia, e che l’arte della semina richieda una pazienza senza presunzione. Che chi lotta e semina non lo fa mai invano. E che i semi devono avere una possibilità di nascere e i frutti di maturare, mentre se ci abbandoniamo al disfattismo qualunquista siamo perdenti anche nei nostri stessi confronti.
E allora tanto varrebbe fare un altro mestiere.
Per questo sul caso “Grillo e Grillismo” scrivo qui la frase che direi oggi, ancora e sempre ripeterei ai miei ragazzi:
“L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è di B.Grillo.”
“L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è del qualsiasi Beppegrillo che ha affermato: – E poi basta con sinistra e destra, sono categorie antiquate.-”
In un momento in cui la politica è certamente in crisi non abbiamo bisogno anche di una crisi della democrazia che si coaguli a un demagogo-giullare.
In un paese in cui  i cittadini perdono fiducia, in un’epoca in cui ci confrontiamo con una realtà planetaria talmente veloce da non lasciarci il tempo di interpretarla, in un momento di drammatica crisi culturale e di generale insicurezza sociale, in un periodo in cui i “vecchi” riferimenti politici (destra – sinistra –centro) sono i evoluzione faticosissima e complessa anche a causa di una diffusa apnea culturale non abbiamo bisogno di un tribuno da palcoscenico che sconfina e dilaga insultando volgarmente tutto e tutti.
 In una società dove il cittadino anziano mantiene i giovani (e i “giovani” sono i quarantenni) con le sue pensioni e  i bambini non riescono a nascere, in un mondo del lavoro in cui la creatività, la qualità e le capacità personali contano sempre meno e ci si preoccupa di quanto il lavoro costi per scegliere personale meno qualificato, in anni (come quelli che viviamo) in cui si definisce “flessibilità” la necessità di sopravvivere accettando lavori sempre più precarizzati e deprofessionalizzati, abbiamo semmai invece bisogno di riscoprire o rifondare la politica dei sindacati
 E abbiamo bisogno di riscoprire il ruolo e il valore della politica nel sua senso più alto.
Il politico non è colui che “deve fare quello che la gente vuole” come diceva oggi un tatuato giovanotto intervistato alla festa dell’Unità. Il politico, semmai, analizza, studia, interpreta la realtà sociale e progetta lo sviluppo del paese ispirandosi a principi ed idee sulle quale basa il suo disegno e cerca il consenso responsabile dei cittadini. Il politico è uno dei protagonisti del “contratto sociale”.
Invece improvvidamente è accaduto che, in una situazione generale in cui i giovani hanno quasi rinunciato a considerare il lavoro un diritto essenziale e necessario ad onorare la loro esistenza, in un contesto in cui più che mai c’è bisogno di politica vera e viva, si sia fatto avanti un personaggio-maschera che si è lanciato (ma guidato da chi??)  in un’avventura mediatico-popolare che ha l’effetto di fuorviare ancora di più l’opinione pubblica.
E accade che il personaggio si proponga come un agitatore ammiccante del più plebeo dei furori popolari: quello dello ghigno e dello sghignazzamento senza proposte, quello del “viva!” e del ”muoia!” senza nessuna definizione di un progetto né di un’idea.
No, non abbiamo bisogno di Beppe Grillo, ragazzi, credetemi.
Semmai abbiamo bisogno di rimetterci a studiare la storia e l’educazione civica, di ricominciare ad analizzare testi filosofici e letterari per capire chi siamo, da dove veniamo e perché si è arrivati a definire categorie politiche (la definizione è semplificata) come “DESTRA” e come “SINISTRA”.
Perché non è vero, a mio parere, che non esistono più differenze. E’ vero semmai che la storia ci ha cambiati ed abbiamo bisogno di rielaborare i significati.
Ma non è vero che tutto sia un uguale ed ignobile pastone.
E’ vero che le idee diverse hanno uguali diritti ad esprimersi e che la dignità del pensiero politico e la libertà vanno difese.
Nel passato sono state difese anche a prezzo della vita.
Oggi possiamo almeno difenderle assumendoci la responsabilità di fare una scelta: quella di criticare i politici anche ferocemente (se ci sembra giusto), ma di rispettare il paese e la sua dignità. La nostra cultura ha matrici Latine e Rinascimentali, ha reinterpretato l’Illuminismo e il Positivismo. Non possiamo accettare di trasformare la giusta indignazione del cittadino nell’ovazione al cachinno di un comico.
Per questo ribadisco: “L’ultima cosa di cui abbiamo bisogno è del qualsiasi Beppegrillo che afferma: – E poi basta con sinistra e destra, sono categorie antiquate.-”
Invece la nostra scelta e la nostra difesa dovrebbero essere quelle di rimandare  il Beppe GRILLO a casa sua.
Facciamolo subito e lasciamolo solo.
 

20 risposte a “Non abbiamo bisogno di Beppe Grillo

  1. splendido post il tuo
    ce la fai a tornare sul mio blog che avrei bisogno di una tua opinione sul tema? ciao stef

  2. per chi abbia un minimo di cervello e cultura, grillo non esiste.

    però le vecchie categorie politiche, compresa la distinzione destra-sinistra, sono obiettivamente morte. vanno create altre categorie, adatte al momento storico che stiamo vivendo.

    Il problema è che grillo dice quella frase senza averne compreso la portata. La dice da ignorante e agitatore di folle. Non da pensatore acuto.

    Il problema è che grillo non ha un sistema di pensiero alle spalle, non ha “struttura”. Quindi non può che fare disastri e improvvisare ogni giorno.

    lasciamolo affondare. e pensiamo alle cose serie.

  3. Anche io temo che si riaffacci un “puparo” che muove i fili!
    riparliamone

  4. mah…io credo che il pericolo più grande non sia Grillo, ma la gente che ascolta Grillo..in quanto visto come un tirator di popolo, come un coraggioso pronto sempre a dire la sua…
    ..è pur vero che c’è tanta altra gente che di grillo se ne “sbatte altamente”..(x essere chiari)…me compreso..

  5. @ Panthen:Non hai torto, però il fatto è che pochi ragionano, pochissimi lo fanno con la testa, e ancora in meno ragionano con la propria.
    Nel caso del Grillo l’appeal (si dice così? tu l’inglese lo sai…) scamiciato e stradaiolo del Grillo non stimola le sinapsi cerebrali, ma si comporta come chi considera chi lo ascolta soggetti con istinti da plebaglia o, come direbbe forse direbbe l’Alfieri, da “sequisplebe”. E purtroppo nel fondo di alcuni la cialtroneria e la plebaglia potrebbero esistere sempre, come un deposito che intorbida l’olio o il vino se si agita.
    Invece sarebbe preferibile considerare come propri interlocutori non ” la ggente” ma “il popolo dei cittadini” : ossia un soggetto politico da rispettare e a cui trasmettere una comunicazione corretta; anche se comico-satirica e popolare.
    Scusa il lungo discorso ma ti stimo troppo per liquidarti con una battutina…
    un abbraccio

  6. Bell’intervento, mi è piaciuto

  7. prof vado un pò “out topic” per dirle che mi sono permessa di aggiungerla su MSN… 🙂

    Un bacio.
    *Silvia*

  8. Ciao prof, sempre un piacere leggere il tuo blog.
    Neanch’io condivido tutte le cose di Grillo, ma non lo ritengo affatto deleterio, come tu pensi. O meglio: tra effetti positivi e negativi del suo atteggiamento e delle sue battaglie, ritengo sempre che tutto sommato prevalgano gli effetti positivi. Io vedo Grillo semplicemente come un “pùngolo”. Questa è la sua funzione. Un pungolo costante al potere, un potere spesso arrogante, che a volte fa i suoi pòrci comodi, perché la gente certe cose né le sa, né ha intenzione di saperle. E questo, cara prof, è grave. In fondo di “pungoli” ce n’è sempre bisogno. Io certo non amo i pecoroni di NESSUNA ESTRAZIONE, quindi neanchee quelli che si accodano a gridare da qualunquisti. So che, per un pizzico, la gente che segue Grillo rischia questa “devianza”. Però credo anche che in concreto, al di là dei modi urlati da comico satirico, lui abbia lanciato delle PROPOSTE. Quindi non è vero che ha sparato nel mucchio, giusto per dire male dei politici e basta. Le dirò, cara prof, che la proposta di non vedere mai seduto a legiferare chi abbioa subito delle condanne in terzo grado mi garba molto. Anche se, giusto per non spaventare nessuno (l’Italia è piena di gente con la coda di paglia), aggiungerei la postilla “condanne in terzo grado per reati di una certa importanza”, aggiungendo quali sarebbero. Io ne ho francamente abbastanza di politici che fanno le leggi e sono i primi a non rispettarle. Che ne pensa?

  9. Ciao Luimariano!
    Anche a me fa sempre piacere leggere le opinioni di un cervello giovane e pensante!
    Ti rispondo subito:
    Ne penso che molti bravi cittadini, persone serie e impegnate hanno giustamente ragione, come te e anche come me, a non poterne più.
    Temo tuttavia che questo “non poterne più” possa venir “cavalcato” , come in passato è già accaduto (e la storia lo dimostra, purtroppo inutilmente) da persone che strumentalizzano il malcontento e l’esasperazione.
    Mi preoccupa che BeppeGrillo in questo contesto sembri o appaia come un “cavallo scosso” , ma in realtà sia già un portabandiera che rappresenta un giustificatissimo malcontento di gente seria e onesta, ma che viene cavalcato da chi l’ha individuato come strumento.
    E non so, questo proprio non lo so,se Grillo si rende conto di questo.
    O se invece l’inestinguibile sete di spettacolo, che sospinge a qualunque prezzo verso una fonte di consensi e applausi un attore-guitto e comico di razza, quale evidentemente lui è, non lo porti a lasciarsi cavalcare da cavalieri dalla poco nitida armatura e dalla bandiera oscura.
    Che ne dici, Mariano? (troppo letteraria vero?)
    un abbraccio.

  10. Gent.ma Mariaserena, hai fatto un’analisi realistica della condizione politica, civile che sta vivendo l’Italia, ormai, da molto tempo, moltissimo tempo lasciandoci sperare sempre in un qualche cambiamento che migliori il tutto, a prescindere dalle destre e dalle sinistre e disturbatori aggregati vari. Non sono mai finiti i qualuquisti, né i qualunquismi periodici. E’ emerso adesso Grillo che agita le piazze, sfruttando il malcontento generale. Si sgonfierà naturalmente anche Grillo e speriamo che non venga l’uomo forte, l’unto del Signore, l’inviato della Provvidenza. Un saluto affettuoso,Gabriele.

  11. Trovo meravigliose assonanze nel commento di Gabriele (Matariele) un gentiluomo che la storia la sa; e l’ha anche vissuta.
    Un abraccio!

  12. @ Silvia: non ti vedo su msn… ti dò il contatto?
    ciao!

  13. Carissima Prof (dalle parti mie non mettono la i finale), seguo sempre con attenzione ed interesse le tue splendide analisi delle questioni del momento.
    Ed il momento che stiamo vivendo è davvero difficile.
    Io non mi preoccuperei più di tanto. Non siamo più fortunatamente all’epoca del famoso Uomo Qualunque che io ho visto nascere e …morire. La gente è più matura, ha solo bisogno di “pungoli”, di input , magari brutalmente efficaci ed in quanto a questo il Grillo della situazione è sulla buona strada.
    Vedrai che anche lui, se vuole veramente fare un partito (ma non è contro i partiti che sta “lottando”?) si troverà di fronte alle insuperabili difficoltà che assillano gli altri.

  14. Però bisogna dare atto che Beppe Grillo ha il coraggio della denuncia, contrariamente a tanti altri che si limitano a salire sulla diligenza dei vincenti di turno. La verità è che l’Italia da molto tempo è governata da oligarchia, non solo al centro, ma anche in periferia, negli enti, dovunque. Abbiamo TV di regime e regna un completo conformismo. Qualcosa bisogna fare, per non sprofondare. Molti politici hanno preso atto del fenomeno Grillo e si stanno interrogando. Non c’è pericolo che arrivi un unto dal Signore (o uomo forte che dir si voglia). Già viviamo in una democrazia bloccata, o in una pseudodemocrazia, dove i poteri forti, dietro la facciata, sono quelli che realmente governano e muovono le pedine della politica.

  15. L’argomentare nostro (come leggo) è aderente alla realtà che viviamo, ormai da oltre 60 anni. La cosiddetta democrazia che stiamo vivendo è stata sempre insidiata da violenti ed estremisti di vari colori perchè la democrazia è fragile. Se il POPOLO, quello vero, quello laborioso, quello onesto non prende coscienza della necessità di rendere salda, più salda questa democrazia, il pericolo dell’uomo forte è sempre dietro l’angolo. I prodromi di questo pericolo si rivelano periodicamente con i masaniello di turno (vedi Bossi, Grillo, per restare al presente) che pensano di risolvere tutto con le pagliacciate di piazza. Attenti, però, che non sto facendo alcuna concessione, alcuna difesa di questa inefficiente classe politica. Chissà se ho bene espresso il mio modesto pensiero!? Un caro saluto, Gabriele.

  16. Cara Mariaserena, ti faccio i complimenti per il tuo blog e per quanto scrivi su Pratico. Ma con questo commento vorrei provocarti. Fermo restando che in parte condivido il tuo giudizio su Grillo, ti chiedo: ma per quanto tempo questi politici devono prenderci in giro? Ti dirò, io credo che questo novello Masaniello può essere utile a dare una scossa alle nostre coscienze. Anche perchè del tutto ignorante non è. Grillo, infatti, si circonda di tecnici o addetti ai lavori. Certo, può sempre capitare di prendere qualche cantonata ma, cosa vogliamo, Grillo è pur sempre un attore comico, un guitto.
    Saluto tutti e vi auguro una buona giornata.

  17. La cosa che fa più tristezza è che siamo arrivati ad un punto talmente basso che anche un uomo volgare, concettualmente inconsistente, populista e demagogo, riesce ad avere un certo quantitativo di consenso. Ricordiamo tutti che senza partiti la democrazia non esiste: dire su un pulpito quello che a tutti piace sentirsi dire non è vera volontà di cambiamento, ma soltanto un modo per riciclarsi dopo aver fallito ogni obiettivo professionale. Vuole il parlamento pulito, perchè ci sono parlamentari condannati: molti hanno una condanna per resistenza a pubblico ufficiale, diffamazione, reati d’opinione. Pochissimi, dopo l’eliminazione di Previti, hanno una condanna per reati non bagatellari. Beppe Grillo ha sulle spalle una condanna per omicidio colpos ad un anno e tre mesi: lui che parla di alzheimer senza nemmeno sapere cos’è, lui che dice che dovrebbero sparare nell’ano al direttore del tg 2, è forse migliore di quelli che vuole epurare?

  18. stavo preparando una risposta alla cortese provocazione di giuvarri, ma come al solito la lucida analisi di una mente giovane mi ha preceduto.
    Infatti Alessandro74 ha già detto benissimo molto di ciò che avrei detto io.
    Aggiungerò, semmai in un nuvo post, alcune motivate riflessioni sulle nefaste conseguenze
    della sguaiataggine e della demagogia sull’educazione e sulla formazione. Che è l’argomento principale del mio Blog cellulare.
    grazie ragazzi!

  19. Mi duole dirlo, ma nella contestualizzazione Grillo ha ragione da vendere! Oggi, sinistra e destra sono uguali, perchè prendono ordini da MASTRICHT e non dai cittadini! E’ venuta meno la DEMOCRAZIA con la “globalizzazione capitalistica”, bisogna prenderne atto. Il problema vero è: cosa fare per fare arretrare un discorso di tipo qualunquistico? Ma…Grillo non c’entra untubo. Ciao.

  20. Infatti il problema, col passare dei giorni si ingarbuglia.
    Ma come vedi se ne può parlare garbatamente, forse lui urla un po’ troppo.
    Non è che i problemi non ci siano; però continuo a dire e pensare :no lui no! Ciao grazie di partecipare.

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